Se non riuscite ad addormentarvi di notte chiedendovi ma come si orientano i giapponesi a Tokyo?? questo post fa per voi; altrimenti andate affanculo chè io mi sto cacando sotto pensando alle ore di viaggio in aereo.
Al grido di abbasso l’imperialismo stradale occidentale! lasciatevi condurre per mano (me le sono appena lavate eh) attraverso l’indirizzario tokyota. Sebbene a Tokyo esistano certe strade con il nome (tipo Ginza Dori, Takeshita Dori, Roppongi Dori) la regola non è quella. I giapponesi vanno avanti fieramente con il loro metodo poco pratico e abbastanza discutibile (tanto se ci si perde si può chiedere ai gabbiotti della polizia, son lì per quello).
Il sistema giapponese per scrivere gli indirizzi si basa sui numeri invece che sui nomi delle vie. Riflettendo a mio avviso la struttura di Tokyo come città a-centrica / multi-centrica (ossia come città formata da decine di città a se stanti nella quale non esiste un vero e proprio centro), si è deciso innanzittutto di dividere Tokyo in 23 quartieri (ku). Ogni ku ha al proprio interno vari distretti più piccoli (cho), ognuno con il proprio nome. A loro volta i cho sono suddivisi in aree numerate (chome), le quali sono suddivise in isolati numerati, i quali a loro volta sono suddivisi nei singoli edifici (i quali se hanno una certa importanza possono avere un nome proprio).
Come avrete capito si tratta quindi di un sistema a isole concentriche che a volte può risultare difficile. Non per niente i giapponesi sono gli indiscussi campioni mondiali dell’antica arte del ti faccio una mappina di come arrivare a casa mia. Insomma, come esponente di quei poveri cristi privi del più basilare senso dell’orientamento, devo dire che Tokyo sarebbe proprio il mio paradiso…
Bene, concludiamo con un esempio: l’indirizzo 1-9-2, Higashi-Shinbashi, Minato Ku sta a significare semplicemente il secondo palazzo del nono isolato del primo chome del cho Higashi-Shinbashi nel quartiere di Minato. Tutto qui.