Archive: February, 2008

The dark side of the chip

Non date retta a Luca. Come può un rockettaro fracassone e sensazionalista come lui apprezzare la bellezza low profile degli Hot Chip? Tzè, lasciamolo sbrodolare per le scimmie artiche e pensiamo alla musica seria.

Questo Made in the Dark è un disco almeno da 8. Gli Hot Chip piazzano canzoni che ad un primo ascolto magari non ti dicono niente o quasi ma che ad un ascolto un po’ più meditato ti fanno dire "ah però, proprio bella ‘sta canzone!" Il risultato finale è che ti si piantano nel cervello e non se ne vanno più. Made in the Dark inotre è un album completo. Certo, loro sono sempre gli Hot Chip e si muovono all’interno della loro hotchipparietà, ma abbiamo la canzone per ballare, la canzone pop, la canzone lenta, etc etc.

Come già detto all’inizio, gli Hot Chip non sono un gruppo sfrontato. A me fanno venire in mente l’immagine di un gruppo che occupa un angolino del palco e sembra lì quasi per caso; ma sono solo pensieri miei, lasciate perdere. La cosa concreta invece è che i suoni di questo album mi rendono felice: un disco da ascoltare assolutamente con le cufie.

Insomma, questo disco ha molto senso anche fuori dal dancefloor, checchè ne dicano alcuni capelloni metallari :)

I ‘90 erano i meglio (10)

BeckDevils Haircut

Ribadisco ancora una volta

Invece di tentare un’entrata in extremis e non totale nel PD al solo scopo di sfangarla per queste elezioni, i Radicali avrebbero dovuto far parte della costituente del PD già agli inizi e trasformarsi in una sorta di Democratic Freedom Caucus italiano. Ora è troppo tardi cari miei. Certo, fossero entrati non sarebbe stato comunque automatico il mio voto al PD (non so se avrei abbastanza pelo sullo stomaco per votare un partito nel quale militano Visco e la Binetti), però sarebbe stato un esperimento interessante, da osservare.

Se, come sembra molto probabile, i Radicali correranno da soli (o male accompagnati con i socialisti) io non li voterò assolutamente. Prima esigo le pubbliche scuse di Pannella per una politica radicale senza capo nè coda; ah, io sono ancora davanti al tribunale ad aspettare i famosi libri eh…

Diglielo Iuri!

Puntata di oggi 13 febbraio de La nota di politica interna di Iuri Maria Prado.

Stasera prima di CSI vedremo di fare la nostra parte

I ‘90 erano i meglio (9)

EelsBeautiful Freak

Lo statalismo ha i giorni contati

Con un groppo in gola, devo ammettere che Amen dei Baustelle è un disco potente. In questo momento mi piace soprattutto Il liberismo ha i giorni contati. Tuttavia, come potete imaginare, il testo di questa canzone proprio non va. Perciò mi sono permesso di fare qualche modifica. Se volete, potete ascoltare la canzone sul player qua in fondo al post, fare il raffronto con il mio testo modificato (le parole in grassetto), esprimere il vostro giudizio e le vostre eventuali migliorie. Ho cercato di stare più o meno in metrica.

(è un gioco eh)

E’ difficile resistere allo Stato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivalutazioni e vena borsistica. Per questo i liberali erano ok, almeno fino allo ’06. Ma ormai la fine va da sè. E’ inevitabile.

Anna pensa di soccombere allo Stato. Non lo sa perchè si è laureata. Anni fa credeva nella volontà, adesso sta paralizzata in strada. Finge di essere morta. Scrive dal suo Mac sul blog che la catastrofe è inevitabile.

Vede la fine in metropolitana. Nella burocrate che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nel suo verde eskimo. Legge la fine nelle cooperative. Nei giorni spesi al centro sociale. Nel sesso orale. Nel suo non eccitarla più.

Vede la fine in me che vendo dischi con il prezzo imposto. Vede i titoli di coda nella Casa della illibertà.

E’ difficile resistere allo Stato, Anna lo sa. Un tempo aveva un sogno stupido: credere nel merito. Adesso è un corpo fragile che sa d’essere morto e sogna la flat tax.

Strafatta compone poesie sulla catastrofe. Vede la fine in metropolitana. Nella burocrate che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nel suo verde eskimo

Muore lo Stato per autoconsunzione. Non è peccato. E non è Stirner & Mises. E’ l’estinzione. E’ un vecchio decrepito.

Vede la fine in me che spendo soldi e tempo in un agriturismo della Toscana interna e da anni non la chiamo più.

Un giorno che non smetto di sbavare

 L’ho fatto. Sì, l’ho fatto: l’ho fatto!!

Invischiato

Ho capito che sarebbe stato molto difficile per me alle prossime elezioni votare i Radicali (in qualunque avatar si dovessero presentare) quando ho sentito Pannella elogiare Visco e la sua azione. Passi per l’agiografia che la Bonino ha fatto del governo nel quale sedeva, passi, ma l’elogio di Visco proprio no, quello no.

Visco qui in Veneto è decisamente (e giustamente) persona non grata. Il motivo è molto semplice: lo scopo dichiarato di Visco è quello di trasformare gli autonomi in dipendenti affinchè possano essere tassassinati più facilmente. Il sogno erotico di Visco è uno Stato di Polizia Tributaria che permetta di aumentare le tasse sempre più, sempre più in alto; tanto i sudditi son costretti a farsi mettere le mani in tasca, non hanno scelta.

No, ringraziare Visco per il suo operato no, non passa.

Calvin Cordozar Broadus Jr

L’ho mai detto che nutro un amore infinito per Snoop Dogg e che lo considero il magister elegantiarum che tutti noi dovremmo seguire?