Ieri, come quasi tutte le domeniche, siamo andati a pranzare dai miei. La mia mamma è tanto brava, però ha la tendenza a fare una pasta con panna e peperoni che definire pesante è poco. La mia mamma è così, le piace cucinare piatti di pasta dal peso specifico stellare, e soprattutto riempirmi il piatto tanto quanto basta per sostenermi fino alla prossima domenica senza toccare altro cibo per tutta la settimana. Io, che so che in Africa c’è un bambino che morirà se non finisco tutto quello che c’è nel piatto, ho spazzolato via tutto.
In macchina poi, tornando a casa lungo la Transpolesana, mentre FdC era come al solito in coma che dormiva e/o pensava già in quali ristoranti andare a Berlino il prossimo agosto, io per non addormentarmi per colpa dell’abbiocco post prandiale mi sono messo a pensare pensieri oziosi.
Ho pensato che insomma non è giusto che in Italia tutti fondino partiti tranne me. Cioè, visto che l’andazzo è quello, visto che nei due principali contenitori sembra non esserci il minimo spazio per politiche non paludate e visto che mi sto annoiando, perchè non fondiamo l’ennesimo pleonastico, inutile e velleitario partito? Non sarebbe uno spasso fare, chessò, un Partito Libertarian? Che ci vuole? Ci mettiamo in cinque-sei blogger, ci diamo uno statuto minimo, dividiamo le spese del notaio e il gioco è fatto. Certo, preferirei fossero tutti cosmotarian, ma se si mettono le cose in chiaro (tipo non usare la foglia di fico dello statalismo contro i matrimoni gay et similia facendo i papisti sempre e comunque) non vedo niente di male nello coinvolgere dei conclamati clericotarian.
Fondare un partito porta con sè innumerevoli vantaggi, ne elencherò brevemente alcuni:
- Metti che il mio lavoro vada male, posso riciclarmi come politico e con la scusa dell’affamare la Bestia dall’interno potrei campare di soldi pubblici (sarebbe un po’ un riprendermi con gli interessi i soldi che mi ruba lo Stato).
- Essere il fondatore di un partito è decisamente cool.
- Un partito inesistente e presente praticamente solo sul web non impegna e può sempre risultare utile un domani. Chessò, ci sono le elezioni comunali di San Pancrazio o le elezioni della circoscrizione 4 di Verona e abbiamo voglia di perdere tempo? Ci si presenta con il partito!
- Nessuno potrebbe più dirci "Sì sì, parli tanto ma perchè non ti dai da fare in prima persona? Facile criticare sempre!". Fermo lì cicciobello, ciò il partito!
- Magari andiamo a Porta a porta; o al limite Matrix; o, se va proprio di merda, c’è sempre Omnibus.
- Si potrebbe riuscire a portare qualche soldo in Liechtenstein, anzi no, adesso è sputtanato, facciamo Dubai.
Dai, ringraziamo la mia digestione lenta per questa bellissima idea e fondiamo un partito! Chi ci sta, chi ci sta?






6 Responses to “Burp, fondiamo un partito!”
cosa non si fa per gli sghei….
il partito è massa
massa sghei
se non arruoli fiorio non vinci. adesso costui va anche in australia col concorso del gioco trifoglio…
…comunque io con qualsiasi cosa che abbia come prefisso “clerico” non ci sto
io ci sto! ma sai già quale ministero dovrai darmi! altrimenti ciccia (porto tutti i voti di quei ragamuffi che abitualmente non votano. ricordatelo)
A Berlino consiglio il baracchino delle patatine in Oranienburger Strasse, davanti al Tacheles. E il tailandese Thai Inside (lo trovi su Google), per una cenetta romantica (ma anche buoooona).
A metà post ho smesso di leggere perchè sono in super ritardo.
Ho letto l’ultima riga però…
Ci sto, a priori