La Fed convoca una riunione di emergenza e abbassa i tassi di interesse di tre quarti di punto. Il Presidente Bush annuncia una manovra fiscale di almeno l’ 1% del Pil. Gli investitori di tutto il mondo si interrogano di quanto rallenterà l’economia mondiale. E mentre infuria la tempesta, il mondo politico italiano appare impotente e ripiegato su se stesso, si divide sui destini di Mastella e Cuffaro e il suo orizzonte è desolatamente racchiuso tra Ceppaloni e la discarica di Pianura. Non c’è molto che il Governo italiano, appeso alla volubilità di un singolo senatore, possa fare per arginare le ripercussioni sui mercati della crisi economica americana. Eppure, la distanza abissale che separa il mondo politico italiano dalla realtà economica in cui vive il resto del Paese lascia sgomenti.
[...] E l’economia italiana? Le cose da fare sono sempre le stesse, e andavano fatte molti anni fa. Non abbiamo saputo approfittarne quando l’economia mondiale cresceva rapidamente. Ora ci troviamo fragili e impreparati ad affrontare una crisi che è nata altrove, ma lascerà il segno anche in Italia.
È per questo che l’atteggiamento del mondo politico italiano lascia sgomenti. Non solo c’è l’incapacità ad affrontare i problemi atavici del Paese. Non solo non si vede come uscire da questa situazione di stallo. Non sembra nemmeno esserci la consapevolezza di quanto sia urgente farlo.
tratto da il dramma dei mercati, la commedia italiana di guido tabellini



