Ieri mattina sono andato da uno, un mio cliente. Un tipo giovane che definisco cantinaro o quasi, insomma, uno di quelli che ha la classica piccola ditta del nord est. Piccola ditta ma non piccolo cervello comunque, dato che fa cose abbastanza complicate, mica cianfrusaglie.
Attaccata ad una parete del suo "ufficio" (cioè la stanza con un tavolo che c’è prima di entrare nel reparto produttivo) c’era una targa con un pezzo di un discorso di Luigi Einaudi. Frasi che io non conoscevo e che ho riletto due o tre volte aspettando che arrivasse. Bellissime parole:
Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.
Potete ridere quanto volete, potete cullarvi nel facile stereotipo del coglione razzista evasore fiscale del Veneto e potete anche pensare che questo discorso sia una emerita stronzata. Ma la verità è quella che c’è scritta qua sopra. La verità è che qui c’è gente che rischia di tasca propria ogni giorno e che produce ricchezza per sè e per gli altri. Gente che va avanti nonostante il miliardo di ostacoli che volontariamente o no vengono posti loro sadicamente. E se alla fine della fiera ci guadagna anche, ha tutto il diritto di comprarsi il SUV e la villa al mare senza subire il vostro sarcasmo. Questa gente merita il vostro rispetto e merita le scuse di quel parassita di Visco, il quale viene in Veneto ad offendere i veneti.




10 Responses to “La vocazione”
Guarda, sui SUV e le BMW proprio non sono d’accordo.
Se quello me lo chiami reinvestire i soldi in azienda (mi riferisco alla Tremonti Bis), allora non parliamo degli stessi veneti.
Ciò non toglie che Visco sia sostanzialmente spoporzionato nel suo guidizio.
AH!
Quello che scrive Einaudi non è più vero in toto. Ciooè non si cerca il guadagno per se o per l’azienda (il rispetto, o l’ampliamanto) ma l’apparenza.
Non so se mi sono spiegato.
Non vale solo per il veneto ovviamente.
Visco ha ovviamente esagerato, eppure un caro amico, veronese da generazioni, mi dice cose orribili sulla mentalità degli imprenditori, sulla campagna veneta violentata dalle fabbriche e il paesaggio deturpato.
E anche dei SUV, che contribuiscono ulteriormente a tale rovina.
Nessuno è contrario agli investimenti o al guadagno, lungi da me, mica siamo a Cuba. Ma le persone che hanno il mio rispetto lo hanno per il loro cervello in toto, non solo per quella parte che ha capacità imprenditoriali.
Esistono gli stereotipi, ma devo ammettere che le peggiori frasi bigotte e razziste le ho sentite proprio in Veneto, a volte infilate nel discorso senza malizia sospetta, come se fossero normali perchè dette a me, che sono ancora più a nord di loro.
Insomma, quando ascolti tali parole e le unisci ai SUV e alle villette blindate dalle pareti rosa, ammetterai che non tutto ti risulti simpatico.
Questo è un mio parere personale, spero di non aver offeso nessuno(in tal caso mi scuso) e di non aver innescato polemiche.
visco è un coglionazzo, ma pora merda yoshi che ti sta succedendo? no dico cosa????
cosa???
federica, sempre silente, ma quando troppo è troppo (amichevolmente nè)
non sto dicendo che vanno rispettati in quanto possessori di suv (di merda, tra parentesi li odio) e di villette pacchiane. no, non è reinvestire, ma se uno può permettersela perchè non si può comprare una mercedes?
non sto dicendo che i piccoli imprenditori veneti siano pozzi di cultura che non si perdono un film di moretti.
sto solo dicendo che è troppo tempo che sento in giro, leggo per blog e vedo in tv che coloro i quali in definitiva creano ricchezza (e che fanno in modo che lo stato possa avere i sei miliardi di professori dalla penna rossa) vengono trattati come delle merde nella migliore delle ipotesi o come dei ladri nella peggiore. io, che sono dentro a ‘sta roba, me ne rendo conto ogni giorno. poi non stupiamoci se un partito politico populista come la lega spopola.
non esiste la minima riconoscenza verso chi permette alla baracca italia di andare avanti, sono trattati a pesci in faccia da chiunque, cornuti e mazziati
Yoshi in difesa della venetudine!
Quanto di più politicamente scoretto si possa immaginare.
Non male. Anzi.
No mi scivolare però sui distinguo tra Suv e Mercedes.
E poi quelle villette pacchiane, quei gusti nordestini di cui noi Veneti ci sentiamo sempre tanto in colpa e verso i quali siamo così tanto severi. Non sono poi gli stessi abbracciati senza senso di colpa alcuno da regioni da me stesso sempre guardate con inviadia?
no no, dicevo mrcedes tanto per dire, che poi si sa che le mercedes sono auto da vecchi
le mie preferite restano le bmw:)
io sinceramente tutte ‘ste ville pacchiane non le vedo. non sono un esperto in materia ma secondo me più che l’industria è stata l’agricoltura a devastare l’ambiente. in pianura non vedi un albero che sia uno, è tutto un campo infinito
d’accordo sull’agricoltura, ma che ce voi fa con la pianura padana?
cmq, anche a me piaccionon le BMW, ma i pochi proprietari che conosco l’hanno comprata con la tremonti bis… permetti che mi incazzo?
d’accordo ma non troppo: l’imprenditore ok che si fa il culo, ma spesso lo fa guardando solo al suo orticello… è un processo molto involuto e autoreferenziale… se esplodesse lo stato sarebbero contenti uguali.
@Cape: conoscevo un imprenditore che aveva scaricato la console del figlio come acquisto aziendale… o_O
(sorry for double posting)
Ho letto il link e… beh, se ci dà degli antistatalisti, io – come molti qui – lo trovo un complimento
Il paragone con l’Argentina però fa sì incazzare, non per l’offensività, ma per l’ignoranza: leggete qui [1] e vedrete che la crisi fu causata da una serie di interventi governativi uno più maldestro dell’altro…
[1]: http://en.wikipedia.org/wiki/Argentine_economic_crisis_(1999-2002)