La democratizzazione non fa schifo, rendetevene conto

Già lo so. Penserete che sono impazzito, che la polenta mi ha dato alla testa, che non capisco un cazzo.

Sta di fatto comunque che, dopo aver letto il libro del 2006 Cambiare regime. La sinistra e gli ultimi 45 dittatori, io stimo Christian Rocca (aka Camillo) ancora di più. Certo, non condivido al 100% tutto quello che è scritto nel libro e penso che questo presidente americano non sia una persona sulla quale fare molto affidamento. Però il libro chiarisce in maniera cristallina come stiano le cose: la sinistra europea è diventata realista (=amante dello status quo) come la destra realista kissingeriana*, forse solo per puro antiamericanismo. Questo libro è un bel libro e vi consiglio di leggerlo, anche solo per leggere un punto di vista alternativo. E’ un libro che fa riflettere soprattutto sulle proposte della sinistra nei riguardi delle dittature: boh.

I pacifisti si sono opposti alla guerra contro la dittatura irachena e si sono battuti per mantenere il mondo nello stato di sempre, proprio mentre le vittime della dittatura si battevano per cambiare il mondo. I pacifisti credono che non esistano valori universali, buoni per tutti e a tutte le latitudini. Sostengono che sia una forma di imperialismo culturale voler estendere i nostri valori fuori dall’Occidente. Questo relativismo culturale giustifica le mutilazioni femminili nel mondo arabo, i burka in Afghanistan, la polizia religiosa in Iran, l’oppressione poliziesca nel regno di Saddam. I valori occidentali sono falsamente universali, scriveva il professore arabo-americano nonchè idolo delle folle di sinistra Edward Said. E quindi i popoli oppressi, secondo questa sinistra, sono condannati alla schiavitù perenne, perchè a noi occidentali non è permesso giudicare le loro usanze con i nostri pregiudizi.

Ecco perchè, secondo questa sinistra, chi lotta per sconfiggere i terroristi o chi si batte contro la dittatura diventa pericoloso quanto i terroristi e i dittatori. Questa equivalenza morale si nota nello straordinario spazio concesso sui giornali agli errori e agli abusi commessi dalle democrazie in guerra, fino a farli diventare uguali, se non peggiori, ai crimini e alla brutalità del terrorismo e della dittatura. Il sociologo Thomas Cushman ha notato come certa sinistra invece che concentrarsi sulla caduta del tiranno, sulle prospettive di democrazia e su una speranza di futuro per quei popoli, preferisce additare Bush e Blair come terroristi o dittatori capaci, con Abu Ghraib o Guantanamo, di atrocità più grandi commesse da Milosevic o da bin Laden o da Saddam. Ai pacifisti dei tempi della seconda Guerra mondiale, George Orwell ha ricordato che "di notte la gente dorme beatamente nel proprio letto soltanto perchè ci sono uomini rozzi pronti a usare la violenza anche per loro". Nel 1945, l’autore di 1984 e della Fattoria degli animali ha scritto che la maggioranza dei pacifisti crede davvero nella pace, ma anche che "esiste una minoranza di intellettuali pacifisti il cui vero e inconfessabile motivo sembra essere l’odio della democrazia occidentale e un’ammirazione per il totalitarismo. Di solito la propaganda pacifista si limita a dire che una parte è cattiva come l’altra, ma se si guarda più da vicino ciò che scrivono i più giovani intellettuali pacifisti si trova che non esprimono in nessun modo una disapprovazione imparziale ma che sono diretti quasi interamente contro gli Stati Uniti e la Gran Bretagna".

tratto da cambiare regime. la sinistra e gli ultimi 45 dittatori

* E qui ci sta la famosa massima di Yoshi, cioè io: non si può credere all’autorevolezza del Nobel per la pace, l’hanno dato a Madre Teresa di Calcutta e a Kissinger.