Leonardo costretto a votare i Radicali.
Archive: February, 2008
Non saprei di preciso dato che non sono un uomo del popolo e che non sto in mezzo alla gente (anzi, la gente mi fa discretamente schifo), però la sensazione che il cattolicesimo qui in Italia sia sempre più una religione virtuale è sempre più forte.
Sarà che, anche quando si chiede al gregge di accorrere, piazza San Pietro è sempre mezza vuota, sarà che i vari cardinali e vescovi sono costretti a sporcarsi le mani visibilmente e pesantemente nella politica italiana, sarà che il papa deve seguire a ruota le iniziative di un giornalista ateo, sarà che in definitiva a messa non ci va più nessuno, ma la sensazione che il cattolicesimo sia una bolla pompata artificialmente io ce l’ho.
Togliessero loro i miliardi che lo Stato ci deruba e che poi gira alle loro casse e la finissero di dare non-notizie ai tg riguardanti il papa e il clericume vario e nel giro di qualche anno diremo "il papa cosa?"
Come fiuta le cazzate lui, non le fiuta nessuno. La cosa sta diventando fastidiosa (però lo perdono perchè mi ha prestato la prima stagione di Californication).
Barack Obama ha perso un pomeriggio per settare il tuo router
Parlando in ambito politico-filosofico (quindi si viaggia alti e non si parla della politichetta concreta):
Lo Yoshi diciottenne credeva nella Libertà, nella libertà di scelta dell’individuo e vedeva nello Stato uno strumento per opprimere le persone. Aveva scarsa fiducia nel Mercato e considerava la proprietà privata un furto: era anarchico.
Lo Yoshi ventottenne crede nella Libertà, nella libertà di scelta dell’individuo e vede nello Stato uno strumento per opprimere le persone. Ha però realizzato che più Libero Mercato c’è più ricchezza per tutti c’è e che senza proprietà privata non c’è libertà: è libertarian (nel subgenere cosmotarian, se vogliamo essere pignoli).
Scendendo invece a terra e parlando della politichetta concreta, è abbastanza di bocca buona. Per dire, se la RnP fosse ancora vive e se fosse composta per la maggior parte da gente seria e non da saltimbanchi, probabilmente la voterebbe ancora con piacere.
In riferimento a questo mio post, segnalato da Malvino, Marco Perduca scriveva nei commenti da Malvino che:
caro malvino come talent scout sei un po’ scarsuccio. se quello è giovane, e magari anagraficamente lo è sul serio, in quanto a "riflessi" politici è piuttosto stantio. e non m’esprimo sugli accenti a rovescio.
e
non mi pare che la ragione sociale del partito radicale sia quella di andare a meraviglia, sicuramente non è fare dell’entrismo come quello da te auspicato, caro giovane yoshi. quindi iscriviti e fatti vivo che vedrai che alla fine da qualche parte ci si incontra, ma non alle soglie del pd.
Ohi ohi ohi, speriamo che lassù nessuno si accorga di questo deviazionismo perduchiano dalla linea ufficiale.
(e comunque, gne gne gne avevo ragione io gne gne gne)
Dai dai, ti prego Dio dei Satanisti Laicisti: fa in modo che l’UDC non superi il 4%. Anzi, prima fallo imparentare con Tabacci e Mastella e poi zac 3,8%.
No more partiti democristiani puri? Si può fare!
Se abitate in Terronia fateci un salto. Altrimenti potete ascoltarla da qui, as usual.
Chi l’ha detto che la lingua deve esistere per sempre? Chi l’ha detto che la lingua è un fine e non un mezzo? Che male c’è nella supremazia internazionale dell’inglese?
Le lingue nascono, crescono, declinano e muoiono in rapporto al loro uso, ossia in rapporto alla loro utilità. Se una lingua non è più utile, perchè tentare di tenerla in vita artificialmente? Per un valore sentimentale? Ok, mi va benissimo, ma che non ci vengano a rompere i coglioni imponendoci a scuola di perdere tempo studiando il dialetto, per esempio.
Le lingue dovrebbero seguire una logica di mercato. L’inglese attualmente è la lingua che, per varie ragioni, è la più usata a livello mondiale. E allora perchè i protezionisti conservatori nostrani della lingua esigono un trattamento da riserva indiana per l’italiano combattendo l’uso dell’inglese? Perchè andare contro la logica di mercato? Perchè non constatare il fatto che è più facile e più utile così? L’inglese oggi è la lingua del mondo, la lingua franca che va bene dappertutto, smettiamola allora di piagnucolare e impariamo l’inglese. L’italiano è la nostra lingua nazionale che ha senso nel nostro ambito nazionale; là fuori invece siamo nulla, quindi è giusto il fatto che dobbiamo essere noi a conformarci.
Per quanto mi riguarda poi non mi spiacerebbe in un futuro lontano o meno la completa anglicizzazione dell’Italia, con l’nglese come lingua ufficiale e l’italiano come lingua locale. La lingua non è sacra, la lingua è un mezzo per comunicare, non è un quadro da appendere.






