Archive: July, 2007

Tornatene negli anni ‘50

Alla radio parte la nuova canzone della Aguilera. Mi dico ah ah divertente questo intro così retrò, ah ah, questa Aguilera è sempre forte. Poi però i minuti passano e mi rendo conto che quell’intro retrò è in realtà la canzone. Esiste una canzone più inascoltabile di questa? Ma come si fa a confezionare una canzone così inutile nel 2007?

Contrordine compagni: Decidere.net è ok

E con una sterzata brusca di 180° quasi da far ribaltare la macchina in corsa e da lasciare attoniti e sconcertati i passanti vi dico che ho aderito anch’io a Decidere.net. La decisione è maturata la scorsa notte, sapete, non riuscivo ad addormentarmi e mi son messo a pensare seriamente a ‘sta cosa (come siamo ridotti…). I miei motivi sono tre:

  1. Perchè ho preso per buona l’affermazione che si tratta di un cantiere finalizzato a quei progetti (che condivido).
  2. Perchè se Capezzone non è un politico a tutto tondo vorrà dire che per de-cattolicizzare l’Italia mi rivolgerò a qualcun’altro.
  3. E soprattutto perchè mi fido ciecamente di loro. Se loro ci stanno dentro vuol dire che la cosa non è infame. Qualora loro dovessero iniziare a dire uhm..’nzomma, io ne trarrei subito le conseguenze. La loro presenza ora mi tranquillizza.

decidere.netIo penso a Decidere.net come ad una raccolta firme per un referendum. Se il referendum è giusto non me ne frega niente che abbia firmato anche il più fasciocomunistaclericopapista in circolazione, l’importante è mantenere le giuste distanze. Mi sono reso conto che io volevo vedere in Capezzone un nuovo Pannella meno confusionario e confuso, così non è. Ci sono rimasto male, pensavo ad un nuovo Partito Radicale e invece niente. Ho elaborato il lutto e ora sono pronto ad andare avanti.

Malvino ci chiedeva di aumentare il numero di anticlericali laicisti su Decidere.net? E io obbedisco. Il Capy si è impuntato sull’economia? Ok, sull’economia lo seguo. Tutto qua.

e ora iniziate pure a chiamarmi sporco collaborazionista deviazionista

Giusto per rendere più pepato il viaggio

Ovviamente io non ho letto nulla, dato che non è successo nulla. Ripeto: non è successo nulla. E il primo che si azzarda a dire il contrario lo corco.

Lo scapolone

La mia ciccina oggi è andata a Milano e tornerà giovedì.

Questo vuol dire rutto libero a cena e scoregge senza ritegno!

Ah no, queste cose le faccio già anche quando c’è la mia ciccina…

Uff, non esiste più la trasgressione.

Dobbiamo essere fermi contro i capricci, altrimenti la società andrà a rotoli

Voi sentite la necessità di scrivere leggi su leggi per proclamare solennemente la libertà di fare la danza della pioggia? Io no. Che ci vuole? Chiami tre/quattro amici, fai un fuochetto e ci balli attorno. Devi stare attento a non dare fuoco a tutto e quando hai finito non devi lasciare sporco per terra, basta il codice civile no? Ognuno è libero di farsi la sua danza della pioggia.

Stessa cosa per quella danza della pioggia più strutturata che sono le religioni. Io tutti questi credentisti non li capisco. Di quale libertà vanno cianciando? Volete adorare il vostro camminatore sopra l’acqua che mangiate ogni domenica? E fate pure! Di quali libertà e di quali diritti speciali avete bisogno?

Una società sana non dovrebbe assecondare i capricci di questi gruppi di esagitati visionari. Certo, tolleriamo il vostro stile di vita ma tenetevelo fra voi, fate pure i vostri strani riti ma non parlatemi di libertà. La libertà di essere pazzi non è libertà, è patologia. Siamo fin troppo tolleranti da non invocare il T.S.O. ma per favore: siate almeno discreti e non parlateci di fantomatici diritti che in realtà sono solo vostri capricci.

E basta Yoshi! E cambio argomento!

Io pago le tasse. Cioè, ho un lavoro e, purtroppo, pago tutte le tasse che mi impongono di pagare. Da poco ho pagato le tasse e porco di quel dio non potete immaginare quanto mi sia sentito defraudato e violentato. Lo Stato mi ha rapinato e io non sono potuto andare dai carabinieri a denunciare il furto; forse non avete bene presente la sensazione di rabbia e di impotenza che si prova. Ora in banca non m’è restato più un niente, Stato ladro, diocàn.

Detto questo, dovrei essere un convinto sostenitore del famoso network, e a mio modo lo sono. Lo ripeto per la ventesima volta e lo sottolineo bene: sono d’accordo su tutti i tredici punti, tutti. Inoltre non sono assolutamente un anticapezzoniano, anzi, se avete un po’ di memoria storica su questo blog saprete bene come io mi sia sperticato di lodi sul Capy contro quell’orco cattivo e un poco stronzetto di Pannella. Quindi, lasciamo stare il fatto che non ho ancora capito bene cos’è ‘sto network e come intende realizzare i punti se non si presenta alle elezioni come partito, lasciamo stare il fatto che a mio modo di vedere esiste già un partito adatto allo scopo, lasciamo stare il fatto che ritengo un po’ velleitario il progetto e lasciamo stare il fatto che un progetto politico che guarda quasi esclusivamente all’economia è zoppo (ma potrei sbagliarmi su tutto).

Lasciamo stare tutto e immaginiamo che ci sia un esagitato che mi punta una pistola alla tempia e mi dice: lo so che sei per la contemporaneità di tutti i diritti  ma io ti dico di scegliere quello che ritieni più importante, preferisci vivere in un paese con la flat tax al 20% o in un paese nel quale la ricerca scientifica non sia legata alla teologia cattolica e dove due persone gay si  possono sposare? Scegli!

Bene, signori cari, posso scegliere la seconda opzione o verrò tacciato di frikkettonismo? Posso pensare che qui in Italia fra la privatizzazione di Rai, Ferrovie, Alitalia e Poste e la ricerca sulle cellule staminali sia più realisticamente realizzabile la seconda e che fra le sparate grosse della flat tax e del matrimonio gay qui in Italia non vedo differenza, ossia le vedo entrambe quasi impossibili? E allora per favore non venitemi a parlare di concretezza dei tredici cantieri. Capezzone ha puntato esclusivamente sul lato economico? Ok, auguri, sinceramente.

Me non capisce

Sarà sicuramente un mio limite intellettuale-culturale ma acciderbolina non riesco a capire cosa cazzo sia un network.

Per esempio, quando un giorno si andrà a votare, ‘sto network si presenterà alle elezioni? Sarà ospitato dentro un altro partito? Oppure darà indicazioni di voto? Il capoccia di ‘sto network si candiderà o farà solo opera di think tank esterna al parlamento?

Ma se ‘sto network sarà presente, sotto varie forme possibili, alle elezioni, perchè non chiamarlo partito? O wannabe partito?

Delusiooooone

Che delusione! Una va a vedersi i MAM unicamente per una cosa: i baffi messicani del prete messicano; e invece? Invece non ha più i baffi! Se avessi pagato un biglietto d’entrata di sicuro ora esigerei un sacrosanto rimborso.

Certo, l’Arsenale è una location estremamente bella (ma calda) e i MAM sono stati bravissimi e sul palco hanno quella presenza scenica che gusta. Certo, non vedo l’ora di comprarmi il loro cd (spero che la facciano la versione in compact disc eh…) a settembre e di sicuro se ricapitano da queste parti tornerò a vederli. Certo, quando suonano non puoi non muovere almeno la testa (ma che caldo però, l’ho già detto?). Certo certo, però non ci sono più i baffi!

I finti

Quello che intendo io per finti liberali lo spiega perfettamente Stefano in questo post sulla mostra Arte e Omosessualità che non si terrà a Milano. La cosa che un po’ mi fa paura è che non ho sentito molte proteste in giro, un po’ mi fa paura. Il post finisce così:

In una democrazia la libertà di espressione artistica – anche quando l’arte fosse vera e propria merda per turlupinare i poveri di spirito o i wannabe esteti – non può essere una gentile concessione che il Principe cala dall’alto. I pretesti per non concederla si trovano in fretta: le sensibilità da rispettare (e, ripeto, questo lo dicevano anche quelli che avrebbero voluto mettere un bavaglio, magari piccolo piccolo, ai vignettisti danesi che si facevano beffe di una religione stupida e feroce), la provocazione (che, per definizione, è sempre "sterile"), lo scarso valore artistico – e via menando il can per l’aia. La libertà di espressione artistica o è o non è: sottoponendo la "mostra omosex" (come si sono ostinati a definirla certi giornalisti) all’imprimatur di una manica di disperati che siedono in giunta comunale si è, ipso facto, sancito che la libertà di espressione artistica non è. O lo è nella misura in cui lo stabilisce l’autorità: il loro comportamento equivale esattamente a quello di un Erich Honecker che, assumendo l’incarico di segretario del partito socialista unificato della DDR nel 1971, disse che secondo lui l’arte "poteva parlare di tutto" – sempre che, ovviamente, partisse dal punto fermo di una prospettiva socialista. Ah be’, grazie tante. Insomma, questi sedicenti "liberali" – in realtà clericalfascisti, ovvero lupi travestiti da nonna per meglio divorare i cappuccetti gonzi che ne decantano le virtù – amano trattare i cittadini maggiorenni come se fossero bambini bisognosi di protezione o poveri minorati mentali. Si respira un brutto clima, in città e nel paese: chi non se ne rende conto non vuol capire che la prossima volta potrebbe toccare a qualcun altro, forse a lui.

Io ci sarò, con tutto il mio entusiasmo

A me i gruppi bolognesi stanno un po’ sul cazzo di default, me li immagino sempre che mentre suonano in altre città pensino oh ma che scena più figa che c’è a Bologna, oh ma che provinciali che sono questi, oh Bologna è molto più indie.

Ecco, però son costretto a fare alcune eccezioni dato che effettivamente alcuni gruppi bolognesi meritano, purtroppo. E’ il caso dei My Awesome Mixtape. Stasera perciò è d’obbligo andarli a vedere all’Artsenale. Se siete di Verona o zone limitrofe mi sembra d’uopo che ci siate anche voi.