Togliere il riferimento di genere dalle carte d’identità è una cosa genuinamente antistatalista perchè va contro quella tesserina odiosa che è la carta d’identità e perchè riconosce la libertà dell’individuo sul proprio corpo e sulla propria mente.
Lo sapete che è nata una nuova etichetta discografica italiana per noi gente ganza? Si chiama 42Records e dietro c’è un noto blogger romano. Per festeggiare la sua nascita l’etichetta in questione regala una compilation estremamente ganza, d’altronde è per noi gente ganza o no?
Qualcuno mi sa spiegare perchè mi sveglio quasi sempre due/tre secondi prima che suoni la sveglia? Anche se la punto ad orari differenti tipo 6.45, 7.15 o 7.30?
Ieri sera dopo cena ero intento a giocare a Super Mario Galaxy (ossia la cosa più seria che convenga fare in questo periodo, e la più intelligente), tuttavia ho prima buttato un occhio sul programma della D’Amico su La 7, Exit, e guardando il filmato devo dire che condivido tutto, tranne le solite cazzate sullo Stato Veneto (che do cojoni, semo nel 2007, quasi 2008!).
Condivido soprattutto quello che viene detto verso la fine (e che purtroppo non è stato approfondito) ossia che il piccolo imprenditore, oltre ad essere espropriato della metà del frutto del suo lavoro, viene anche trattato come un criminale e la sua attività viene vista come fumo negli occhi da gente come Visco. Campano sui suoi soldi ma gli sputano sopra.
Ecco perchè non riesco più a sopportare tutti i maestrini di sinistra che vengono a dirci quanto siamo cattivi e incivili. Appena iniziano la loro cantilena la mia salivazione aumenta automaticamente, pronta per essere espulsa tutta d’un colpo. Non vi sopporto più, non siete superiori a loro, non siete migliori di loro, non avete nessuna superiorità morale. Dovete fare solo una cosa: venire qui e baciare le chiappe a tutti i piccoli imprenditori che denigrate quotidianamente e ringraziarli di cuore di esistere, chè senza i loro schei come fareste a comprarvi le vostre amate penne rosse?
Sinceramente, ve lo dico con il cuore in mano: non prendetemi per berlusconiano o leghista, non ho niente da spartire con quella gente; tuttavia non ho niente da spartire nemmeno con voi maestrini dalla penna rossa. Io ci sono dentro a ‘sta roba, ci parlo ogni giorno con questi mostri che osano provare a mettersi in proprio e guadagnare, e vi assicuro che non sono nè esseri abominevoli nè idioti. Vogliono solo essere trattati da persone civili e vogliono solo poter lavorare per guadagnare.
Presente il festival di San Remo? Ecco, ora sprovincializzatevi un attimo, lasciate gli anni ’50 e recatevi negli USA. Ecco, i Canadians andranno all‘SXSW ad Austin in Texas.
S’io fossi Silvio accetterei il fatto che ormai la mia persona non è più quella novità sbalorditiva di quindici anni fa.
S’io fossi Silvio sceglierei un delfino, possibilmente donna e possibilmente non la Brambilla (figa come la Brambilla ma, come dire, con un po’ più di sostanza), e le costruirei attorno il Partito delle LIbertà. Un vero partito all’ammeregana che riprenda i temi antistatalisti della prima discesa di Silvio e che non sia così viscidamente chierichetto.
S’io fossi Silvio direi ai miei alleati: fottetevi! chi vuole venire nel Partito delle Libertà ci venga sapendo che le condizioni sono a, b e c. Mi metterei d’accordo con Veltroni per fare una legge elettorale maggioritaria ed alle elezioni me la giocherei di conseguenza con il PD scommettendo sul fatto che la forma mentis della maggior parte degli elettori è maggioritaria. AN, UDC e Lega, o quello che ne rimarrebbe dopo i numerosi passaggi al Partito delle Libertà, verrebbero spazzate via o quasi.
S’io fossi Silvio ci proverei. Potrei venir ricordato anche come il padre del partito di centrodestra a vocazione maggioritaria. Io ci proverei.
Il Natale è una festa odiosa alla mia personale persona per due semplici motivi:
Non mi interessa nulla di Gesùbambino e gradirei che gli altri non mi rompessero il cazzo con Gesù bambino.
Odio fare regali. Fare regali implica varie cose: che mi interessiate, che abbia soldi da spendere per voi, che abbia tempo e voglia di cercare un regalo per voi. Ecco perchè i miei regali di Natale quest’anno saranno come al solito due/tre.
Detto questo, io sono molto contento di come ogni anno che passa il Natale si stia trasformando sempre più in una festa consumistica e sia sempre meno una festa religiosa. Questo per altri due semplici motivi:
La religione è la radice di tutti i mali.
Il consumismo è il motore del capitalismo e, se ancora non ve ne siete accorti, il comunismo ha fallito. O pensate che il vostro iPod l’abbia fatto Baffone?
Ecco perchè pur odiando il Natale ci tengo tantissimo a non finire accumunato per esempio con i nuovi luddisti del XXI secolo, ossia quelli che parlano di decrescita, o con le varie associazioni terzomondiste comunistoidi come quella linkata da Emanuel. Io conosco Emanuel di persona ed è un bravissimo butèl, però, come dire, che cojoni con ‘sto anticonsumismo!
sto blog mi a lo podarìa anca considerar on prodoto editorial. l'è axornà (deboto senpre) na olta par dì e par mi el xe anca piasè belo de on quotidian. prima de sbanpolar però gavì da capir ca mi no so mia talian e no scrivo mia da l'italia; infra on pochi de ani anca a livel formal, staxìne serti. xontèghe che el server ndo che xe ospità sto blog el xe inte i stati unii. par strenxar, el mesajo final el vol esar: caranba e polisioti postali taliani no staxì a ronpar i cojoni co putanade cofà "la legge n. 62 del 07.03.2001"