Sull’orlo una scimmia ci guarda indecisa

Attenti miei amati Amari, attenti! Siete su un pericoloso orlo di un pericoloso baratro: quello dello maxpezzalismo. Cioè il cantare la nostalgia del tempo che fu, o meglio, il cantare la malinconia sfigata sempre e comunque, anche quando non serve. Con Scimmie d’Amore il vostro maxpezzalismo è ancora allo stato embrionale ma io vedo le possibilità di un’escalation, quindi ve lo dico: attenti!

Questo nuovo album è come me lo aspettavo, cioè cantato, troppo cantato. Come ho già detto, a me gli Amari piacciono soprattutto per quel rap cazzone e sghembo inframmezzato dal cantato; ma se il cantato fagocita tutto e rende tutto così pop, ecco, gli Amari ai miei occhi perdono un po’ del loro sex appeal.

Scimmie d’Amore è un bel disco ma a me sarebbe piaciuto di più se il Pasta c’avesse messo qualche rima in più. Diciamo comunque che certi testi di certe canzoni sono semplicemente geniali, la figura del manager nella nebbia per esempio è già entrata nella storia. La canzone che per adesso ascolto più volentieri è Fiamme In Un Bicchiere, forse perchè è quella più Amari vecchia maniera.