Buraku

il blog di Yoshi

Ho un problema con l’Emilia (un’invettiva in simpatia)

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Per motivi di lavoro ogni tanto devo andare in Emilia, soprattutto Correggio e le province di Modena e Bologna.

Ora, generalizzare è sempre una cosa brutta e non si fa no no no, però gli emiliani sono oggettivamente delle persone dalle quali mi guardo bene e con le quali preferirei avere il minimo di rapporti, diciamo solo via email dai, una email alla settimana dai.

Intanto la guida: gli emiliani non sanno guidare, o forse sapevano guidare tanto tempo fa e ora se ne sono dimenticati. Gli emiliani alla guida sono più nervosi e più scattosi dei milanesi in centro all’ora di punta. La differenza è che l’Emilia è una distesa vuota di campi. Oh emiliano dei miei coglioni, dove cazzo devi andare così in fretta ai centoventi all’ora fra le stradine di campagna? Ti scade la merda che devi spargere nei campi? Hai un Lambrusco Party al quale non puoi mancare?

Essendo terra di comunismo dal volto umano, l’emiliano si crede un essere superiore. Lo vedi, mentre fa alla spesa alla Coop e compra i prodotti equo-solidali, che emana quell’aurea di emilianità che si riconosce a duecento metri di distanza. L’emiliano vive nella sua società emiliana che è la migliore possibile e non si capacita di come si possa vivere là fuori, fuori dalla cortina emiliana. Da qui nasce uno stomachevole paternalismo nei confronti degli abitanti delle altre regioni, soprattutto settentrionali, visti come dei simpatici primitivi non ancora abbagliati dal sol dell’avvenire emiliano.

Per quello che riguarda il mio lavoro, l’Emilia è il Vietnam. Mai visto un mercato così sputtanato. Le tipologie di ditte emiliane si possono dividere in due categorie: quelle che si vantano di lavorare per la Ferrari (alla quale faranno tre pezzi all’anno) e quelle che cercano di competere con i cinesi. Poi tutti a buttare merda sulle piccole industrie venete, tzè! Se il livello tecnologico delle pmi venete è 10, quello delle emiliane è 5. Aziendine piccole, vecchie e senza valore tecnologico e qualitativo aggiunto. Cosa vado a farci in Emilia? A perdere tempo.

Written by Yoshi

February 21st, 2008 at 5:39 pm