Leonardo non va matto per i Radicali, e si era capito da un bel pezzo. Oggi ha scritto un post che si può riassumere così: secondo me i Radicali al netto dei voti persi e guadagnati ci fanno perdere voti, magari dopo le elezioni ci tradiscono, ci costano troppo e mi spaventano la povera Binetti.
E io Leonardo sinceramente lo capisco. Essendo cresciuto negli scout in Emilia non poteva che venire fuori come è venuto: un sano cattocomunista coerente e con la sua visione del mondo limpida e integerrima; e vi prego di credermi che non c’è nè ironia nè malizia in quello che ho scritto. Leonardo ha una visione del Partito Democratico come la definitiva unione degli ex DC di sinistra e del’ex PCI, the last revenge of the cattocomunismo, e non vede il motivo per il quale si debba rompere questa armonia faticosamente raggiunta dopo sessanta anni. A Leonardo non dovete parlare di sinistra liberale, di mercato, di W2W; al massimo può farvi un veloce cenno di consenso se dite socialdemocrazia, se sente SPD + Linke già va meglio. E come Leonardo io son convinto che la pensino la maggior parte degli elettori del centrosinistra.
Veltroni vuole fare, a parole, l’americano. Vuole un partito plurale e gli viene un eritema se gli si ricorda che è stato comunista. Veltroni con i progetti di Leonardo non combacia. Certo, alla fine Veltroni è tutto chiacchere e distintivo e si muoverà nel solco culturale auspicato da Leonardo, ma che fatica e che sopportazione seguire ‘sto Veltroni! I Radicali, cioè, Pannella parla di Partito Democratico ma quando ha la possibilità effettiva di dare corpo alle sue idee di bipartitismo ecco che la robba prende il sopravvento, ossia, Pannella non rinuncerà mai al suo orticello personale. Ciò non toglie che non possa nascere con il PD un rapporto molto stretto e duraturo; anche perchè, e qui mi sento di rassicurare Leonardo, un salto della quaglia dei Radicali nel centrodestra mi sembra remoto.
Certo, i Radicali non fanno parte di quello che dovrebbe essere il PD secondo Leonardo e una moltitudine di elettori del PD. Li capisco ed esprimo loro la mia più piena solidarietà, prendetevela con Veltroni.






11 Responses to “Solidarietà piena a Leonardo, senza ironia”
Secondo me tu non hai capito un particolare dell’anima emiliana, e cioè che siamo degli stronzi bastardi che cercano di non farsi pigliare per il culo da nessuno.
Molto difficilmente un giuggiolone come Capezzone avrebbe potuto far carriera qui da noi, per esempio. E’ proprio una questione di pelle.
Lascia perdere “cosa dovrebbe essere il PD” secondo me: tutti hanno un’idea diversa, e la mia non è senza dubbio la migliore.
Andiamo a vedere i numeri. I radicali non valgono l’1%. Non lo dico io: lo dicono i sondaggi e i numeri della scorsa elezione. Però hanno ottenuto il 10% dei finanziamenti: luminoso esempio di Liberisti coi soldi degli altri. Potranno fare fessi voi, me no.
Mi rassicuri che non faranno il salto della quaglia? Tu? E hai delle prove che non lo faranno?
Nel ’94 erano col centrodestra, in seguito hanno sempre cercato l’acquirente migliore. Quest’estate Pannella ha scritto a tutti per avvertire che andava tessendo “rapporti, collaborazioni, azioni comuni” con esponenti della Destra. Intanto l’ex segretario è già a libro paga di Berlusconi. I radicali oggi sono questi. Mi dovrei fidare perché mi rassicuri tu?
Yoshi: ma secondo te, perchè tutti (giornali compresi) da un po’ di tempo a questa parte scrivono Radicali con la minuscola?
Che maleducazione.
leo, non so perchè continui con ‘sta storia che quest’estate stavano andando nel cdx, si vede che non ti ascolti la conversazione pannella-bordin della domenica sera
per il resto, boh, fesso veltroni che ha sganciato loro tutti ‘sti schei, è il mercato baby.
onan, da quello che mi ricordo io l’hanno sempre scritto con la minuscola
“e cioè che siamo degli stronzi bastardi che cercano di non farsi pigliare per il culo da nessuno.”
non si spiegano allora tutti gli anni di partito comunista dilagante.
anche i napoletani sono convinti che nessuno li piglia per il culo.
“Però hanno ottenuto il 10% dei finanziamenti: luminoso esempio di Liberisti coi soldi degli altri.”
luminoso esempio di capacità di contrattazione semmai, perchè usare termini alla cazzo di cane?
A me sembra sia invece da quando ci si diverte a far confusione tra la sinistra radicale e i Radicali.
Oggi comunque il Corriere è tornato ad usare la maiuscola.
con l’ingresso dei Radicali nel PD si beccano il voto del mio compagno e forse pure il mio. sono punti di vista.
“si vede che non ti ascolti la conversazione pannella-bordin della domenica sera”
Diomio, no. Comunque cosa han detto, che non è vero niente?
(La questione della minuscola mi sembra abbastanza ridicola. Anche i socialisti andrebbero sempre evocati con la maiuscola, perché si chiamano SDI?)
io, come già saprai, avrei votato PD anche senza i radicali. spero però che la loro presenza aiuti a risolvere la “questione laica” interna al PD che putroppo mi sembra ancora un pò vaga. Ad essere sincera del tutto mi fa molta più paura la binetti di 100 radicali incazzati
non avevo dubbi che la questione sarebbe apparsa ridicola a chi prova un fastidio così forte nei confronti di questa rivoluzione (almeno apparente) che il nostro ingresso sta provocando.
Certo che andrebbe scritto maiuscolo anche Socialisti quando si intende il partito e non l’aggettivo. Certo.
Siamo su un blog, io mi firmo leo, tu ti firmi onanrecords, tutta quest’ansia per le maiuscole mi sembra un po’ eccessiva. Anche perché a rigore la R maiuscola identifica il partito dei “Radicali Italiani”, mentre quelli che entrano nel PD sono radicali sfusi, senza partito.
leo: nessuna ansia, nessuna ansia davvero. La mia era una considerazione che partiva dal fatto che sui quotidiani (non certo dai blog) ho visto nei giorni scorsi usare Radicali come si trattasse di un aggettivo quando il senso non era quello.
Comunque ormai siamo a tutti gli effetti PD e quindi acqua passata. Ciò che conta è l’identità che il PD sta già assumendo dal nostro ingresso.
Ci farà vincere sta cosa. Vedrete.