E’ da qualche anno che mi ronza nel cervello una teoria, purtroppo sono troppo pigro e troppo poco filosofo per sviscerarla e sistemizzarla; anche perchè penso che non sia assolutamente niente di nuovo, penso sia dalle parti del nichilismo. Insomma, io sono per la distruzione del sacro in ogni sua forma, cioè, contro la sacralizzazione di qualsiasi cosa. Il sacro secondo me è il nemico della libertà. Meno sacro e cose sacre ci sono in giro e più libertà e felicità saranno presenti. Il sacro è l’alienare qualcosa rendendolo superiore, non più discutibile e argomentabile.
Per esempio, sacralizziamo la vita? Ecco che la libertà della donna di scegliere l’aborto viene messa in discussione. Pragmaticamente confronto la volontà di un essere completo (con le proprie esperienze e il proprio bagaglio di affetti, di speranze e di paure) di non volere un altro essere in formazione e giudico questa volontà rispettabilissima. Si uccide un essere umano in formazione? Io ritengo sia il male minore rispetto al devastare la vita di un essere umano già formato e ritengo che questa decisione spetti unicamente alla donna.
Ecco perchè io, da non sacralizzatore della vita, sono contrario alla pena di morte ma non in assoluto. Per esempio, in situazioni di guerra civile come nell’Italia della Seconda Guerra Mondiale o nell’Iraq odierno la messa a morte del dittatore mi sembra cosa buona e giusta ed una scelta da non condannare.




8 Responses to “Contro il sacro”
nichilista e relativista
Sei anche contro la sacralizzazione della libertà?
Secondo me alcune sacralizzazioni ci devono essere eh; ma ora mi viene in mente solo la libertà.
Beh, al posto della pena di morte io preferirei il carcere a vita per il colpevole; secondo me è peggio. Poi qui si va nel campo delle opinioni.
io sarei anche contro l’ergastolo se è per quello. massimo 30 anni di prigione, di più è tortura
Temo che, antropologicamente parlando, sia impossibile rinunciare al sacro.
Infatti mi accontento, più prosaicamente, della libertà di bestemmia.
La pena di morte è problematica per il semplice motivo che non esiste un sistema giudiziario (men che meno internazionale) perfetto.
Riguardo al sacro, sono d’accordo con ivo, anche se sono portato più a pensare ad un aspetto biologico che antropologico.
Questo tipo di filosofeggiare mi ricorda vagamente quello di Peter Singer.
“liberazione animale” di peter singer è stato un libro importante per me
pericolosa, la distruzione del sacro. sono ateo, il cristianesimo mi infastidisce e i cristiani ancor di più, eppure non mi piace il materialismo totale né il relativismo totale. qualcosa di sacro lo dobbiamo trovare. o meglio, possiamo anche non trovarlo, ma è triste affermare in linea di principio che non dovrebbe esserci. sono d’accordo sul fatto che non bisognerebbe imporre a un’intera società *cosa* debba esser tenuto per sacro (sono individualista). però: accettare che la vita sia fatta di press’appoco, di meglio che niente, di verità piccole e parziali. e allora, perché vivere? solo perché siamo macchine programmate per farlo?
“accettare che la vita sia fatta di press’appoco, di meglio che niente, di verità piccole e parziali. e allora, perché vivere? solo perché siamo macchine programmate per farlo?”
beh, secondo me sì