Archive: January, 2008

La malattia del tifo

Io la faccenda del tifo non l’ho mai capita. Sarà che sono uno sporco individualista ma non ho mai capito bene perchè se una squadra vince dovrei essere contento, anzi, perchè dovrei scendere in strada e fare pereppepè insieme agli altri. Mica ho vinto io no? Certo, avessi puntato dei soldi e vinto allora il discorso sarebbe diverso: io tifo per una squadra perchè se la squadra vince io vinco dei soldi. Ma se non scommetto, cosa vinco? Gratificazione? Boh. Spesso poi l’atteggiamento che va a braccetto del tifo è il totale abbandono dell’oggettività; molto fastidioso.

Stesso discorso per gli ultrà politici. Io sinceramente mi metto a ridere quando leggo certe cose. Sembra quasi che certi blogger vogliano prima di tutto convincere loro stessi che il governo X o il partito Y siano indubbiamente i migliori possibili e che tutto vada benissimo. Le spiegazioni sono due: o questi blogger ricevono una provvigione dal governo o dal partito, o questi blogger hanno la malattia del tifo. Ma cosa viene loro in tasca a mistificare così la realtà ed a piegarla per la maggiore gloria di X o Y? Qual’è il meccanismo psicologico che ad un certo punto li fa partire per la tangente (modo di dire, dato che penso sia improbabile che si tratti di vera tangente)? Misteri. Io intanto leggo e rido di questi incrollabili ultrà.

Ma quanti post ho scritto sugli Amari?

Non per fare il nonno rompicoglioni che "orcodio ai miei tempi i beat sì che spaccavano", però prima ho riascoltato Corporali degli Amari, album del ’00, e orcodio ai miei tempi  i beat sì che spaccavano!

Dai, facciamo così, con quest’ultimo album che è uscito qualche mese fa fate i gran schei, così con il prossimo ci si può sbizzarrire ed essere un po’ più pesanti, eh?

(no è che siamo andati a Bologna e ho scoperto che hanno rifatto tutta la Feltrinelli e non mi ci sono più trovato, ho una certa età io, ‘sti cambiamenti mi turbano)

Mai fidarsi di chi non ti risponde

A Pannella ho scritto due email. Saranno anche state poco garbate (anche se non sono mai scaduto nell’insulto ovvviamente), avrà anche una vita molto intensa, saranno anche state due mail idiote, avrà anche da organizzare il satyagraha mondiale per la pace; però non mi ha mai risposto. Manco una riga per dirmi "idiota, pagami i duecento sacchi e non rompere il cazzo".

Mai fidarsi di chi non si degna di risponderti.

(Sergio Messina invece mi ha risposto subito)

E tu chi cazzo sei? E cosa cazzo vuoi?

Dato che non ho voglia di scrivere cose pallose, dato che non ho novità musicali da proporre (ascoltando in questo periodo solo i TVOTR…), dato che non c’è niente di rilevante nel mondo che mi riguardi (sì vabbeh…), approffitto del fatto che due giorni fa è stato il Delurking Day e quindi in leggero ritardo…

Se leggete questo blog abitualmente o saltuarialmente e non commentate mai o quasi, questo è il vostro momento! Palesatevi ora nei commenti e non vergognatevi dai. E non vergognatevi nemmeno di dire che questo è un gran bel blog!

Giuliano Ferrara è alleato con gli islamofascisti

Ossia, della naturale alleanza tra gli oscurantismi religiosi totalitari

puntata del 10 gennaio di Dallamerica di Matteo Mecacci

Pazza idea: maggioritario uninominale e registrazione per il voto

Dicono che la cosiddetta "Seconda Repubblica" stia finendo, seguita da non si sa bene cosa.

La cosiddetta "Seconda Repubblica" ha fallito non perchè, come dicono i vari democristiani, il cosiddetto "bipolarismo muscolare" non è adatto agli italiani ma per il fatto che i partiti hanno vinto: negli anni sono riusciti a sterilizzare il maggioritario che gli italiani volevano, arrivando fino all’ultima legge elettorale della passata maggioranza che ha reintrodotto il proporzionale. I partiti hanno vinto la loro guerra contro la loro razionalizzazione ed oggi ne paghiamo le conseguenze. Non esiste nessuna "specificità italiana" che fa sì che esistano miliardi di partitini, esiste solo l’interesse clientelare e paramafioso, esiste solo il parassitismo di una classe politica che non vuole sentire il concetto di merito ed a sentire il verbo trombato pensa solo alla sua accezione sessuale.

Ecco perchè sono ancora convinto che un sistema nel quale il cittadino sceglie (senza quote proporzionali e senza ripescaggi) tra due o più opzioni il candidato nel suo territorio, il quale candidato una volta eletto risponderà a quel territorio, sia il metodo migliore per avere una classe politica migliore e per avere la sicurezza che il cittadino alle elezioni successive possa revocare il mandato all’eletto inetto. E poi, è più democratica e libera l’Italia con i suoi diecimila partiti/cosca o per esempio la Gran Bretagna o gli Usa con i loro due partiti principali più uno o due "terzi partiti" molto piccoli?

Infine, se posso bestemmiare, mi ha sempre incuriosito il fatto che i cittadini statunitensi per votare debbano andare prima a registrarsi. Lo considero un fatto molto positivo perchè implica una volontà che una persona, per una serie di motivi, può anche non avere.

Per una nuova libertà la strada è ancora luuuunga

For a New Liberty: The Libertarian Manifesto di Murray N. Rothbard è un libro molto interessante. Essendo scaricabile gratuitamente qui, ho colto l’opportunità per non fare più la figura del cioccolataio nei confronti di quella moltitudine di blogger libertari che leggo, chè quando inziano a parlarsi tra loro in rothbardiano non ci si capisce più un cazzo.

Il libro, come ho scritto, è interessante; anche per il fatto che mi ha finalmente chiarito come io non possa dirmi un libertarian all’americana duro e puro. Senza dubbio questo Manifesto è una buonissima base dalla quale partire, ma in molte sue parti mi è sembrato a dir poco utopico e scritto non tenendo conto che la realtà è infinitamente più complicata. Se lo consideriamo un libro di filosofia politica allora mi sta bene, ma se su questo libro vogliamo basare le attività di un fantomatico partito libertario il paragone che mi viene subito in mente è il Manifesto del Partito Comunista.

In alcune parti poi mi sembra un po’ vecchio (è del 1973). Per esempio, quando parla contro l’obbligatorietà scolastica mi sembrano discorsi ottocenteschi che in una società come quella di oggi, basata sulla conoscenza, lasciano il tempo che trovano. A parte il fatto che non prende in considerazione che il bambino, che è una persona non ancora intellettualmente autosufficiente, attraverso la scuola ha la possibilità di liberarsi dalle catene di una famiglia che potrebbe aver scelto per lui. Mi sembra che Rothbard consideri il bambino come proprietà della famiglia.

Comunque, ripeto, bel libro da leggere anche solo per lo stimolo intellettuale che innesca; essendo quello di Rothbard un punto di vista completamente altro rispetto a quelli che sentiamo quotidianamente.

Non vedo l’ora di vedere ai tg il titolo “Obama VS Osama”

Alla fine penso che tiferò per Obama. Infatti oltre ad essere un wapanese sono anche un wigger. Anzi, a pensarci meglio mi sa che tenderò verso Giuliani, cioè, come si fa a non supportare un italo-americano?

Facciamo così, se la sfida finale vedrà Obama e Rudy allora potrò ritenermi soddisfatto perchè comunque andrà sarà un successo. Se ce ne fosse solo uno allora tiferò per quello. Se infine entrambi saranno stati trombati, beh, che sfiga eh.

Pensa te che storia che sarebbe

Se un giorno prendessi la cittadinanza giapponese potrei, anche se non è più obbligatorio, cambiare il mio nome in Yoshi Minamoto; pensa te che storia.

Certo, è come se un italiano si chiamasse Giuseppino Garibaldi… Però pensa che storia.

Aridatece er Beastie Boy italiano

Contro il deprimente terzomondismo di un Jovanotti imborghesito male che ci smarona con canzoni sempre più sciape e sempre più lagnose a gran voce leviamo il nostro coro:

He he he he
I wanna see I wanna hear…

He he he he
I wanna see I wanna hear…

JO-VA-NO-TTI!!