Tutta la vita davanti di Virzì: si vedono un po’ di tette, di culi e di bajingo, quindi si salva.
Ah, anche se è uscito prima, può essere considerato il primo film della nuova era berlusconiana. Prepariamoci ad una alluvione, speriamo almeno ci siano sempre tette, culi e bajingo.
Se fossi uno di sinistra, mi offenderei. Leonardo si è offeso? No. Gli è piaciuto. Strano.




5 Responses to “E dietro tutti quanti”
Il vantaggio di essere frocio è che puoi evitare i film di Virzì senza rimorsi…
“Il vantaggio di essere frocio è che puoi evitare i film di Virzì senza rimorsi…”
questa è fantastica!
Preferisci le tonnellate di film italiani su pubblicitari trent’enni in crisi con la moglie? Il pregio di questo film di Virzì è che parla di un pezzo di realtà che coinvolge tanti, magari ne tira fuori un paradigma un po’ estremizzato (il film prende spunto da un libro scritto da una lavoratrice della Kirby, società che è un caso già di per sè particolare) ma ti assicuro che il mondo del lavoro per tantissimi ragazzi è così: datori di lavoro che si fingono amici per puro spirito aziendalista, gare collegate alla produzione (almeno una volta c’era il cottimo, ora a chi vende di più danno un regalino da due lire), vendite spinte ai limiti della truffa. In tono minore capita anche a chi non vende aspirapolveri, ma servizi nelle compagnie telefoniche, bancarie, assicurative. Non ti piace vedere in faccia la grottesca realtà che si vorrebbe meritocratica e flessibile e che invece è solo una giungla precaria?
Speriamo che di film come questi se ne facciano tanti, e non è l’era berlusconiana è semplicemente l’Italia di oggi.
Preferisco Garrone.
O Sorrentino.
E chi se lo scorda “Carolina va in città”. Maledetto paraculo.