Del concetto di Patria o Nazione non me ne è mai fregato una cippa. Trovo che il nazionalismo e/o patriottismo sia un sentimento abbastanza ridicolo e ogni tanto pericoloso. Va bene fare le battute sugli inglesi puzzoni o sui tedeschi con la panza da birra, ma il tutto deve finire nella simpatica goliardia; se si inizia a pensare veramente che il fatto di essere nato in un determinato posto sia un motivo di merito…beh, auguri! Mi sento sinceramente internazionalista ed europeista. Certo, l’euroburocrazia è una schifezza immensa, ma tra le alternative UE sì o UE no, scelgo senza dubbio la prima: nonostante tutto ora abbiamo maggiore libertà di circolazione e di commercio in Europa, o no?
Detto questo, ieri sera avevo del bontempo e sono capitato sul sito del Partito Nazionale Veneto. Pensavo di farmi le solite quattro risate trovandomi di fronte al solito gruppo di superesaltati con tatuato il leone di San Marco sulle chiappe…e forse lo sono, però non ne sono sicuro. Infatti ho letto un po’ ed ho trovato cose abbastanza interessanti, come un concetto di cittadinanza inclusiva e non esclusiva, un’apertura, dopo l’indipendenza, della Venetia al mondo e alla globalizazzione, un metodo non violento e democratico, l’europeismo, una flat tax al 20% (yeah), il ripudio della coscrizione obbligatoria, una totale assenza di forme di razzismo, un presidente interessante etc etc.
Ripeto, a me del concetto di Patria Italiana frega niente, figuriamoci quello di Patria Veneta. Però se per assurdo domani si votasse per l’indipendenza del Veneto (o Venetia, come preferite) non sono così sicuro che metterei la mia X sul NO. Abitare in uno stato che finisce a Pantelleria o abitare in uno stato che finisce a Rovigo sinceramente non mi cambia molto dal punto di vista culturale o emozionale. Non sento il richiamo degli avi e se la lingua ufficiale diventasse il veneto potrei avere qualche problema (anche se nel programma c’è scritto che l’italiano rimarrebbe una lingua ufficiale), ma con un po’ di pratica potrei farla diventare la mia prima lingua. Nessun dramma quindi, non sono nè uno che si straccia le vesti dicendo che "non si può dividere l’Italia, pensiamo a quelli che sono morti per unirla!" nè uno che "Viva el leon, viva la Serenissima" (anche perchè per me Venezia rimane aliena tanto quanto Roma, Cangrande rulez!). Uno stato veneto invece potrebbe essere molto interessante dal punto di vista…economico. Non so perchè, ma ho come l’impressione che se i veneti facessero per loro, le cose qui sarebbero tendenzialmente migliori. Da un punto di vista individualista, un Veneto indipendente potrebbe essere una manna. Insomma, io mi sarei anche stancato di vedere i miei soldi sprecati su Alitalia. Abitare in un Veneto Svizzera Style aperto al commercio e non tassassino sarebbe una goduria.
Certo, c’è una grande incognita: rimane da capire se quelli del PNV sono dei baciapile vandeani clericali. Quando ci si imbatte in questi gruppi separatisti infatti la tendenza è quella di essere davanti a dei fan del Papa Re. In caso contrario, alle elezioni regionali del 2010 potrei persino buttare via il mio voto votandoli. Tanto male non fa.






21 Responses to “Partito Nazionale Veneto”
Ecco, appunto, non li voterai, che clericali lo sono di sicuro.
Facci sapere.
Io confesso che avevo preso assai in considerazione di dare il mio voto al Progetto Nordest, nonostante i toni preoccupantemente berlusconiani… poi però il loro Silvio l’hanno perso, e non se n’è fatto nulla.
Terrò d’occhio anche questo PNV, un presidente ex-radicale è decisamente interessante… anche se in genere gli ex-radicali non fanno mai una bella fine…
Mai fidarsi di un ex-radicale!!
in effetti…
Che tristezza…per non parlare del perfetto esemplare di razza ariana usato nel manifesto.
secondo me ti sbagli sull’esemplare di razza ariana, io non vedo connessioni
Faccio l’antipatico e il qualunquista ma… e se gli imprenditori veneti non potessero venire più al sud per fare le loro truffe con i contributi della cassa del mezzogiorno, aprendo ditte per farle fallire in un mese, assumendo gente per poi non pagare gli stipendi? Sei sicuro che il Veneto sarebbe più ricco? Ho l’impressione che in poco tempo la recessione vi divorerebbe…
non penso che l’economia veneta sia basata sulle truffe alla cassa del mezzogiorno
Paolo Bernardini è da tempo un mio mito personale (e vabbè) e il PNV probabilmente il più serio partito orientato verso il classic liberalism, cosa che dovrebbe far riflettere, molto.
Per quanto riguarda il clericalismo, che come al solito appare essere per alcuni l’unico problema, mi sembra evidente la sana posizione menefreghista (anche perché il Vaticano non è “roba” veneta, com’è noto) in quanto non sono i dilemmi etici né la politica estera la mission del PNV.
La mia era una provocazione, però credo davvero che dividendosi sul momento il Veneto ci guadagni, ma alla lunga si diventa tutti più deboli. E la Cina ci si magna.
Oddio no, un altro partito che parla in dialetto…
ma per “la CrIxi” si intende la StefInia?
(comunque che stile la french manicure sul manifesto…)
notato?
Io credo che queste iniziative siano frutto di un fallimento dell’Unione Europea su un punto sostanziale: se ricordi, fino a metà degli anni ’90 si parlava di “Europa delle regioni”, ossia dell’unione di comunità territoriali più piccole (anche non necessariamente identificate all’interno dei singoli stati: per esempio si parlava della Carinzia austriaca, della Carinzia slovena e della Carnia come “regione europea”) all’interno di una compagine di libera circolazione e libero scambio. Questa impostazione avrebbe avuto il doppio vantaggio di snellire la burocrazia e i costi “degli apparati centrali e di superare i princìpi di “patria” e “nazione”, come tu giustamente sottolinei, che in Europa hanno creato solo disastri. Poi la ribalta delle destre europee ha capovolto questa impostazione, tornando all’”Europa delle Nazioni”, inasprendo tra l’altro le spinte autonomiste/indipendentiste di molte regioni calde.
Detto questo, sembrerebbe che il PNVeneto segua la prima linea, ma ci sono due cose che proprio non mi convincono. Innanzitutto, proprio perché contraddicono il principio di libera circolazione, le frontiere NON si possono considerare la soluzione, oltre che da un punto di vista ideologico anche più pratico (io lo so bene perché per metà sono ex Iugoslavo): le esportazioni del Veneto riuscirebbero a sopportare il rallentamento dovuto ai controlli di frontiera tra Veneto e Lombardia? Per non parlare dell’aumento delle pratiche burocratiche… Leggo anche nel sito che il Veneto indipendente non adotterebbe in via automatica l’euro ma avrebbe una propria moneta; qui mi torna utile l’esempio dell’ex Iugoslavia: il tallero sloveno e la kuna croata si sono salvate dal tracollo (e dalla recessione) solo perché legate prima al marco e poi all’euro, mentre in Serbia il dinaro “libero” è in caduta libera da anni (e la Serbia non aveva di certo un’economia debole).
Poi c’è un altro punto che mi preoccupa, non so se sono io paranoico: nel sito del partito non si auspica solo l’indipendenza del Veneto così come lo conosciamo, ma si parla di “Venetia”: temo che in maniera velata si alluda all’irredentismo della Venezia Giulia, dell’Istria e di Fiume. Sotto questo aspetto siamo decisamente fuori dal tempo, convieni?
Poi c’è un ultima osservazione sul piano storico: nel post dici che Venezia è aliena a Verona quanto Roma; be’ i leoni di San Marco in giro per la tua città dicono il contrario, cinque secoli di storia congiunta uniscono più della bionda con la french, cosa dici?
i tuoi dubbi sono molto legittimi e condivido che se la ue si fosse “descantata” forse le cose ora sarebbero migliori (come dicono i radicali, si è passati dalla patria europea all’europa delle patrie). per quanto riguarda il confine lombardo-veneto io sinceramente penso che la frontiera, in caso indipendenza veneta, sarebbe ancora più veloce che quella italo-austriaca.
la cosa di verona aliena era più una battuta campanilistica che altro
cmq questi del pnv mi sono piaciuti proprio perchè sono europeisti
Ragazzi/e, grazie dell’attenzione. Spero di non fare una..brutta fine!
Per un pensatore libertario è difficile, e forse paradossale, “concepire un nuovo stato”, eppure è l’unica soluzione, almeno ai miei occhi. Prima di poter privatizzare anche il chiaro di luna.
Un saluto a tutti!
Paolo Bernardini
Venetisti
Autonomisti – Indipendentisti – Padani -
Il mio cuore batte solo per l’UNITA’ MARCIANA, “UNICA” vera forza per trasformare un sogno in realtà.
San Marco
Buon giorno a tutti. Considerando la data di questo articolo io forse sono fuori tempo massimo, spero comunque di portare qualche informazione in più, dato che un manifesto e un documento di analisi non possono fornire delle informazioni sul vero pensiero e la composizione di un partito. Io vi parlo dal di dentro del pnv, essendone uno dei co-fondatori.
Il pnv concentra il suo essere sui principi che sono fissati sul suo statuto, che come vedrete è impregnato di garanzie sulla libertà disegnate attorno alla persona. Per questo stesso principio si sono paradossalmente avvicinate persone che libertarie non sono e addirittura taluni hanno idee socialiste.
Il punto però non è SE o no ci siano persone con queste idee ma QUALI idee saranno premiate. E’ chiaro che abbiamo un unico mezzo per condividere una posizione politica che non può essere individuale, ed è costutuito dalla votazione e dalla maggioranza che ne esce. E’ evidente che se i libertari fuggono non riescono a far pesare le loro idee, e abbandonano quelli che la pensano come loro alla minoranza.
Un partito libertario può in sostanza impedire l’entrata di persone con diverse idee?
Parlo ora del concetto nazionale. L’idea indipendentista Veneta portata avanti dal pnv si fonda proprio sul fatto che l’Europa è l’entità verso cui guardiamo, al punto che ci chiediamo a cosa serve lo Stato italiano? L’Europa che sognamo non è quella centralista di Bruxelles, ma quella di una confederazione dei Popoli europei, una specie di mega-svizzera.
I confini? Non penso che nessuno vorrebbe discutere di limitare l’area di libero scambio europea o impedire la libera circolazione delle persone. Specie per uno Stato che ha un basso profilo fiscale
Certo è che se esiste una ragione di essere per uno Stato questa è la difesa dei suoi cittadini. I confini facilitano questa missione. Un riferimento ad esempio è la Svizzera.
Infine vorrei dire una parola su chi si è lamentato di aver letto un ennesimo sito web scritto in “dialetto”.
Da un libertario non mi aspetterei mai una simile osservazione. Perchè si vorrebbe limitare la mia libertà di esprimermi con la mia lingua madre? Perchè voler imporre una lingua? La lingua è parte di una cultura ed essa dell’identità di una persona. Togliere questo significa spoliarla della sua dignità. Mi pare un atteggiamento razzista e velatamente fascista.
Ricordo Thomas Jefferson: “la giusta libertà è l’agire senza ostruzioni secondo la propria volontà, circoscritta dallo stesso diritto degli altri.”
Mi scuso per la lunghezza e ringrazio per l’ospitalità.
Fabio tu scrivi:
“… e se gli imprenditori veneti non potessero venire più al sud per fare le loro truffe con i contributi della cassa del mezzogiorno, aprendo ditte per farle fallire in un mese, assumendo gente per poi non pagare gli stipendi? Sei sicuro che il Veneto sarebbe più ricco? …”
Io conosco un signore veneto che ha aperto una ditta in Sicilia, ma che dopo un po’ di mesi ha preferito chiudere invece di iniziare a pagare il pizzo alla mafia.
Attento, stai facendo un po’ di confusione…. L’essere umano è lo stesso da Nord a Sud, ma bisogna ricorda che la mafia della Riviera del Brenta (anche se importata con i mafiosi in pena nel Veneto) è stata debellata in Veneto perché i veneti si sono ribellati, solo una piccola percentuale ha abbassato la testa….
Non mi sembra che sia capitato o che stia capitando lo stesso al Sud.
Cassa del Mezzogiorno… Il più gande sbaglio mai fatto: ognuno deve imparare ad essere indipendente e non mantenuto da altri.
Con il Veneto indipendente staremo tutti sicuramente meglio di come stiamo adesso:(i soldi a Catania o a Roma per i loro fallimenti non li daremmo di certo!)In quanto alle frontiere non vedo il problema:tutto resterebbe come e”,si puo”far parte benissimo dell”unione europea.Inoltre volevo dire che quella ragazza se a qualcuno non garba e”L”esempio della tipica ragazza veneta:Se ne preferite una con il burka in testa trasferitevi pure in Afganistan!