Torno sulla questione Alitalia perchè proprio non ce la faccio a non scrivere niente.
Grazie a questa faccenda abbiamo potuto constatare di nuovo e chiaramente l’immensa pochezza politica di un Berlusconi sempre più unfit per governare. Non bastava il noglobal Tremonti, ora abbiamo anche il ghe pensi mi autartico che fa a gara con la Lega nello sparare puttanate su Alitalia e su Malpensa.
Ho sentito molte disquisizioni ma non sono ancora riuscito a capire alcune cose: perchè i lavoratori di Alitalia sono speciali? Perchè ad Alitalia fino ad adesso è stato permesso di vivere al di fuori del mercato? Perchè non la finiamo con questi immondi baracconi statali utili solo ai politici per le lottizzazioni? Perchè nessuno dice chiaramente che Alitalia è oggi l’esempio più eclatante di quello che succede quando si lasciano i politici a giocare con le aziende?
A me Alitalia non serve e di Malpensa posso anche fare a meno (Galan docet). I sindacati ora devono muoversi per completare il lavoro che hanno compiuto negli anni, ossia l’aver fatto di Alitalia una compagnia assurda al di fuori della realtà, i cui dipendenti scioperano un giorno sì e l’altro pure. Devono muoversi per completare l’opera di fallimento, chè servono slot per l’arrivo (alleluja, finalmente!) dell’open sky.




2 Responses to “A me Alitalia non serve, ai politici italiani invece sì”
imperdibile umorismo surreale leggere i rappresentanti sindacali che accusano il governo di agitare lo spettro del fallimento e pretendono una ulteriore dilazione.
coraggio ragazzi, siete vicini al traguardo ormai, non lasciatevelo sfuggire nel rush finale!
Galan dice una cazzata, venezia non ha i mezzi per fare nulla (può essere paragonato all’aeroporto di Lamezia Terme). Tutti i politici dicono cazzate quando parlano d’aviazione.
E’ possibile che un aeroporto fallisca?
Se qualcuno vuole andare a Milano che fa viene paracadutato?
Quindi finamola di rianimare un cadavere, con scuse idiote, e facciamo ciò che va fatto da anni: seppelliamolo