Archive: April, 2008

Per rifarmi del furto di cui si parla nel post precedente

 

E zo schei, diocàn!

Per colpa sia di Berlusconi che dei sindacati, Air France si è svegliata dal torpore e, dopo essersi finalmente resa conto che stava semplicemente buttando giù nel cesso soldi a palate (pure troppi per Alitalia), ha levato le tende facendo ciao ciao con la manina. Spinetta già mi manca.

A questo punto la conseguenza più naturale, quella che io auspicavo a dita incrociate, ovviamente non si è presentata. A fronte di una situazione economica ed industriale che avrebbe fatto chiudere qualunque azienda, Alitalia ha ricevuto altri soldi dallo Stato, cioè, ha ricevuto anche una parte dei soldi che lo Stato mi prende, cioè, mi hanno rubato 5 euro e li hanno dati ad una società capace solo di perdere: soldi, clienti, dignità.

A questo punto non ci sarebbe nient’altro da scrivere, le cose si commentano da loro: un centrodestra e un centrosinistra unfit per tutto, dei sindacati che giocano sulla pelle dei loro supposti rappresentati, una compagnia aerea che non ha ragione di esistere. Tuttavia mi piace finire questo post con un’immagine: il futuro presidente del consiglio che ad una fra le più grandi compagnie aeree al mondo preferisce una fantomatica cordata composta da banche, altre aziende statali, una sgangherata compagnia aerea russa. Quale tra le due opzioni sarebbe stata più proficua industrialmente per Alitalia? Forse con la prima opzione i politici non avrebbero più potuto dar da mangiare alle loro coorti a nostre spese? E allora dove sta il problema di fondo?

Che i politici fanno sempre gli splendidi con i soldi altrui. Che pezzenti!

Strabismo sostenibile

Ieri stavo preparandomi il pranzo tutto solo soletto, chè FdC ha passato un weekend dai suoi a Milano, e, tra un aperitivo a base di Valpolicella Ripasso e Parmiggiano Reggiano e una mescolata alla pasta, seguivo distrattamente il Tg3 Agricoltura o come si chiama; per capirci, quello che mandano in onda al sabato prima del Tg3 delle 12.

Ad un certo punto parte un servizio che ci spiega, tutto compunto e angoscioso, che siamo delle grandissime merde ad acquistare i prodotti agricoli provenienti da Paesi lontani, chessò, i fagiolini del Canada o le mele del Paraguay o le noccioline della Nuova Zelanda (prodotti e paesi a caso). Il servizio ci spiega che per trasportare questi prodotti facciamo tantissima bua al Pianeta, c’è scritto in uno studio. Sai quanti inquinano gli aerei? Merdaccia che non sei altro! Mangia i prodotti italiani e basta e vedrai che tutto andrà per il meglio. Ah, lo studio era della Coldiretti…ma noi non siamo così maliziosi nel pensare che ci sia una motivazione extra-scientifica vero? Noi non pensiamo che consumo minore di prodoti italiani = meno soldi ai coltivatori italiani = studio che attesta l’inquinamento gravissimo dei trasporti alimentari = incentivo al consumo di prodotti solo italiani = più soldi ai coltivatori italiani.

Poi però, subito dopo questo servizio, ne parte un altro che parla del vino. Ed è tutto un elogio e un tripudio all’export alle stelle del vino italiano. Ma come? Trasportare vino ai quattro angoli del mondo non inquina? Che gli aerei e i camion vanno a lambrusco sostenibile in questo caso? La cosa è un pochino sospetta, ma noi non siamo maliziosi. Noi non pensiamo che ‘sti agricoltori ricevano sovvenzioni statali assurde e che di riffa o di raffa spingano per l’autarchia alimentare da una parte ma dall’altra parte spingano anche per esportare i loro prodotti; ossia, la globalizzazione ci piace solo quando ci avvantaggia. Noi non pensiamo che un aiuto vero e tangibile ai Paesi poveri potrebbe essere quello di togliere le barriere e le sovvenzioni alle nostre pompatissime agricolture con la conseguente possibilità da parte di questi di essere competitivi. No, non lo pensiamo..no no…

bon, ci si sente mercoledì. probabilmente riuscirò a collegarmi in questi giorni ma non si sa mai. quindi per piacere non sporcate in giro e se mettete dei link sappiate che non verranno visualizzati subito dato che devo prima approvarli.

L’anticoncezionale perfetto

Sentire in una tranquilla domenica pomeriggio quanto strillano e quanto rompono il cazzo ai propri genitori i bambini che giocano nel parchetto di fianco a casa tua.

Uchi

Tre canzoni da ascoltare

Non tutto il male vien per nuocere

Un aspetto positivo del buon successo della Lega in queste ultime elezioni è il conseguente diluvio di post scritti dai soliti fighetti (quelli che non si stancano di dirci quanto siamo stupidi, islamofobi ed evasori bastardi che tolgono il tozzo di pane al maruchìn o al terùn) che si lamentano di quanto i settentrionali siano stupidi, islamofobi ed evasori bastardi che tolgono il tozzo di pane al maruchìn o al terùn.

I luoghi comuni e la spocchietta migliorano esponenzialmente ad ogni post, è una goduria leggere certi passaggi. Fantastici, questi post sono entertainment puro. E non parliamo dei commenti poi! Uhhhhh i commenti! Fa-vo-lo-si!

Grazie senatür!

La spada di Mishima

Yukio Mishima non mi è mai piaciuto. Non mi piacciano i i suoi libri che ho letto e non mi piace lui come persona. L’ho sempre considerato semplicemente un esteta esaltato e fascistoide, un nipponico D’Annunzio al cubo; e a me D’Annunzio non è mai stato granchè simpatico.

La spada di Mishima di Christopher Ross non è riuscito a farmi cambiare idea. Anche se ho l’impressione che lo scopo dell’autore in questo libro non sia quello di far amare Mishima a grandi e piccini. Tuttavia, Mishima continua a non piacermi ma La spada di Mishima mi piace, eccome se mi piace!

Sulla quarta di copertina c’è scritto: Un viaggio assolutamente unico, in parte biografia, in parte libro storico, in parte saggio filosofico. Ed è vero. Questo libro non è un libro unicamente su Mishima, l’autore prende Mishima come spunto e ci parla di se stesso, del Giappone e di alcuni aspetti della sua cultura. La scrittura leggera e appassionante, uno stile non "da saggio serioso" e i capitoli per la maggior parte corti sono tutte cose che aiutano a far sì che questo sia un libro che faccia dire "leggo ancora un po’ e poi spengo la luce, ancora un pochino e poi dormo", sono i libri migliori questi, no? Non saprei dire qual’è l’aspetto che mi è piaciuto di più del libro; forse la parte nella quale si parla della costruzione delle spade giapponesi, arte della quale io non sapevo nulla e che mi ha affascinato. Infine, anche chi non va matto per Mishima deve ammettere che è comunque un personaggio intrigante e che merita un po’ d’attenzione; anche se secondo me continua ad essere, paradossalmente, uno degli autori più occidentalizzati della letteratura giapponese, checchè sia pieno di amore per l’Imperatore, ma son pensieri miei.

La spada di Mishima è un libro molto bello anche per la fantastica, incredibile, stupenda traduzione italiana. Io non conosco bene il traduttore (un tal Stefano, boh), ma so di sicuro che se fossi il capo dell’editoria italiana (cioè Berlusconi) affiderei a questo fantastico traduttore tutte le opere più importanti pagandolo profumatamente. Certo, ho letto un kampai invece che kanpai, un Asahi Shimbum invece che Asahi Shinbum e un hara-kiri invece che harakiri, ma la colpa probabilmente è della versione originale e di una non standardizzazione delle traslitterazioni, vabbeh, andrò avanti comunque :)

Mishima sosteneva di governare la propria vita seguendo un principio di primaria importanza: la ricerca della bellezza. Sicuramente pensava che lo scopo di tutte le sue opere fosse di creare bellezza, sotto forma di arte letteraria. La sua vita divenne un dramma, una tragedia, sceneggiate con non minore cura delle opere che ufficialmente portava in teatro. Anche la sua vita doveva essere bella. "Voglio fare della mia vita un poema" aveva scritto.

Ogni elemento deve essere bello secondo il suo giudizio estetico: il suo corpo, coloro che gli stanno attorno, il suo compagno di suicidio, l’obiettivo del suo sacrificio finale. Non potrebbe mai accettare l’idea di invecchiare e scivolare gradualmente nel mondo reale, brutto e decadente, che pone la bellezza al di là della sua portata, inacessibile. Una volta si definì il kamikaze della bellezza.

Naturalmente i gusti possono essere molto diversi. Sono sicuro che Mishima non vedeva nulla di lontanamente ridicolo nelle uniformi del Tate no Kai. Per altri, invece, erano costumi teatrali per velleitari soldati par time, più adatte a mettere in scena un’operetta che non un colpo di stato.

Forse le opinioni degli altri erano, per Mishima, irrilevanti. Almeno quando si trattava di decidere che cosa fosse bello. Per lui la bellezza era l’antitesi della vita ordinaria. La vita delle masse non poteva mai essere bella. Era assolutamente necessario distinguersi dalla folla, sollevare la testa, evitare il destino di una personalità fiacca che non conosce nè sceglie una vita calzante, ma si limita ad accetarla come una giacca fuori misura, fatta per un uomo di una generazione precedente e per un corpo di dimensioni completamente diverse. Una vita confezionata su misura, opposta al conformismo di quelle prodotte in serie. Farsi qualcosa su misura è una soluzione, forse l’unica soluzione perchè le cose ci calzino bene addosso, e una vita di bellezza richiede un approccio di questo tipo.

tratto da la spada di mishima di christopher ross

 

Sbaglio o…

Sarò distratto io, ma fino ad adesso non ho sentito molti dirigenti interrogarsi su un certo 0,7 preso in una certa città cor cuppolone.

Mi serve un aiuto dalla mac-community

Allora, io mi sono comprato Time Capsule perchè ad un certo punto mi è venuta l’angoscia di perdere tutti i miei prezzziosissimi dati, soprattutto quelli che riguardano il lavoro. Mi sono detto: "ehi, non ho mai fatto un backup in vita mia! sono stupido?" e conseguentemente sono corso ai ripari.

Ieri l’ho collegata. Sulla sua funzione base wi-fi niente da dire, va tutto bene. Il problema è sopraggiunto sulla funzione che a me interessava di più: dopo il primo backup andato a buon fine, ho provato a farne un altro per prova e mi è venuta fuori ‘sta finestra

Ho smadonnato tutta una serata ma non c’è stato niente da fare. Oggi ho sentito il negozio che me l’ha venduta e mi hanno consigliato di inizializzare il disco; non è servito a un cazzo.

Cosa devo fare? Chi mi aiuta?