Te lo dice Fini

Probabilmente sono fissato con Fini. Sarò esagerato, ma lo considero il più grande bluff della cosiddetta "seconda repubblica". Una faccia seria, pulita e rassicurante, una spolverata di idee moderne, una dialettica sicura, ma gratta gratta la pasta è sempre quella. La bassissima stima che ho per Fini ultimamente ha avuto l’ennesima conferma. Cioè, dico io, non puoi fare lo strappo con Berlusconi, arrivare a fare delle battutine sulla sua statura, dire che bisogna riconsiderare la legge sulle tv (fatta da un tuo colonello), dire che AN non si svende e non confluirà mai nel PdL ed il giorno dopo…confluire nel PdL e diventare il fido secondo di Berlusconi. Ma ci sei o ci fai?

Ma vabbeh, queste son cose della politica. Un giorno sei nemico del tuo ex amico, il giorno dopo sei amicone del tuo ex nemico ex amico. Stasera però tornando a casa ho ascoltato un comizio di Fini da qualche parte della Terr…del Sud Italia. A parte le solite stronzate fascisteggianti sull’autorità e sull’ordine e a parte il solito statalismo assistenzialista verso il Meridione, il nostro Fini è tornato su un tema a lui caro, ossia, testuali parole: la libertà non è libertà di farsi del male. Capito? Ce lo dice Fini cosa siamo liberi di fare, cosa ci fa male e cosa no, lui lo sa. E vabbeh, il tabagista Fini almeno ci concederà di continuare a fumare qualche paglia ogni tanto, almeno finchè non smette di fumare.

Grazie Fini, grazie per non permettermi di farmi del male, grazie! D’ora in poi ti chiamerò babbo Fini, chè paternalmente mi tiene lontano dai guai, grazie Fini!