Di solito la cronaca nei suoi vari colori non mi interessa molto, che la gente muoia in circostanze tragiche o che ingravidi qualcuno è sempre successo e sempre succederà.
Tuttavia la faccenda dei corpi dei due bambini ritrovati in un pozzo a Gravina dopo due anni dalla scomparsa mi ha sinceramente shockato. E’ una cosa troppo terrificante e mette i brividi.
Mette i brividi soprattutto anche per il fatto che i corpi sono stati trovati per caso nel centro dello stesso paese dal quale erano partite le indagini. Ossia, i poliziotti e gli inquirenti sono andati persino in Romania seguendo tracce inconsistenti e seguendo la moda del momento che vede nel rumeno il pericolo e tralasciando di focalizzarsi sull’eventualità più semplice. Anche questa volta il rasoio di Occam è stato messo da parte.
Qui ci vorrebbe un bel licenziamento di massa.
Edit: Il pozzo della morte non era così lontano, appena cinquecento metri dalla piazza Quattro Fontane, il centro di Gravina in Puglia, l’ultimo posto dove – secondo l’accusa – avevano avvistato Francesco e Salvatore. Era stato controllato quel pozzo ma distrattamente, qualcuno si era avventurato sul precipizio di quella "bocca" sul terrazzino del caseggiato abbandonato, aveva gettato un’occhiata in fondo e poi se n’era andato. Non aveva visto niente. È stato un controllo scrupoloso? E come si fa un controllo scrupoloso dentro un pozzo quando si cercano i cadaveri di due bambini? Con una torcia? Con i vigili del fuoco? Scendendo con le corde nei sotterranei?






4 Responses to “Licenziarli per manifesta incapacità”
yoshi io ti leggo sempre volentieri, ma sinceramente stavolta l’unica cosa che mi viene da pensare è “ma che cazzo dice questo”.
senza offesa, ma sparare a zero su qualunque cosa e sopratuttto su cose che non sai non ti rende certo più saggio. ed è anche abbastanza fastidioso.
non credo che chi ha fatto tali indagini sia andato in Romania perchè gli è parso il più idoneo a una gita turistica. e neanche perchè in Romania ci sono i rumeni, sinceramente. avranno avuto i loro validi motivi che tu, ripeto, non sai.
infatti il risultato s’è visto. ce li avevano sotto il naso e hanno seguito le piste giuste
per una volta, sono pienamente d’accordo.
In un paese serio quantomeno il questore se ne sarebbe andato a casa, a curar l’orticello.
Che non li abbiano trovati mi pare plausibile. Cioè, non normale. Ma purtroppo capita, nonostante gli scrupoli, di trovarsi in mezzo ad un’indagine che per ragioni di circostanza finisce male (nel senso che non finisce da nessuna parte). Non mi stupirei se un giorno trovassero nel Tevere le ossa di Emanuela Orlandi, o quelle di Denise Pipitone dietro casa sua, o robe del genere. Quello che mi pare insopportabile è che nonostante sia chiaro ciò che è chiaro per tutti, e cioè che si è trattato di un incidente, ancora ci mettano del tempo per liberare il padre. E’ il classico accanimento degli inquirenti che non riescono ad ammettere di aver preso un granchio, magari in totale buona fede. Come a Rignano, dove ancora non hanno chiesto l’archiviazione pur essendocene tutti i presupposti.