Archive for November, 2007
Elogio del tassista romano
Caro tassista romano, io ti devo ringraziare.
Grazie di esistere caro tassista romano. Io ti guardo, ti ascolto e subito nella tua persona trovo l’archetipo dell’italiano medio lasciato libero di esprimere le proprie pulsioni e le proprie paure, non devo faticare per spiegarmi, mi basta indicarti. Io ti guardo e ti ascolto e in te vedo a colpo d’occhio il fascistoide, il burino, il violento e quello che ha capito che più alza la voce più vince.
Caro tassista romano, io ti devo ringraziare anche perchè sei l’esempio di quello che tutti noi nel nostro intimo vorremmo essere: dei monopolisti. Io per campare devo offrire un servizio migliore e un prodotto migliore e meno caro dei miei concorrenti. Devo andare a stanare i miei potenziali clienti ed attraverso una estenuante trattativa e/o corteggiamento devo riuscire a far loro provare il mio prodotto sperando che vada meglio di quello dei miei concorrenti e che di conseguenza il cliente inizi a comprare da me; attendendomi le contromosse dei miei concorrenti ai quali cerco di fregare il cliente; senza dimenticare coloro che miei clienti sono già e che devo riuscire a far rimanere tali.
Il mio sogno? Che i clienti vengano loro da me e che io possa dir loro: "il prezzo è questo e il prodotto è questo, se vi sta bene altrimenti quella è la porta", ben conscio del fatto che non esiste una alternativa a me. Insomma, il tuo lavoro caro tassista romano. Ed è per questo che io ti invidio e ti ringrazio.
La nuova stagione, clericale
Tratto dalla rassegna stampa di Bordin di oggi
Last but not least

Ho appena fatto il mio primo acquisto su iTunes e ne sono molto orgoglioso: ho comprato l’ep dei Fake P.
I Fake P sono un gruppo alquanto figo della provincia di Verona, più precisamente arrivano per la maggior parte da Legnago…esatto, l’hometown di Yoshi!
I Fake P sono quel gruppo la cui canzone fa da sottofondo allo spot della Comete gioielli, capito quanto sono fighi?
I Fake P, in definitiva, sono il gruppo del 2008.
Oltre a quelle del myspace, ascoltatevi una canzone vecchia valà.
Unz unz patunz
La musica classica, l’opera, l’operetta e tutte quelle musiche morte mi faranno sempre inevitabilmente cagare, non c’è verso che io non cada in uno stato catatonico ascoltando questi residuati pre-jazz. I motivi sono due: manca il beat e sono troppo pompose.
Volete mettere invece l’assoluta perfezione intellettuale e spirituale di un disco come Fabric 36 di Ricardo Villalobos? No, non c’è assolutamente paragone. Volete mettere? Volete veramente mettere? Ma dai. Tenetevi pure le vostre fanfaronate, che io mi ascolto un po’ di musica vera e seria; mica le vostre baracconate.
Non chiedermi se canto Forza Italia o no
Grazie a Luca Onan ho scoperto questa meraviglia che ti trova tutte le canzoni in streaming, tutte! Così per testarlo e per ricordare i vecchi tempi ho cercato questa canzone, ovviamente i riferimenti sono casuali…
Guraba san
Terra Pura di Alan Spence è un romanzo storico, ossia il mio genere di romanzo preferito. Un romanzo storico ambientato in Giappone, ossia il mio Paese preferito. Ambientato in Giappone nel periodo appena precedente la Restaurazione Meiji, ossia il mio periodo storico preferito. Insomma, un libro che dovevo leggere.
Terra Pura è la storia di un uomo realmente esistito, uno scozzese che ventenne nel 1859 arriva a Nagasaki in un Giappone appena aperto al mondo. Quest’uomo era Thomas Blake Glover, un personaggio a dir poco affascinante.
Il libro è un romanzo che si fa leggere e che, se interessa la storia del Giappone e i suoi protagonisti, regala un punto di vista diverso e piacevole. Non date retta al commento che c’è sulla pagina di IBS: il protagonista non è affatto "un supereroe senz’anima".
Ognuno ha i propri indispensabili
Su Daniele Capezzone penso proprio che non ci sia più nulla da dire. Ognuno prende le proprie decisioni e dall’altra parte ognuno, in base a queste decisioni, decide se è interessato o no.
Io no.
- - E’ pronto a lavorare al fianco di Michela Vittoria Brambilla?
- - Non vedo l’ora – confessa – ma per adesso – aggiunge – ho conosciuto più a fondo i circoli di Marcello Dell’Utri.
- - Pare sarà un partito più giovane e femminile.
- - Sì, ma senza la preziosa esperienza di uomini come Sandro Bondi – ci tiene a ricordarlo – non si va da nessuna parte.
(tratto dall’intervista al Foglio)
Libertà di stampa o chiacchericcio inutile e autoreferenziale a nostre spese?
Come metodo non credo in nessuna divinità superiore, perciò non credo nemmeno al dio mercato in quanto tale; la metafisica è sempre aria fritta e porta sempre alle sciagure peggiori. Detto questo, osservo pragmaticamente come applicare le regole del mercato nove volte su dieci ti risolva una caterva di problemi, cioè, lasciando fare al mercato effettivamente nove volte su dieci salta fuori la soluzione più giusta, più conveniente e più efficace.
Ogni tanto ascoltando la rassegna stampa mi torna in mente una famosa puntata di Report durante la quale la mia mascella ha toccato più volte il pavimento, dell’appartamente di sotto. Più o meno lo sapevo che tutta l’editoria mangiava allegramente alle mie spalle, ma un convivio di queste dimensioni non me lo aspettavo. Vedere poi giornali e giornalisti che adorano il dio mercato dire a denti stretti che, sì, ecco, c’è la possibilità…sarebbe sciocchino non…, insomma, ecco. Certo certo, la cara vecchio storia del combattere il sistema dall’interno; ossia gridare comunisti zecche di merda! zeccheggiando, fight the power, yo.
Dicevo, ogni tanto ascoltando la rassegna stampa, ascoltando questi lunghi articoli di giornali tanto fini e tanti d’opinione, giornali tanto liberali e tanto pieni di valori, non posso non chiedermi se questi qui non si vergognino almeno un po’. Questi qui senza il loro bel contributo statale non esisterebbero, e sarebbe giustissimo così. Ecco, sento già qualcuno dirmi "eh no, così si aiuta la circolazione delle idee, così si aiuta la libertà di parola", cazzate. Quello che si sta aiutando qui è la libertà di parassitare, ossia di fregarsene del mondo reale e di stampare il proprio foglietto sicuri di non venire toccati da faccenduole tipo il bilancio. Qui in Italia abbiamo tanti giornali e tanti giornalisti ma l’informazione è in uno stato pietoso, come mai?
Volete pubblicare per forza il vostro fantastico quotidiano? Se non avete le possibilità economiche e se non avete abbastanza lettori non vedo il perchè io debba sovvenzionarvi mio malgrado (così come non vedo il perchè io debba sovvenzionare mio malgrado il vaticano con la truffa dell’otto per mille). Siete così fighi e così minoritari da non riuscire ad attrarre quel minimo di lettori necessari a campare? Quindi non avete semplicemente il diritto di campare, sono affari vostri e non dovrebbero essere affari miei; purtroppo io contribuisco a pagare il vostro lauto stipendio, e non mi piace. Guardate, siete anche fortunati: al giorno d’oggi con una spesa minima potete fare un quotidiano online, non rompete il cazzo allora eh.
Allargando il discorso, io non riesco a capacitarmi di come Radio Radicale possa non avere una crisi di coscienza ogni cinque minuti. E’ la mia radio preferita per carità, ma tra sovvenzioni in quanto organo della (invisibile) Lista Marco Pannella e convenzioni per le trasmissioni (fatte in modo pessimo) delle sedute del Parlamento, beh, la credibilità se la giocano tutta. Per esempio, stamattina mi han fatto girare il cazzo: hanno interrotto una diretta dalla Camera, si parlava del protocollo welfare, per trasmettere…la conversazione Pannella-Bordin della domenica sera. Alla faccia del "servizio pubblico".
Rupan Sansei
dedicato a Sgembo
Le grandi battaglie civili
La mia mamma, la quale ultimamente è un po’ stressata, ha due grandi rimpianti nei confronti della mia persona; i quali rimpianti mi vengono spesso esposti come solo le mamme sanno fare con i figli, insomma, in quel tono che ti fa dire: "ciao mamma, scusa ma ora devo proprio scappare, ci vediamo eh, cià!".
Il primo grande rimpianto non ha vie di scampo, nel senso che non vi si può porre rimedio: la mia mamma è affranta dal fatto che non potrà accompagnarmi all’altare quando mi sposerò. Questo poichè ho fatto una certa cosa ed ora quindi per la chiesa sono peggio di un metallaro adoratore del Demonio (Pape Satàn, pape Satàn aleppe!). Alla mia mamma sinceramente non frega un cazzo di preti, ggiesù, marie e compagnia bella: a lei interessa il lato estetico della cosa. Povera mammina.
Il secondo grande rimpianto della mia mamma è il fatto che non mi sono laureato. Alla mia mamma la cosa non va proprio giù. Dobbiamo capirla: di fronte alle sue amiche con figli laureati ci fa sempre una figura grama, da figlia delle serva. Io continuo a ripeterle che non è il pezzo di carta che fa la cultura, che magari l’unico libro che i figli delle sue amiche hanno letto nel 2007 è stato questo (tiè, pubblicità gratuita alla phiorio mapphia & co.), al limite le dico anche: "mamma, cazzarola, diglielo alle tue amiche che sono finito su Wired! non è mica una cosa di tutti i giorni eh!". Niente, non capiscono l’inglese, non conoscono Wired, e poi a pensarci bene parla di quella cosa là, quindi meglio lasciar stare.
Come avrete capito, la mia mamma si sente una fallita per non aver fatto laureare il suo primogenito (se, tocchiamoci gli zebedei, dovesse andare storto anche con il secondogenito non oso immaginare le conseguenze). Aggiungiamo il fatto poi che noi tutti abbiamo un po’ perso fiducia nella razza umana da quando hanno dato una laurea ad honoris persino a Valentino Rossi. Ma come? Danno lauree a destra e a manca, a cani e a porci e non ne danno una a Yoshi?
Volete dirmi che non possono dare una laurea ad un fine intellettuale veronese, ad un attento critico musicale, ad un appassionato amante della cultura nipponica, ad un tenutario di uno dei più interessanti ed importanti blog italiani? E’ uno scandalo.
Ecco perchè vi chiedo di firmare l’ennesima fondamentale petizione. Una petizione che ha un duplice scopo: rimediare ad una palese ingiustizia e dare un po’ di sollievo alla mia mamma. Volete forse fare un torto alla mia mamma?







