I miei genitori, pur non essendo molto acculturati, non mi hanno mai parlato delle persone gay come dei mostri o degli invertiti; forse perchè non sono mai stati molto religiosi? Il loro atteggiamento a riguardo è un po’ paternalistico e di con-patimento, nel senso che dicono “poverini, devono soffrire tanto in questa società“. Ecco, forse secondo loro non esiste il gay felice. Però se si fa loro notare che al tempo della Germania nazista non esisteva l’ebreo felice, e non per colpa degli ebrei, ecco, iniziano a capire il messaggio. Magari smettere di dire poverini e attuare una politica di effettiva uguaglianza dei diritti (con relativa indifferenza sessuale nei confronti dell’individuo) potrebbe giovare; allora potremmo vedere più gay gai. Arrivato all’età del pieno intelletto perciò non ho dovuto superare difficilmemte un qualche substrato omofobo dovuto all’educazione. Purtroppo invece mi sono reso conto che esistono persone infinitamente più istruite dei miei genitori, come certi miei amici, sentendo i discorsi dei quali mi è caduta la mascella a livello del pavimento. Amici sia di destra che di sinistra che facevano dei discorsi ai quali se si fosse tolta la parola gay sostituendola con negro o ebreo si sarebbero scandalizzati tutti, loro compresi.
Secondo me oggi qui in Italia “la questione gay” è la questione principale. E’ la cartina di tornasole per tutta una serie di altre questioni che interessano i diritti civili e dell’individuo, la società italiana ed anche il suo futuro. Oggi qui in Italia le persone gay sono, loro malgrado, il termometro di un intero sistema-paese che ha un ritardo di ere geologiche rispetto a quei Paesi europei che tutti guardano sempre con rispetto ma che nessuno tenta concretamente di imitare. Oggi qui in Italia il motivo principale di questo ritardo è la Chiesa Cattolica, ossia quel complesso insieme di potere di coercizione morale, potere clientelare a tutti i livelli e potere economico. La Chiesa Cattolica potrebbe ricordare una mafia molto potente che grazie alla legittimazione di Dio estende i suoi tentacoli ovunque e in qualunque ambito. Oggi qui in Italia la Chiesa Cattolica è un freno fenomenale per tutto: società ed anche economia.
La situazione del centrodestra è tragica: appiattito sulla CEI e pieno di cattolicanti e cattolicisti. Il centrosinistra invece è persino più stronzo. Ti illude, ti fa annusare una indipendenza laica ma poi alla prova dei fatti, per quieto sopravvivere e per menefreghismo, non combina nulla. Nel centrosinistra inoltre la vecchia forma mentis del PCI è ancora molto viva. Ricordiamo infatti la tesi di allora secondo la quale il divorzio è un vezzo borghese che non serve alla classe operaia. Le considerazioni, rapportate ad oggi, sono spaventosamente identiche; basta leggere alcuni blog per rendersene conto. Oggi c’è ancora quella miopia; ed anche quella connivenza con il mondo cattolico. Insomma, delle persone gay non gliene frega niente a nessuno e nessuno capisce, o fa finta di non capire, che per far partire l’Italia sotto tutti i punti di vista abbiamo un disperato bisogno di eliminare queste incrostazioni della storia.
In un Paese normale (uno di quei Paesi che piacciono a Massimo D’Alema, il quale però non fa niente per far raggiungere la normalità all’Italia) la sinistra al governo allarga i diritti civili e quando subentra la destra al potere non si torna indietro, mentre la sinistra non torna indietro con le riforme economiche della destra; c’è un tacito beneficio da parte di entrambe. In Italia invece nessuno fa niente e a nessuno importa di far niente. Questo è il dramma e per questo io non mi sento di andare a votare alle prossime elezioni.






12 Responses to “Care persone gay, non avete amici nè a destra nè a sinistra”
Io aggiungerei che delle persone gay non gliene frega niente a nessuno, neppure ai gay stessi.
conosco omosessuali a cui non giene puo’ fregare assolutamente nulla dei loro diritti.
Persone a cui interessa solo comprarsi le mutande Dolce e Gabbana, andare nei locali cool, cercare qualche dolce fanciullo in chat e votare AN o Forza Italia. E non e’ uno scherzo! Tantissimi gay votano AN oppure dicono di essere cattolici e ogni volta che li sento parlare mi cade la mascella a terra.
Gente che va in Chiesa e il giorno prima il papa dice che sono degli esseri inferiori e pervertiti.
Per non parlare poi della comunita’ piu’ grande di gay in italia, ovvero quella all’intenro dei seminari cattolici.
Io credo che sia un problema interno alla comunita’ gay oltre che della nostra societa’ in genere. Prima si deve risolvere al loro interno.
Devono essere gli stessi gay a combattere in prima fila. Sono il 10% della popolazione come si dice? e allora perche’ non votano in massa per i partiti che li proteggono? Che so per la defunta Rosa nel Pugno?
E non mi si dica che hanno paura di esporsi, perche’ il voto e’ segreto nell’urna.
e poi quelli che “è vero, c’è questo clima che non piacxe nemmeno a me, ma insomma chi ha paura della diversità va compreso”, e concludono dicendo che prima di approvare pacs o adozioni gay ci deve essere il cliama giusto… e invece secondo me è vero l’esatto contrario, ossia quando ci sarrà il matrimonio gay qualcuno ci si abitueranno tutti. Se era per il “clima giusto” il divorzio non ci sarebbe ancora, e invece adesso dopo trent’anni nemmeno i cattolicisti oserebbero ri-metterlo in discussione
Posso dire? Suonerà di parte questa mia affermazione, ma sono pienamente d’accordo con te sulla storia della cartina tornasole. E infatti in questo gli spagnoli hanno dimostrato di essere mooolto più progrediti di noi. Per dirla tutta, ci danno merda su vari fronti.
Cioè, scusa, tu pensi davvero che una persona molto religiosa giudica i gay dei mostri o degli invertiti? Non ti è mai venuito in mente di essere profondamente prevenuto e forse anche moderatamente razzista?
Saluti.
ash, ma sei serio?
Be’, sono anch’io di parte. A dire il vero non ho molta voglia di scriverci sopra, anche se di (altre) cose ne avrei da dire. Ti ringrazio per il post: utile, utilissimo il sostegno delle persone eterosessuali. Ma cito anche Fabristol, che ha assolutamente ragione. Anch’io ho sentito fare da altri gay (non amici miei, per fortuna, perché me li scelgo bene) discorsi da farmi rizzare i (pochi) capelli sulla testa. Gente che non distingue un diritto da una “gentile concessione del principe”. E soprattutto una cosa mi sento di dirla – è tanto che vorrei scriverne, ma mi mancano tempo e voglia -: chi è gay deve cercare, per quanto è possibile, di non nascondersi. Perché se un cambiamento – un’alzata di testa, uno scatto di orgoglio, una ribellione contro l’omofobia interiorizzata – non parte da noi, a poco serve che vengano “concessi” dei diritti pubblici.
Stefano.
Tu lo sai probabilmente meglio di me, ma veramente negli ambienti gay c’e un’aria di… di nulla ecco.
Perlomeno quello che conosco di Cagliari, e quello che ho visto perfino qui a Glasgow o Bristol.
Ragazzini viziati senza nessun ideale. Spesso mi sono trovato di fronte a persone che io avrei difeso dagli attacchi clericofascisti e loro manco sapevano di cosa stessi parlando!!
La chiesa e le destre parlano di lobby gay. Ma quale lobby!!!
Molti ragazzini vivono in un sogno tutto loro, nei locali, nei negozi facendo shopping di marca o sognando qualche bel ragazzo nelle chat. Ma pochi, veramente pochi si occupano di politica, del problema gay, del LORO problema.
E lo sappiamo bene noi radicali che li abbaimo sempre protetti ma per noi hanno sempre disertato le urne.
Insomma devono essere i gay prima di tutto ad uscire allo scoperto, combattere e allora si che etero e omosessuali potranno aiutarsi a vicenda.
Molti gay non vivono apertamente la loro vita perchè ci sono ancora troppi pregiudizi. Quando a scuola vieni preso per il culo perchè sei un po’ effeminato non ti viene facile ammettere con te stesso prima e poi con gli altri che sei gay. Per questo molti vivono nell’ombra. Chi è più forte riesce ad accettarsi e con ciò farsi accettare dalla gente. Io ci ho messo anni, perchè fin da quando sono nato la normalità era un’altra.
Che poi ci siano tanti gay viziati, che votino a destra bla bla bla è tutto vero come è vero che ci sono tantissimi cattolici che praticano con devozione e altri che praticano tutte le domeniche e tradiscono le mogli con la prima puttana trovata sulla statale. Non siamo tutti uguali e già ci pensiamo noi, purtroppo, a rinchiuderci in quel fastidioso ghetto.
Dobbiamo essere uniti noi, questo è certamente vero, ma abbiamo anche bisogno che la maggiorparte dei cittadini ci trovino normali e non diversi o addirittura nei peggiori dei casi deviati.
bel post e bei commenti
on October 22nd, 2007 at 6:59 am #
[...] segnalo un bel post. Sono belli persino i [...]
Bel post! E non sai quanto mi rincuora sapere che è stato scritto da una persona eterosessuale. Hai ragione quando dici che è la legge che deve “creare” il clima sociale. Per lo stesso ragionamento dovrebbero approvare una finanziaria solo quando il paese, i sindacati, confindustria sono pronti. E non mi pare funzioni così! E allora si ricordano con grande rimpianto le parole Di Josè Luis Zapatero all’indomani della sua legge sui “matrimoni gay”, mica sui “dico”. Nel suo memorabile discorso Zapatero diceva: “La legge che consente il matrimonio agli omosessuali ci fa migliori come Paese perché dà dignità a persone che per molti anni hanno subito ingiustizie. Questa legge non toglie diritti a nessuno, ma finalmente riconosce dignità agli omosessuali.” “La rivendicazione del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso emana dallo spirito stesso della Costituzione. È una proposta di riforma che non solo non va contro nessuno, ma della quale beneficerà tutta la società, perché aggiunge senza togliere. La nuova legge implicherà un allargamento del diritto che ha ogni essere umano di scegliere liberamente il cammino della sua vita e la ricerca della propria felicità. C’è in gioco molto di più della possibilità di sposarsi. È il riconoscimento della pienezza come esseri umani, della dignità, della uguaglianza incondizionata.”
Di fronte a queste parole tutto il siparietto della politica italiana appare così misero e provinciale. Qui in Italia si parla di un disegno di legge nato per smorzare le insistenti richieste della comunità GLBT. Richieste non solo non condivise dalla politica, ma ritenute scomode, irriverenti, fuori luogo ed eccessive. In Spagna invece la legge sui matrimoni gay è vista nell’ottica più globale della società tutta. E una società fondata sull’amore e sull’uguaglianza, come dice Zapatero, è una società migliore. E invece qui in Italia sembra che la società sarà colpita a morte dalla possibilità di riconoscere che nel pianerottolo a fianco del proprio ci possano essere due uomini che si amano e che formano una famiglia.
Io so che amo Marco. Il mio amore per lui è forse l’aspetto che più mi rappresenta oggi. E’ il mio amore per lui che può dare un senso alla mia vita su questo pianeta, molto più del mio lavoro, dei miei hobby o di altre passioni. Quando morirò quello che resterà saranno solo le cose intime e private, i piccoli ricordi che vivranno nella memoria di chi mi ha amato. Primo tra tutti il mio fidanzato, prima di mia madre o dei miei nipoti.
E’ proprio l’amore tra due uomini lo spauracchio della società. La rivoluzione sessuale degli anni ‘70 ha sdoganato il sesso tra gay: nessuno si scandalizza più a pensare che esista. Tra l’altro la società maschilista ci propina ogni notte nelle tv locali donne che durante le pubblicità di linee erotiche si leccano con piacere le passere, quindi l’omosessualità non solo è riconosciuta, ma anche sfruttata dal punto di vista economico. Ma evidentemente questo non turba papi o eminenze quanto l’idea che queste due donne tornino a casa e si amino al di la dell’atto sessuale, ma nella vita di tutti i giorni. E’ un sentimento così inaccettabile che alla fine si è infiltrato anche tra la comunità omosessuale. Tanti gay nel corso del processo di crescita hanno fatto proprie in maniera acritica e passiva le posizioni di pregiudizio presenti nella società nei confronti dell’amore e delle unioni tra gay. Basta fare un giro nelle chat per sentirsi ripetere ogni 3×2 “io cerco solo sesso” “non cerco storie”. E’ proprio questa paura dell’amore che si è incancrenita. Perché si sa che l’amore espone, ti mette in gioco e di conseguenza in pericolo perché socialmente non accettato. Fare sesso di nascosto e nell’intimità della propria cameretta va bene a tutti e non mette in pericolo. Ipotizzare di provare dei sentimenti, di aver voglia di prendere la mano a qualcuno al cinema, o di dargli un bacio nella bocca quando si è in fila al supermercato SPAVENTA DA MORIRE. L’amore ci chiede di essere un po’ più coraggiosi, un po’ più generosi e un po’ più flessibili di quanto ci farebbe comodo essere. Amare significa vivere sul filo del rasoio più di quanto ci piacerebbe fare.
Ecco sognavo una legge che sdoganasse l’amore. Che desse voce a queste persone che hanno paura. Io sognavo una legge che ribadisse il concetto che quello che definisce una famiglia è solo l’amore, una legge che riconoscesse a tutti il diritto di amare indipendentemente dal loro sesso.
Tanto per vedere che non è sempre come Fabristol ed altri pensano….Provate ad andare su http://www.famigliafantasma.it e vi renderete conto che cè chi, gay, si batte per i propri diritti negati. Con accanto parenti vari, dai 60 ai 5 anni.
Baci !