Quello che avrei voluto scrivere sull’ultima conversione eccellente l’ha detto Luigi De Marchi.
Condivido tutto, tranne forse il barlume di speranza finale nella riscossa di una qualche religiosità non dogmatica. Il termine "religiosità non dogmatica" per me risulta abbastanza astruso tanto quanto il termine "comunismo dal volto umano". Potrebbe anche esserci, ma poggia su basi molto precarie e dipendenti un po’ troppo solo sull’inclinazione individuale, ossia, la naturale tendenza sia della religiosità che del comunismo è sempre quella: morte, terrore e distruzione. La morte, il terrore e la distruzione si possono attenuare, ma attenua qua e attenua là, alla fine ottieni una non-religione e un non-marxismo. I quali sarebbero assai auspicabili. Con il comunismo più o meno ce la si è fatta in tutto il mondo, ossia, quasi tutti si sono resi conto che semplicemente non funziona e porta le tre cosine di cui sopra. Con le religioni noi occidentali ci siamo un po’ vaccinati, ma globalmente la vedo ancora dura.
Per quanto mi riguarda, ogni giorno che passa ed ogni nuovo discorso che sento mi fanno sempre più religiofobico.




One Response to “Lotta di dogmatismi”
eh, ce n’è abbastanza di cadaveri alle spalle per essere prevenuti, ma pur sempre di pregiudizio si tratta.