Archive for August, 2007
Sorrisetti falsi
Molte religioni oggi ci si presentano con sorrisetti ingrazianti e a braccia tese, come il mellifluo mercante di un bazar. Offrono consolazione, solidarietà e sostegno, in competizione come ora sono sul mercato. Ma abbiamo il diritto di ricordare come si comportavano barbaramente quando erano forti e proponevano un’offerta che non si poteva rifiutare. E se per caso abbiamo dimenticato come dovevano andare le cose, è sufficiente guardare a quegli stati e a quelle società nelle quali i chierici hanno ancora il potere di dettare le proprie condizioni. Nelle società moderne, possiamo individuare le patetiche vestigia di tutto ciò negli sforzi effettuati dalle religioni per assicurasi il controllo sull’educazione o di essere esentate dalle tasse o di far passare leggi che vietano di recare oltraggio alla loro onnipotente e onniscente divinità, o anche al suo profeta.
Tratto da Dio non è grande. Come la religione avvelena ogni cosa di Christopher Hitchens
Tre canzoni fighe per un weekend figo (il mio sicuramente no)
Kayne West - Stronger: Play Now | Play in Popup | Download
Fridge - Clocks: Play Now | Play in Popup | Download
The Spinto Band - Brown Boxes: Play Now | Play in Popup | Download
Letture
Residuati inutili e dannosi
Shhhh prego, silenzio. Restiamo in religioso silenzio ad ascoltare questi tizi. Tizi che credono che infilarsi un sacchetto di gomma sul pene faccia piangere un’entità superiore (entità della quale nessuno ci ha mai dato una prova). Tizi che credono di mangiare effettivamente il corpo del loro messia ogni domenica (ripeto: per loro non è simbolico, per loro è la vera carne di Gesù). Tizi che danno maggiore considerazione umana ad un grumo di cellule piuttosto che ad una persona malata in carne ed ossa (d’altronde lo sciacallaggio che fanno loro sulla pelle dei malati è mastodontico).
Questi tizi vengono a dirci che la legge 194 va superata. Questi tizi, questi stregoni, questi mumbo jumbo, queste vanne marchi all’ennesima potenza, questi appartenenti alla mafia più potente e pericolosa del pianeta, questi esseri disturbati ci vengono a dire che la legge 194 va superata, ossia va abolita.
Ascoltiamoli dai. Ascoltiamo i loro peti e ridiamo pensando a quanto ridicoli sono loro e le loro idee. Io sinceramente non riesco più a stare serio davanti a loro. Ma come si fa ad ascoltare anche per un minuto uno che per esempio va in giro vestito come Macchianera? Dai, facciamo le persone serie eh. Lasciamoli sfogare, diciamo loro bravi, oh che pensiero profondo, ne terrò senz’altro conto!, poi giriamoci e andiamocene. Facciamoli contenti un po’, poi però basta.
Tar del Lazio uber alles
Irrazionalità + Ignoranza + Malavita = Fiorente Business della Munnezza
Tratto dall’intervista di Radio Radicale a Marco Rossi Doria* sull’opposizione a Nardone
*da ascoltare tutta, ne vale la pena. Attenzione, l’intervista è tagliata male: all’inizio si sente la fine dell’intervista a Magdi Allam
Io so’ io e voi nun siete un cazzo
La blogosfera italiana è forse la cosa più ininfluente della società italiana. Per dire, secondo me un comitato civico di Trissino formato da mille persone ha più peso politico nazionale di tutti noi messi assieme. E’ così. D’altronde in un paese nel quale nei media tradizionali vige l’equazione internet = brutto brutto ti rubano la carta di credito brutto brutto ci sono i pedo.fili non ci si può aspettare moltissimo neh.
Non parliamo poi dei politici (o wannabe politici) che han provato o provano ad emergere dal web. C’è stato Scalfarotto, e sappiamo bene come è andata a finire; mo ci sono Adinolfi e iMille, e sappiamo benissimo come andrà a finire. Forse la blogosfera porta proprio sfiga (un consiglio al Capy allora: stai lontano dalla tastiera cribbio!).
Però bisogna dire che leggendo tra i blog che parlano di politica tendenzialmente ti sembra di stare in paradiso, o più semplicemente in un paese più evoluto. Ecco, siamo meravigliosamente velleitari nel nostro essere fuori dal mondo, cioè dall’Italia. Per dire, io leggendoli mi sento di dire che dovrei votare lo stesso partito di Formy, di Stefano, di Cantor, di Jimmomo, di Malvino, di Fabristol, di Sgembo etc etc. Dovremmo votare tutti lo stesso partito, e invece non è così. Quando scendiamo dall’albero del pero della blogosfera ci accorgiamo che la realtà italica è ferma agli anni ‘50, non ci si muove. Ci accorgiamo che le dinamiche politiche italiane hanno qualcosa di…cadaverico (e no Stefano, non alludo al tuo nick).
Ognuno di noi deve accontentarsi del proprio meno peggio e girare con una molletta al naso, ognuno di noi deve scegliere il proprio meno peggio e dirsi che chissà, magari fra un po’ uscirà qualcosa di nuovo… E invece no, non uscirà un bel cazzo. Io per questo sono in sciopero elettorale, forse dovremmo lanciare l’ennesima iniziativa velleitaria del web che non conta nulla: una bella diserzione di blogger dalle urne alle prossime elezioni. Già me li immagino i titoloni dei quotidiani, già me l’immagino il successo, già me l’immagino i politici che si interrogano…
Non sapere le lingue
To to ro totoro to to ro totoro
Se avete un bambino, fateglielo vedere subito. Se non ce l’avete, beh, guardatelo lo stesso dai, nessuno vi dirà niente






