La macchina scorre lungo quella landa pianeggiante il cui mercato sembra proprio sputtanato da gente che a quanto pare si diverte a lavorare gratis (che peste bubbonica li colga), detta anche Emila.
Lui ascolta distrattamente la radio quando il cellulare suona. Abbassa il volume e risponde.
- Pronto, sono Mr Plasticaro, ciao Luca come va?
- Ohh Mr Plasticaro salve, tutto bene, lei? E’ da un po’ che non la sento.
- Tutto bene, senti avrei bisogno di un parere.
- Dica dica, basta che dopo mi ordini però!
- Ah ah, sempre là vai a parare. Senti, io avrei un…
A questo punto lui si accorge che alla radio è iniziata una canzone. La pelle d’oca di rito, il cervello sconnesso, il bisogno di cantare.
- Scusi scusi, la richiamo io fra tre minuti, scusi.
- Ah…ok.
Alza il volume a livelli da sangue colante dalle orecchie, dito puntato al cielo a fare da bacchetta e inizia il karaoke
- Scusi sa, ma sono in macchina e mi stava fermando la polizia dato che non mi va un anabbagliante, i soliti rompicoglioni…
- Ah che sfiga, e ti hanno dato la multa?
- No no, ho fatto il finto tonto, scusi ancora. Diceva? Aveva bisogno?




5 Responses to “Il professionista serio al lavoro ovvero sotto quella cravatta e quella camicia di cotone c’è una camicia di flanella ovvero non uscirò mai dagli anni ‘90”
già… monumento ai nirvana, agli anni ottanta, alla camicia di flanella a quadrettoni che porto ancora tutt’oggi, ai capelli lunghi, alla chitarra scordata, allla figa zero ma anche problemi zero, all’idea di morire prima dei 30 anni come kurt, all’essere non fighi di flanella, e grunge per sempre.
e ps. il primo che sento dire che i nirvana non sapevano suonare… questo pezzo ha un intro da paura.
p.s.
qui a verona c’è qualcuno che farebbe un gruppo tributo ai nirvana?
Ecco, mi tocca scaricare Nevermind….
HAI FATTO BENE. a chiudergli in faccia, dico,
ci voleva il punto, ehm.