La recensione oggettiva e super partes come si confà ad un professionista quale io sono

Il fatto che io sia nei ringraziamenti e il fatto che io sia amico del bassista state sicuri che non mi impedirà di essere oggettivissimo di fronte a A Sky With No Stars, ossia il primo lp (ma si dice ancora lp?) dei Canadians. Album che uscirà in settembre ma che potete già avere andando ai concerti dei tipi in questione o acquistandolo via mail order.

Dicevamo, il disco.

Ebbene, dopo averlo ascoltato più volte si potrebbe fukuyamamente dire che la storia della musica è finita. Tutti i gruppi del mondo dovrebbero trovarsi attorno ad un tavolo e ammettere che dopo A Sky With No Stars l’unico compito che spetta ai musicisti d’ora in poi, nei secoli dei secoli, è quello di essere cover band dei Canadians.

Sì perchè di fronte ad un disco così dichiaratamente totale non si può fare nient’altro che ammettere che ora tutto è stato scritto, tutto è stato suonato e tutto è stato cantato. Undici canzoni che sono undici nuove leggi divine: abbandonate le false tavole di Mosè, ora è la Legge è racchiusa in un compact disc.

Ora sappiamo perchè Mozart, i Beatles, gli Weezer, Chuck D, i Nirvana, Dj Jazzy Jeff, gli Smashing Pumpkins etc etc sono venuti al mondo: per preparare il palco ai Canadians. Il cerchio si chiude, l’era dell’acquario è arrivata.

Sono stato abbastanza oggettivo vero?