Tengono famiglia

Il mestiere della politica può essere proprio un lavoro vergognoso. Il politico deve giustificare se stesso e il proprio lavoro, quindi non farà mai niente che vada nella direzione di una diminuzione del suo potere ma anzi tenderà sempre più a proporre regole, istituti, controlli, commissioni, etc etc e tenderà a ripetere fino alla nausea che X non è capace di regolarsi da sè e che senza dubbio c’è bisogno, per il bene della collettività, che Y supervisioni e diriga il tutto; Y ovviamente è il politico. Clientelismo, sprechi, corruzione e inefficienze sono figli della voglia del politico di esserci. Una categoria che volontariamente si toglie potere o una categoria molto potente e influente che se ne sta zitta mentre le viene tolto il potere è cosa assai rara. L’hanseki hokan non è roba da tutti i giorni.

I politici che fanno politica come loro unico mestiere, oltre al giustificare loro stessi e la loro posizione, hanno anche il problema non secondario di non farsi scalzare dal potere e dalla rendita dai loro simili. Purtroppo per il politico ci sono ancora quelle cose periodiche che non cambiamo molto la situazione in generale ma che rischiano di creare drammi particolari per alcuni politici, cioè le elezioni. Il politico quindi deve arrabattarsi per non finire con il culo a terra, tiene famiglia anche lui, molto spesso tiene più famiglie. Ecco, arrabattarsi è il verbo che più mi viene in mente quando penso a Daniele Capezzone, ossia, la più grande sola che ho preso nella mia vita. E’ impressionante come Capezzone si stia rivelando un politico il cui unico scopo sia quello della sopravvivenza a tutti costi e con qualunque mezzo, anche quello di fare una figura barbina dietro l’altra portavociando il leader e il partito che fino all’altroieri sbertucciava allegramente. Impressionante, è un caso esemplare dell’istinto di conservazione al parassitismo del politico.

Questo post vi sembra dettato da un certo fastidio verso i politici puri e condito con un po’ di antipolitica? Avete ragione, avete proprio ragione.