Giacinto Giannini

Stimolato da un post di Sgembo ed essendomi reso conto di non sapere praticamente nulla su Giannini e sul movimento qualunquista, ho approfittato di una nuova uscita editoriale e mi sono comprato Il qualunquista. Guglielmo Giannini e l’antipolitica di Carlo Maria Lomartire.

Un libro che ho letto in due serate, molto ben scritto e molto interessante. Il libro racconta la storia di Guglielmo Giannini e del suo movimento in modo molto semplice e chiaro. Non ci sono intenti agiografici, il tentativo  è quello di rimettere un po’ le cose al proprio posto, ossia, spezzare l’equazione qualunquismo = fascismo e dimostrare come la connotazione estremamente negativa del termine "qualunquista" non abbia alcun senso. Il qualunquismo fu un movimento molto originale che, almeno all’inizio, si poneva come vera terza via tra i nostalgici della tirannia fascista e gli entusiasti della nuova normalizzazione asfittica del CNL. Giannini e i suoi qualunquisti erano, almeno all’inizio, dei veri individualisti che credevano nella libertà individuale. Purtroppo Giannini, per la sua indole un po’ troppo barocca, sbandò presto e i vari personaggi alquanto discutibili che entrarono nel partito non aiutarono.

Il libro spiega molto bene la figura di Giannini, che ai miei occhi sembra molto simile a Pannella. Entrambi guru semi-religiosi di un movimento, entrambi non questionabili, entrambi partiti da posizioni liberali, entrambi estremamente confusionari per quanto riguarda la linea politica, entrambi con il complesso della vittima, entrambi con una gestione partitica estremamente libera, entrambi privi di una coscienza autocritica (in verità, Pannella di più. Avete mai sentito dire a Pannella di aver sbagliato?) ed entrambi politicamente finiti nell’irrilevanza a causa di molteplici e consecutivi sbagli.

Comunque, per quanto mi riguarda, questo libro mi è servito molto; dato che come diceva giustamente Moretti: le parole sono importanti! La prossima volta che mi starà per scappare un "qualunquista" in una frase, mi tratterrò perchè non è quella la parola giusta.