Archive: June, 2008

Nè talian nè padan

Mi no credo mia masa nelo ius sanguinis, anzi, par dirla tuta, lo ius sanguinis no me piaxe par gnente, me par na gran cagada: ci sito ti par dirme che el me sangue non l’è mia bon come el tuo? Ci son mi par dirte che ti non te si mia veneto come mi? Anca se te si un marochin e te abiti qui da diexe ani, se te lo vol, parchè non te ghè da eser veneto come mi? La solusion ideal par mi sarìa chela de uno ius soli aiutà da na difusa cultura de inclusiòn. Vojo dir, no gavemo mia da averghe paura de perdar "le nostre raixe". Se ‘ste benedete raixe le xe forti e ga motivo de eserghe, alora staxì ben sicuri che no le smarsirà mia. Me spiego mejo: la lengua (mi no la ciamo mia lengoa), la tradision, la cultura, etc etc, le xe tute robe che nase, vive, cambia e ala fine le more; non le xe robe ferme, le xe vive e le ga da servir a qualcosa. Cioè, no le xe mia un fine ma un mezo. Anca lore le ga da sotostar ale regole del marcà: no se pol adoperar par forza un disco de vinil se de fianco te ghè un cd o un iPod. Se le xe ancora utili, le va ben; altrimenti nisuni me pol costrinxar a parlar in veneto, par esempio. Me son spiegà? Eco parchè no se dovemo mio sarar a riccio: na cultura che la sara fora tuti i foresti, la more; el xe matematico.

Fato ‘sto discorso, rivo al punto: la costrusion nasional la xe na roba tuta culturale. Son sempre piasè convinto che la "natura" no la esista mia: tuto xe "cultura". Mi son individualista e a dirla s-ceta, no me ne frega un caso de voialtri. Talian no me son mai sentìo e padan non so cosa vol dir. Mi son nato in Veneto, vivo in Veneto e atorno a mi la xente la me parla en veneto (e mi ghe respondo en talian). Xe logico che se i me domanda se me sento piasè talian o piasè veneto, mi respondo la seconda. Poi, come gaventi spiegà, fati do conti in tasca, me sa che me convien sperar ne la independensa veneta. Eco, non stasì mia a pensar male de mi, ma dovì capir che mi son indiferente alo "spirito patriottico" de l’Italia (o de la "Padania"), parchè semplicemente "Italia" la xe na costrusion culturale e politica che no la me interesa. Libari voialtri de cantar l’amor par lo Stival, ma a mi, ve lo ripeto, no la me interesa. Se me metì davanti du posibilità, un Veneto indipendente ricco o un’Italia unita povera, mi, che son egoista e me vanto de eserlo, indovinè un poco cosa me piaxerìa de più? Strinzendo el ragionamento, tra la costrusion culturale e politica de "Italia" e la costrusion culturale e politica de "Veneto independente" (o Venetia), a mi me convien piasè la seconda, ‘sa dixìo voialtri?

E scuseme par el me veneto zoto.

Che?

La nebbia del tempo e la forza dell’anti-anti-comunismo hanno oscurato il vero Che. Chi era costui? Era un rivoluzionario argntino che prestò servizio come tagliagole principale di Castro. Era particolarmente infame perchè dirigeva le esecuzioni sommarie a "La Cabãna", la fortezza che fungeva da mattatoio. Gli piaceva amministrare il colpo di grazia, il proiettile nella nuca. E amava far sfilare la gente sotto "El Paredón", il muro rosso di sangue contro il quale furono uccisi tanti innocenti. Inoltre, istituì il sistema di campi di lavoro dove innumerevoli cittadini – dissidenti, artisti, omosessuali – soffrivano e morivano. Stiamo parlando del gulag cubano. Uno scrittore cubano-americano, Humberto Fontova, descrisse Guevara come "una combinazione fra Beria e Himmler". Antony Daniels, in vena di spiritosaggini, disse: "La differenza tra Guevara e Pol Pot era che il primo non aveva studiato a Parigi!".

Jay Nordlinger riportato da Leonardo Facco nel suo C’era una volta il Che. Ernesto Guevara, tutta un’altra storia. Un libro che consiglio di leggere. Anche perchè persiste nell’opinione pubblica questa follia totale di considerare un mito un personaggio sadico e con un mitra al posto del cervello.

Viene da pensare che la fregatura di Stalin sia stata quella di non aver avuto un bravo fotografo.

Consigli non richiesti

Essendo io in posizione neutra rispetto al PD e al PdL e volendo allo stesso tempo che in Italia ci siano almeno due grandi partiti contenitori per poi fare quello che vota i partiti più assurdi per distinguersi e per non sporcarsi le mani, mi interessa che questi due mezzi-aborti (sono ottimista) non vadano subito a finire in discarica. Ossio, vi spiego io cosa dovreste fare.

Iniziamo con il cosiddetto "Partito Democratico", che è quello messo peggio. Il PD dovrebbe per prima cosa togliere finalmente la figura anacronistica del Segretario, roba da partito bolscevico. Nominare un Presidente che sia una figura di riferimento (un po’ un grande vechio rassicurante e saggio) e una Direzione Centrale per dare unità al tutto e lasciare poi al federalismo partitico dispiegare le sue forze migliori. Lasciare che le varie correnti e fondazion si facciano guerre culturali all’ultimo sangue per essere maggioranza all’interno del partito e non temere di avere al proprio interno, per esempio anticlericali e baciapile.  All’approssimarsi delle elezioni politiche, primarie vere e federali tra gli iscritti (l’iscrizione dovrebbe essere una cosa leggerissima, dato che purtroppo in Italia non ci si iscrive alle liste elettorali come negli Usa) per eleggere i candidati al Parlamento e il Candidato Premier.

Per quanto riguarda il cosiddetto "Popolo delle Libertà", vorrei dare gli stessi suggerimenti che ho dato al PD…ma mi rendo conto che qui il discorso è più complicato, cioè, più semplice. Il PdL è proprietà quasi esclusiva di Berlusconi. Senza Berlusconi il PdL non esiste. Se oggi come oggi il PD è quello messo peggio, domani con l’uscita dalla scena politica di Berlusconi (ma uscirà mai?) secondo me il PdL avrà forti possibilità di svanire. Quindi, caro Silvio, cosa ne dici di fare finalmente l’americano e strutturare il tuo partito come i Repubblicani?

Mmmhh quant’è grande il tuo cactsus

E’ scoppiata all’improvviso una pollicite verde irrefrenabile. Oggi abbiamo speso una fortuna tra piante e annessi.

Comunque, non è un amore la mia nuova mammillaria (specie magnifica)?

 

E non è un amore anche la mia contadinella?

Tinghi Tinghi, pacatemente e serenamente

 

dedicato a Onan

Spronato da un sms di Dietnam che, pacatamente e serenamente, mi informava che:

DIO CAN!! il disco dei ting tings apre i culi

mi sono finalmente deciso a procurarmi il disco in questione, dal significativo titolo de We Started Nothing.

I Ting Tings non avranno iniziato niente di nuovo, ma devo ammettere che il disco è più che gradevole. E’ uno di quei dischi che, pacatamente e serenamente, ti ritroverai a riascoltare per molto tempo; e neanche tu saprai bene il perchè. Forse perchè il loro primo singolo, Great Dj, è stata ed è tuttora una smash hit potentissima; forse perchè è uno di quei dischi che filano dritti che è una meraviglia; forse perchè è così dannatamente estivo; forse perchè loro sono così dannatamente inglesi.

Sta di fatto che i tinghi tinghi (così li ho amichevolmente rinominati, che simpatico) stanno, pacatamente e serenamente, monopolizzando insieme ai Fake P i miei due iPod, lo stereo di casa e quello dell’auto.

Niente di clamoroso ma, pacatamente e serenamente, semplicemente gustosi.

Silvio non perdona

Non si ferma la guerra del Premier contro i giudici, «che vogliono sovvertire l’esito del voto e della democrazia». Silvio Berlusconi spara ad alzo zero e se la prende con chi «si infiltra nella magistratura per sottrarre il loro potere a fini politici e che il resto della magistratura non riesce a mettere nell’angolo».

P.S. ribadisco che non riesco a frenare un moto di simpatia verso Fabrizio Corona

Devi obbedire al Sindacato

Dal 30 giugno al 4 luglio molto probabilmente ci sarò uno sciopero degli autotrasportatori, i camionari cioè.

Ad un piccolo autotrasportatore che si lamentava del fatto che ci sia ‘sto sciopero, io, ingenuo appena sceso dall’albero del pero, ho chiesto: "ma scusa eh, se non ti interessa, non farlo!".

Quello mi ha guardato come se venissi dalla Luna e mi ha gentilmente spiegato che fare il crumiro camionista  è qualcosa di così pericoloso per il proprio mezzo e per la propria persona che non prende minimamente in considerazione il fatto di lavorare lo stesso.

"I te speta fora da l’autostrada, i te taja le gome e i te riempe de pugni. Non sto mia scherzando, i jè pericolosi! I te rabalta el camion! El xe xà suceso. Non te pol parlar con lori, te ghè da obedir al sindacato, anca se non te ne frega gnente se ‘sto scioparo. Te si solo un buratin in te le loro man".

Da una parte abbiamo una rivendicazione sindacale legittima e che usa legittimamente l’arma dello sciopero, dall’altra abbiamo un lavoratore che vuole lavorare ma che è nei fatti impossibilitato, da chi ha promosso quella rivendicazione sindacale, per il terrore delle conseguenze. Esempio di quando l’individuo viene annichilito per un fantomatico "bene superiore".

Se a voi sembra una cosa accettabile…

La musica giusta

Ieri mi è arrivato il pacchetto che tanto aspettavo dalla 42Record. Il contenuti del pacchetto in questione era il seguente: nuovo album omonimo dei Fake P, Last EP sempre dei Fake P, vinile (yeah!) con le due canzoni Last e Micro dei…indovinate un po’…Fake P, adesivo della 42Record.

Scriviamo allora di questo primo long play dei Fake P. La recensione potrebbe essere molto corta, potrei cavarmela con un fantastico!! e morta lì. Invece voglio spiegarvi bene perchè considero questo album come il mio album dell’anno.

Da quello che mi sembra di aver capito, nei Fake P c’è una costante tensione tra l’elettronica e gli "strumenti veri". Forse è solo una mia idea strampalata, ma mi sembra che la bellezza di questo gruppo sia la versatilità, e chi li ha visti dal vivo sa a cosa mi riferisco. Nei Fake P abbiamo un po’ di Morr Music, un po’ di unz unz, un po’ di Beatles; tutto bello mescolato. Il risultato è pop. Quel pop che non è leggero e che non ti stanca perchè mai banale. Ascoltando solo una canzone dei Fake P ci si potrebbe fare un’idea sbagliata. Ci si ascolta solo Last, per esempio, e si può anche pensare che il gruppo venga da Nashville. Insomma, i Fake P fanno quel pop elettronico ma non solo che adoro e che, a mio avviso, è attualmente forse l’unico genere musicale che non sappia di vecchio.

Ascoltando i Fake P, dunque, si entra in un mondo pop dorato con ritornelli che ti si stampano in testa e basi accattivanti. I Fake P sono quel gusto dolce un po’ salato che si accompagna con tutto e che una volta spento lo stereo, già rimpiangi. I Fake P sono il gruppo che stavi aspettando, te lo dico io.

Infine, adoro i Fake P ed il loro album per un altro motivo, diciamo campanilistico. Come sicuramente saprete, Legnago è stata la città natale di molti personaggi storici e culturali di grande importanza, come il noto compositore  e assassino di Mozart (purtroppo non è vero, è solo una diceria) Salieri e il noto blogger di fama internazionale Yoshi. Legnago è la città che ha dato i natali anche ai Fake P. A dispetto di certe razziste, con la puzzetta sotto il naso che votano PD,  le quali pensano che la provincia sia popolata da barbari incolti e che fanno tanto le snob manco abitassero in Piazza Erbe*, la Bassa si conferma dunque terra feconda e generosa di giovani geni.

Non solo zanzare, nebbia e bastieme insomma.

*polemica personale. tu sai che parlo con te. stai attenta chè siamo due contro una :)

 

I’m your bitch

Papà Malvino si è ritirato a scrittura privata. Una cosa che io non concepisco. Che senso ha scrivere qualcosa se nessuno te la leggerà?

E’ come fare un filmato porno amatoriale. Se non lo metti in Rete, ma perchè l’hai fatto?

Zcandalo!

Non conosco la norma nello specifico e  sinceramente non so se bloccare i processi "minori" sia un bene o no (probabilmente i pro e i contro sono lì lì), però non condivido per niente il fatto che se viene approvata una legge che favorisce anche il Presidente del Consiglio, allora è per forza una legge scandalo. Fossi in Berlusconi, ogni volta che vien fuori questa storia, direi chiaramente (forse l’ha già detto, non so): "sì, questa legge mi torna utile personalmente, ma torna utile anche a milioni di italiani ed è una legge necessaria e giusta".

Non mi interessa entrare nella psiche del Presidente per sapere se di volta in volta ha voluto la legge X solo ed esclusivamente per il suo fine e secondariamente per quello degli altri italiani. Quello che mi interessa è lo specifico della legge X. E se la legge X è una legge buona, allora il fatto che sia interessata mi interessa relativamente (e scusate il gioco di parole). Saranno gli elettori a decidere se Berlusconi e la sua maggioranza hanno agito da furbetti o da persone serie.

Per esempio, per restare in tema con il post linkato qua sotto, se Berlusconi fosse omosessuale e facesse approvare una legge che istituisse i matrimoni gay mosso unicamente dal fine di sposarsi con il suo amato il giorno dopo l’approvazione della legge, i fautori del matrimonio gay avrebbero qualcosa da ridere?