Melting pot

Quando si parla di immigrazione qui in Italia ci vogliono cinque secondi buoni perchè tutto finisca in populismo e terrorismo psicologico da parte di gruppi politici (soprattutto la Lega) che campano unicamente sulla paura della gente alimentandola ed esasperandola. Io penso invece che prima di tutto bisognerebbe partire dai dati di fatto oggettivi (per esempio che l’immigrazione in Italia è un fenomeno che esiste ed esisterà, punto) per poi pragmaticamente e senza isterismi cercare le soluzioni migliori affinchè la società non imploda.

Oggi in Italia invece si tende da una parte ad accantonare la questione rimandandola al giorno del mai mentre dall’altra parte periodicamente e strumentalmente la si tira fuori per fini politici di brevissimo termine e abbastanza meschini.

Dato che fortunatamente al mondo non esiste solo l’Italia, io dico: guardiamoci attorno! E guardandomi attorno mi viene da esclamare: dovremmo trasformarci negli Stati Uniti! Sì, lo so che la loro storia è unica e che sono una società di pionieri, ma al giorno d’oggi la nostra società non può più pensare di essere quello Stato Nazione a tenuta stagna che era fino a poco tempo fa. Oggi è necessaria una rivoluzione mentale che imprima bene nella testa di ognuno che fondare il concetto di cittadinanza sul sangue ci porterà all’estinzione e che l’unico metodo è la trasmissione dei veri Valori Occidentali della Libertà contro gli oscurantismi delle religioni più o meno fondamentaliste e dei totalitarismi.

Dovremmo imparare da loro, altrochè "fuori gli immigrati". Dovremmo semplicemente darci un metodo chiaro e seguirlo, e il loro metodo è quello che sembra funzionare meglio.

Quel che continua a essere una carta vincente dell’America è la sua capacità di accogliere chiunque bussi alle porte e dimostri di voler divenire cittadino americano. La tradizione culturale e l’indirizzo amministrativo dominanti indicano nell’assimilazione, attraverso l’integrazione individuale e il consenso istituzionale, le uniche condizioni per l’acquisizione della cittadinanza dei nuovi arrivati.

Al cristiano, all’ebreo, al musulmuno, all’induista e all’ateo il governo federale non chiede rd rinunciare ai valori culturali e religiosi, alla lingua e all’appartenenza comunitaria di riferimento, ma solo di giurare sui principi costituzionali dello Stato e di osservare le leggi come qualsiasi altra persona nata negli Stati Uniti:

Io sottoscritto dichiaro sotto giuramento che rinuncio assolutamente e interamente e abiuro ogni obbedienza e fedeltà a qualsiasi principe, potentato, Stato o entità sovrana straniera di cui sono stato in precedenza soggetto o cittadino; che sosterrò e difenderò la Costituzione e le leggi degli Stati Uniti d’America contro tutti i nemici, interni ed esterni, e che porterò vera fede e obbedienza alla stessa

Diversamente dalla Germania, dove per la cittadinanza vigeva fino a qualche tempo fa la legge del sangue, e dalla Francia, che tende a imporre la lingua, la cultura e i costumi, come ribadito da recenti provvedimenti, gli Stati Uniti seguono il criterio politico-istituzionale che lascia agli immigrati ampia facoltà di praticare apertamente i loro costumi senza interferenze nel credo, nelle idee e nel modo di vivere.

Questo è il miracolo, di volta in volta definito melting pot o multiculturalismo, di cui gli Stati Uniti sono forse l’unico esempio dalle ampie dimensioni riuscito nel mondo.

tratto da raccontare l’america di massimo teodori