Archive: July, 2007

Dai Nihon Koku

Allora ciao eh. Noi partiamo per quel paese là.

Casomai ogni tanto potrei aggiornare il mio nuovo twitter (ossia l’inutilità fatta 2.0, sì, intanto mi sono iscritto anch’io però…), che potete vedere per l’occasione in finestrella style qui sotto (o nella sidebar normalmente)

Valigie ok!

Abbiamo fatto le valigie. E dato che io sono intelligentissimo abbiamo adottato su mia proposta il metodo metà e metà, ossia dividere a metà le nostre cose su entrambe le valigie. In questo modo se nel malaugurato caso dovesse perdersene una non ci ritroveremmo senza un cazzo da metterci. Certo, se si perdono entrambe…

Comunque, per la prima volta mi sembra di portare via poche cose; forse perchè le nostre nuove valigie sono enoooormi.

Doh!

Aspettando il film del millennio, ascoltatevi il theme suonato dai Green Day.

 
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Aiuto Ryoga! Mi sono perso!

Se non riuscite ad addormentarvi di notte chiedendovi ma come si orientano i giapponesi a Tokyo?? questo post fa per voi; altrimenti andate affanculo chè io mi sto cacando sotto pensando alle ore di viaggio in aereo.

Al grido di abbasso l’imperialismo stradale occidentale! lasciatevi condurre per mano (me le sono appena lavate eh) attraverso l’indirizzario tokyota. Sebbene a Tokyo esistano certe strade con il nome (tipo Ginza Dori, Takeshita Dori, Roppongi Dori) la regola non è quella. I giapponesi vanno avanti fieramente con il loro metodo poco pratico e abbastanza discutibile (tanto se ci si perde si può chiedere ai gabbiotti della polizia, son lì per quello).

Il sistema giapponese per scrivere gli indirizzi si basa sui numeri invece che sui nomi delle vie. Riflettendo a mio avviso la struttura di Tokyo come città a-centrica / multi-centrica (ossia come città formata da decine di città a se stanti nella quale non esiste un vero e proprio centro), si è deciso innanzittutto di dividere Tokyo in 23 quartieri (ku). Ogni ku ha al proprio interno vari distretti più piccoli (cho), ognuno con il proprio nome. A loro volta i cho sono suddivisi in aree numerate (chome), le quali sono suddivise in isolati numerati, i quali a loro volta sono suddivisi nei singoli edifici (i quali se hanno una certa importanza possono avere un nome proprio).

Come avrete capito si tratta quindi di un sistema a isole concentriche che a volte può risultare difficile. Non per niente i giapponesi sono gli indiscussi campioni mondiali dell’antica arte del ti faccio una mappina di come arrivare a casa mia. Insomma, come esponente di quei poveri cristi privi del più basilare senso dell’orientamento, devo dire che Tokyo sarebbe proprio il mio paradiso…

Bene, concludiamo con un esempio: l’indirizzo 1-9-2, Higashi-Shinbashi, Minato Ku sta a significare semplicemente il secondo palazzo del nono isolato del primo chome del cho Higashi-Shinbashi nel quartiere di Minato. Tutto qui.

Riguardo quel viaggetto a voi-sapete-dove

Gli stati d’animo vanno dalla rimozione all’esaltazione alla paura alla ri-conseguente rimozione alla ri-conseguente esaltazione alla ri-conseguente paura e via dicendo.

Kill rockstar

Il mondo della musica italiana indie e/o alternativa e/o no sanremo no festivalbar è veramente popolato dalla peggio gioventù. Un mondo meschino dove l’invidia e l’idiozia la fanno da padrone.

Ma estremamente divertente però, ti passan via le giornate a leggere ‘ste cose eh. Poi se il destinatario gode nel vedere le macumbe che gli fanno, tutto di guadagnato! :)

Pannella for secretary

Possiamo ridere finchè vogliamo del tentativo di Pannella di candidarsi a segretario del Partito Democratico, possiamo dire finchè vogliamo che si tratta della solita boutade per accendere i riflettori su di lui, possiamo dire che il suo progetto è tardivo, inconsistente e contradditorio. Sì, possiamo dire tutto quello che vogliamo ma resta il fatto che ancora una volta Pannella ha disvelato come questo listino cattocomunista sia sempre più un accordo fra apparati.

L’idea del PD poteva essere una cosa esaltante e poteva portare a grandi cose. Un partito con aspirazioni del 40% che includesse storie diverse, un partito aggregante e maggioritario, un partito normale. E invece no. I DS e la Margherita si sono chiusi a riccio e scimmiottando molto malamente i Democratici degli Usa stanno costruendo una cosa che nasce vecchia, morta. A me sarebbe piaciuto che i Radicali fossero stati presenti fin all’inizio nel progetto del PD per vedere se si poteva costruire qualcosa di decente invece che stare dietro a quel cadavere della RnP (quanto tempo perso!); probabilmente le cose non sarebbero cambiate, ma almeno fare un tentativo…

Se Pannella riuscisse nel miracolo di presentarsi alle "primarie" (sì, chiamiamole primarie…) io sarò ben lieto di votarlo. Proviamo a immaginare Pannella segretario del PD… a parte il fatto che dopo tre secondi i DS e la Margherita farebbero una scissione per poi riaggregarsi nel PD2…

Se Pannela diventasse segretario del PD, l’Italia sarebbe ogni giorno sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo. Non ci annoieremmo mai, ogni giorno la lettura dei giornali sarebbe d’obbligo per tenersi informati sulle ultime mirabolanti azioni del Nostro.

Pannella segretario del PD, meglio di Gardaland.

Italia, medioevo

Melting pot

Quando si parla di immigrazione qui in Italia ci vogliono cinque secondi buoni perchè tutto finisca in populismo e terrorismo psicologico da parte di gruppi politici (soprattutto la Lega) che campano unicamente sulla paura della gente alimentandola ed esasperandola. Io penso invece che prima di tutto bisognerebbe partire dai dati di fatto oggettivi (per esempio che l’immigrazione in Italia è un fenomeno che esiste ed esisterà, punto) per poi pragmaticamente e senza isterismi cercare le soluzioni migliori affinchè la società non imploda.

Oggi in Italia invece si tende da una parte ad accantonare la questione rimandandola al giorno del mai mentre dall’altra parte periodicamente e strumentalmente la si tira fuori per fini politici di brevissimo termine e abbastanza meschini.

Dato che fortunatamente al mondo non esiste solo l’Italia, io dico: guardiamoci attorno! E guardandomi attorno mi viene da esclamare: dovremmo trasformarci negli Stati Uniti! Sì, lo so che la loro storia è unica e che sono una società di pionieri, ma al giorno d’oggi la nostra società non può più pensare di essere quello Stato Nazione a tenuta stagna che era fino a poco tempo fa. Oggi è necessaria una rivoluzione mentale che imprima bene nella testa di ognuno che fondare il concetto di cittadinanza sul sangue ci porterà all’estinzione e che l’unico metodo è la trasmissione dei veri Valori Occidentali della Libertà contro gli oscurantismi delle religioni più o meno fondamentaliste e dei totalitarismi.

Dovremmo imparare da loro, altrochè "fuori gli immigrati". Dovremmo semplicemente darci un metodo chiaro e seguirlo, e il loro metodo è quello che sembra funzionare meglio.

Quel che continua a essere una carta vincente dell’America è la sua capacità di accogliere chiunque bussi alle porte e dimostri di voler divenire cittadino americano. La tradizione culturale e l’indirizzo amministrativo dominanti indicano nell’assimilazione, attraverso l’integrazione individuale e il consenso istituzionale, le uniche condizioni per l’acquisizione della cittadinanza dei nuovi arrivati.

Al cristiano, all’ebreo, al musulmuno, all’induista e all’ateo il governo federale non chiede rd rinunciare ai valori culturali e religiosi, alla lingua e all’appartenenza comunitaria di riferimento, ma solo di giurare sui principi costituzionali dello Stato e di osservare le leggi come qualsiasi altra persona nata negli Stati Uniti:

Io sottoscritto dichiaro sotto giuramento che rinuncio assolutamente e interamente e abiuro ogni obbedienza e fedeltà a qualsiasi principe, potentato, Stato o entità sovrana straniera di cui sono stato in precedenza soggetto o cittadino; che sosterrò e difenderò la Costituzione e le leggi degli Stati Uniti d’America contro tutti i nemici, interni ed esterni, e che porterò vera fede e obbedienza alla stessa

Diversamente dalla Germania, dove per la cittadinanza vigeva fino a qualche tempo fa la legge del sangue, e dalla Francia, che tende a imporre la lingua, la cultura e i costumi, come ribadito da recenti provvedimenti, gli Stati Uniti seguono il criterio politico-istituzionale che lascia agli immigrati ampia facoltà di praticare apertamente i loro costumi senza interferenze nel credo, nelle idee e nel modo di vivere.

Questo è il miracolo, di volta in volta definito melting pot o multiculturalismo, di cui gli Stati Uniti sono forse l’unico esempio dalle ampie dimensioni riuscito nel mondo.

tratto da raccontare l’america di massimo teodori

Yo! Make some old skool noize!

Le due canzoni della giornata sono:

 
 GZA - 4th Chamber: Play Now | Play in Popup

 
 Dj Shadow - Walkie Talkie: Play Now | Play in Popup