tratto da The Onion Movie
(film che abbiamo guardato stasera e che abbiamo gradito assai, ma noi siamo stupidini)
Yoshi likes what you don't like
tratto da The Onion Movie
(film che abbiamo guardato stasera e che abbiamo gradito assai, ma noi siamo stupidini)

Mi sto adoperando per tenerla tra noi blogger. Aiutatemi anche voi.
Se la mia maglietta vi è piaciuta, compratela da me (chè risparmiate voi e ci guadagno io).
A breve nuovi e mirabolanti prodotti.
(che belle le domeniche lazy)
E’ stato bellissimo e divertentissimo. Siamo andati via prestino perchè stavamo entrambi per voltar via.
Voi cliccate sull’immagine per vedere le tre foto che ho fatto.
| Da Gay Pride Bol… |
Stimolato da un post di Sgembo ed essendomi reso conto di non sapere praticamente nulla su Giannini e sul movimento qualunquista, ho approfittato di una nuova uscita editoriale e mi sono comprato Il qualunquista. Guglielmo Giannini e l’antipolitica di Carlo Maria Lomartire.
Un libro che ho letto in due serate, molto ben scritto e molto interessante. Il libro racconta la storia di Guglielmo Giannini e del suo movimento in modo molto semplice e chiaro. Non ci sono intenti agiografici, il tentativo è quello di rimettere un po’ le cose al proprio posto, ossia, spezzare l’equazione qualunquismo = fascismo e dimostrare come la connotazione estremamente negativa del termine "qualunquista" non abbia alcun senso. Il qualunquismo fu un movimento molto originale che, almeno all’inizio, si poneva come vera terza via tra i nostalgici della tirannia fascista e gli entusiasti della nuova normalizzazione asfittica del CNL. Giannini e i suoi qualunquisti erano, almeno all’inizio, dei veri individualisti che credevano nella libertà individuale. Purtroppo Giannini, per la sua indole un po’ troppo barocca, sbandò presto e i vari personaggi alquanto discutibili che entrarono nel partito non aiutarono.
Il libro spiega molto bene la figura di Giannini, che ai miei occhi sembra molto simile a Pannella. Entrambi guru semi-religiosi di un movimento, entrambi non questionabili, entrambi partiti da posizioni liberali, entrambi estremamente confusionari per quanto riguarda la linea politica, entrambi con il complesso della vittima, entrambi con una gestione partitica estremamente libera, entrambi privi di una coscienza autocritica (in verità, Pannella di più. Avete mai sentito dire a Pannella di aver sbagliato?) ed entrambi politicamente finiti nell’irrilevanza a causa di molteplici e consecutivi sbagli.
Comunque, per quanto mi riguarda, questo libro mi è servito molto; dato che come diceva giustamente Moretti: le parole sono importanti! La prossima volta che mi starà per scappare un "qualunquista" in una frase, mi tratterrò perchè non è quella la parola giusta.
Si rende noto che Yoshi ha interrotto la collaborazione con Giornalettismo per insanabili divergenze sulla linea editoriale riguardante il Medio Oriente.
Cioè, per dirla chiaramente, non è che aveva proprio voglia di scrivere per l’ennesima webzine terzomondista.
Io e FdC questo sabato molto probabilmente saremo al Gay Pride nazionale di Bologna; e spero di non prendermi un’insolazione.
Per quanto mi riguarda, è un modo per comunicare la mia vicinanza alle persone gay e alla loro lotta per la piena dignità. Ancora non riesco a capire come molti possano essere così miopi da non vedere come questa ampia minoranza di persone sia privata della piena proprietà di sè; ma ho già scritto un post a riguardo. Lo ripeto ancora e ancora: per me la questione gay oggi qui in Italia è LA "cartina di tornasole" che misura il grado di libertà in Italia.
Sabato quindi saremo nella capitale di quel sistema Emilia che non sopporto, ma fa lo stesso; il gioco vale la candela. La mia maglietta mi proteggerà dal socialismo radical-chic imperante. Sarò al Gay Pride non come persona "di sinistra" (perchè non lo sono), ma come persona che pensa che la libertà sia una gran bella cosa da conquistare e che vuole dare il suo microscopico contributo da esterno. Voglio infatti ricordare alle persone gay che la libertà non ve la concederà nessuno, la libertà ve la dovrete conquistare lottando in prima persona; e magari cercando di fare un po’ più massa (eccheccazzo, siete o non siete il 5-10% della popolazione?).
Siateci anche voi quindi, chè ci si beve insieme un po’ di lambrusco.
Capisci di essere "arrivato"* quando per mail il distributore italiano di una famosa etichetta indipendente americana ti manda un link per scaricare il nuovo album di un gruppo americano.
Perchè tutto ciò? Per una recensione che faccia girare il nome della band? O forse perchè sono bello? O si sono sbagliati? Frega un cazzo, va bene così. Mandate mandate tutti chè così non devo sbattermi per avere gli album.
* ovvio che l’arrivare sia un concetto estremamente relativo e che ci siano tantissimi arrivi grandi e piccoli che una persona si pone di raggiungere.