Archive: October, 2007

Tonto

Il video/canzone del weekend è senza dubbio Tonto dei Battles

Ma chi ti credi?

Gianfranco Fini è senza dubbio il più sopravvalutato politico della cosiddetta "seconda repubblica".

Gianfranco Fini è un tabagista che viene a dirmi che è ora che la gente capisca che non è lecito drogarsi, drogarsi fa male! A me ad un proibizionista amante della repressione che parla in questo modo viene solo da dire ma va a ciapà i rat! (e scusate il milanismo, ma è una delle due frasi che mi piace del milanese). Poi certo, potrei dirgli la frase standard "su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente l’individuo è sovrano", ma sinceramente penso sarebbe fiato sprecato.

Gianfranco Fini ha parzialmente defascistizzato la destra italiana, e questo va indubbiamente a suo favore. Purtroppo però a me sinceramente, guardando i risultati, sembra più un’operazione di facciata o quasi. Insomma, la mentalità dei fasci e delle corporazioni mi sembra sia difficile da eliminare.

Infatti AN è nella sua maggioranza un partito statalista old style come una Rifondazione Comunista o un PdCI qualsiasi. Basta ricordare a riguardo il prode Alemanno alla testa della mafia tassinara romana (bella gente quella…) contro le liberalizzazioni del settore.

Insomma, Gianfranco Fini fa tanto il fighètto ed io sinceramente non ne capisco il motivo.

Pyramid Song

La canzone più bella dei Radiohead. E non ci sono cazzi che tengano

Dubbio

Come saprete benissimo, domenica ci sarà Il Grande Evento Mondiale. Ossia la nascita di un partito nel quale prima si elegge il capo e i vari capetti regionali, cittadini, di quartiere, di rione e poi si prova a costruire la linea politica. Una figata.

Buraku, nella persona di Yoshi, ha un dubbio: come chiamare ufficialmente questo partito in questo blog? Insomma, quale linea editoriale nell’appellarsi a questo nuovo partito?

Se volete potete aiutare Buraku, nella persona di Yoshi,  scegliendo tra le quattro opzioni qua sotto. Grazie a tutti.

E allora ’sto cd?

Ho ascoltato In Rainbows dei Radiohead più di una volta.

La mia impressione iniziale è stata: moscio.

La mia impressione mediana è stata: forse un po’ moscio.

La mia impressione finale è stata: un cd dei Radiohead.

In Rainbows mi piace ma non guarderò sognante il soffitto per lui. Non farò pazzie per lui. In Rainbows è un album da considerare in quanto fatto dai Radiohead, se fosse uscito da un gruppo normale non gli avrei dato così tante attenzioni. A differenza di molti, per me i Radiohead sono soprattutto Kid A e Amnesiac, quindi capite bene la mia disposizione d’animo verso il gruppo.

Insomma, ‘sto In Rainbows non passerà alla storia. Bel lavoro, un po’ moscio ma nel complesso un cd dei Radiohead.

Non vale i soldi del box ultralusso.

Le grandi campagne sociali

Dobbiamo trovarle un lavoro nuovo a ‘sta ragazza eh. Chè alle otto io voglio mangiare e aspettarla dato che fa tardi è un attentato alla mia dignità umana.

Forza, mandatemi pure email con proposte di lavoro serie e ben retribuite, che poi gliele giro. Astenersi lavori che finiscono tardi.

Che mi fotte a me?

Stamattina guidavo per l’alta vicentina, abbastanza scazzato devo dire, e mentre ascoltavo DJ chiama Italia (Radio Radicale è bellissima eh, però ogni tanto fa dormire) pensavo tra me e me a questa situazione. Ho pensato alcune cose, sì.

Intanto ho mandato affanculo (e qui si scivola nel grillismo facile, attenzione) i socialisti dello SDI e i Radicali (quindi Pannella). Se fossero state persone serie a quest’ora la RnP sarebbe il vero Partito Democratico. Ce la saremmo potuta giocare meglio, sarebbe potuta diventare una forza in espansione. Invece adesso mi tocca assistere alle non-primarie non-democratiche, ad una roba nata vecchia e subito morta che chiamano costituente socialista e al seppuku rituale e ciclico dei Radicali (quindi Pannella). Fanculo a loro quindi.

Poi ho realizzato che questo governo non mi interessa. Mi è stato a cuore fino a quando avevo un minimo di speranza che allargasse un minimo dei cosiddetti diritti civili. Preso atto del fatto che i cosiddetti diritti civili per una serie di motivi non verranno allargati manco pe’ cazzo, ora questo governo mi è indifferente. Anzi, ammetto che se dovesse cadere proverei per cinque secondi buoni un pizzico di gioia pensando alla faccia di D’Ulema, Fisco, Padoa-Spocchia…e Leonardo (sì, ormai è il mio metro di paragone).

La pubblicità è finita, Linus ha ricominciato a parlare e io ho scacciato questi pensieri oziosi. Ma quanto è bravo Linus? Peccato per le stronzate che dice.

Al concerto saremo in tre

La canzone del momento la potete scaricare qui.

Per fortuna ho poche cose in comune con il testo.

Ripeto: geni

C’è poco da fare, mi sono innamorato di un cd. Che bella sensazione.

L’altra volta ho messo la prima, adesso metto l’ultima.

Veronese a chi?

Stasera al tiggì locale si dava ampio spazio al nuovo nobel per la medicina di origine veronese. Anzi, diciamo che il titolo era Veronese vince Nobel per la medicina.

Un po’ bizzarro il concetto di veronese dato che il signore in questione se ne è andato negli USA a sette anni con le pezze al culo e che molto probabilmente penso abbia la cittadinanza statunitense. Avessero detto di origine veronese vabbeh, poteva starci, ma mettere il cappello di veronesità su un signore ultrasettantenne che forse neanche si ricora più l’italiano, ‘nzomma, un po’ provincialotto.

Riflettiamo anche per un secondo sul fatto che molto spesso dobbiamo vivere di luce riflessa nei Nobel. Dobbiamo aggrapparci a italo-americani per dire ehi ehi ehi guardate che fighi che siamo noi italiani, sì, noi italiani che andiamo negli USA, paese nel quale forse c’è qualche opportunità in più rispetto alle nostre meravigliose università baronali, forse.