Il mio sogno è quello di essere mantenuto da una donna. Il sogno di FdC invece è quello di essere mantenuta da un uomo.
Facciamo testa o croce?
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Il mio sogno è quello di essere mantenuto da una donna. Il sogno di FdC invece è quello di essere mantenuta da un uomo.
Facciamo testa o croce?
FdC ha ragione. Ammetto di essere un tipo un po’ strano. Per esempio, tra lunedì, martedì e mercoledì mi ascolto il podcast domenicale di due ore di Marco Pannella in conversazione con Massimo Bordin; son fatto così.
Non passa puntata o quasi che Pannella non lamenti un ostracismo ostinato di tutti i tipi di media (tranne Radio Radicale, ovvio) verso i Radicali, le loro idee, le loro proposte e le loro azioni nonviolente. Sul fatto che i Radicali non siano visibili al grande pubblico sono d’accordissimo. Se questo sia così profondamente ingiusto, un po’ meno.
Pannella secondo me non può pretendere più di tanto, non può fare la vittima più di tanto. Che consistenza politica hanno i diecimila soggetti radicali (ci sono più associazioni che iscritti)? Non puoi fare la voce grossa contro il complotto mediatico se dietro non hai i numeri. Non puoi pretendere che ad ogni inutile sciopero della fame (iniziati, interrotti, ripresi, con o senza l’oltranza: non ci si capisce un cazzo) scattino i giornalisti, non si può.
Non sto valutando le proposte politiche di Pannella e dei Radicali e non sto dicendo che nei loro confronti i media abbiano un po’ di reticenza (d’altronde soggetti minimi come Mastella, i Comunisti Italiani o i Verdi hanno coperture mediatiche che i Radicali si sognano). Quello che io sto dicendo è: se vuoi che i media non abbiano più scuse per non parlare di te, devi avere i numeri.
Infatti un altro lamento costante di Pannella è che, alla fine della fiera, sono sempre i soliti quattro gatti. Concetto che collega al fatto di cui sopra, ossia non parlano di noi –> la gente non ci conosce –> siamo pochissimi. Io sinceramente la metterei in un altro modo. Per esempio parlerei della mentalità da setta che avvolge i Radicali, mentalità aumentata in modo esponenziale dalla defenestrazione di Capezzone. Parlerei del fatto che c’è molta gente (tipo me, per dire) che sarebbe ben lieta di far parte anche attiva nella famiglia Radicale ma che di fronte a questa teocrazia pannelliana si mette le mani nei capelli. Parlerei infine di vari personaggi, definiti dirigenti radicali, che sembrano più sacerdoti del culto pannelliano che politici.
Insomma, prima di gridare al complotto non sarebbe più giusto, più razionale, più laico guardare dentro casa propria? Magari ci si accorgerebbe del deserto che negli anni si è costruito tutto intorno al Partito Radicale. Ma non mi illudo che qualcosa scalfisca La Grande Storia Radicale incarnata nel suo Verbo Giacinto; ormai è troppo tardi, non esiste più contatto con la realtà. Peccato.
Due giovani evidentemente spaesati di fronte a cotanto nichilismo imperante invitano tutti gli spaesati che possono andare ad andarci.
Tornati dal Sigurtà.
Io, FdC, Dietnam e la Ceci (è di Santa Lucia ma va bene lo stesso dai).
Camminà assè, strachi copà.
Qui tutte le foto (non preoccupatevi per i tipi vestiti strani, c’era una manifestazione di cosplay).

Andiam andiam, andiamo per i prati.

Fra queste c’è la mia tartaruga che ho liberato l’anno scorso. Ohhh dolce Melpomene, vieni da papino.
E’ proprio vero: questo è l’anno dei dischi italiani fighi in quanto non sembrano italiani.
Prendiamo Things To Do Today, il nuovo cd dei Disco Drive. E’ così funk, così rock, così punk, c’ha un piglio così bello che non può essere italiano. E invece.
Se i Disco Drive fossero nati in un posto più figo ora sarebbero più famosi dei Rapture, assicurato.
Il film dei Simpson vorresti non finisse mai. Altrochè l’ora e mezza scarsa, quattro ore dovrebbe durare!
Hanno aspettato una vita a farlo, potevano farlo durare anche un po’ di più eh.
Domani:
I quattro blogger (e due aggregatori) che leggo più o meno regolarmente. Non sono stupidi, anzi. Sono intelligenti e pure spiritosi, probabilmente dal vivo sono amabilissimi. Però mi stanno tremendamente sul cazzo. Che volete farci.
P.S. Nel caso qualcuno degli interessati dovesse lasciare commenti non risponderò manco morto, mica voglio passare giorni e giorni a pensare ad argute risposte!
Ho in mente di lanciare una nuova catena bloggarola del tipo i cinque blogger che mi stanno più sul cazzo. Due sono sicuri, per gli altri tre devo pensarci un po’.
Massì dai, facciamo le persone schiette; non facciamoci travolgere anche noi dal buonismo.