Archive: June, 2008

Ripassino matrimoniale su Giornalettismo

P.S. nel finale non mi sono più tenuto

Not in my name (2)

FdC mi ripete spesso che noi veneti siamo i terroni del nord. In effetti fino agli anni ’70 qui era tutta una zona depressa ed in passato l’emigrazione da queste zone è stata massiccia tanto quanto (e forse  più)  quella dal Meridione. Anzi, i veneti sono stati i primi in Italia ad emigrare. Adesso per fortuna le cose vanno molto meglio e la miseria nera non esiste più.

E allora diciamoglielo a questi morti di fame di politici veneti che non vogliamo più essere i terroni del nord. Diciamolo in primo luogo ai Mastella del nord, cioè i leghisti, cioè coloro i quali sono i più bravi in assoluto a piazzare clientele ovunque e che cianciando di Roma ladrona mangiano allegramente grazie allo Stato Italiano da tanto tempo, da troppo tempo. Quando una notizia come questa mi ricorda che esiste ‘sta masnada di parassiti locali, mi vengono in mente solo due parole: a casa!

Un esempio per tutti noi non-laureati

A lot of people like to fool you and say that you’re not smart if you never went to college, but common sense rules over everything. That’s what I learned from selling crack

Snoop su Esquire

La valigia ideale è quella che devo ancora preparare

La canzone del weekend è Da piccolissimi pezzi dei Numero 6 feat. alla voce Bonnie Prince Billy (che canta in italiano!)

P.S. L’EP Quando arriva la gente si sente meglio scaricabile gratuitamente qui

E venne la noia

Penso che il budget per E venne il giorno non abbia superato i 50$.

Non so cosa sia peggio: i dialoghi imbarazzanti, la trama scontata dopo i primi tre minuti o l’imponente nonsense del tutto.

Per adesso, il film più brutto che ho visto nel 2008.

Sul proprio corpo, l’individuo è sovrano

The atheist corner

Not in my name

Ho sentito che vogliono portare gli stipendi degli insegnanti a livelli europei.

Ecco, spero proprio che questo non accada.

Per carità, niente di personale contro i nostri insegnanti…solo che prima mi piacerebbe che venisse effettuato un bel licenziamento di massa.

No perchè forse voi non lo sapete, ma licenziare un insegnante inutile/incapace/pedofilo/assenteista è facile tanto quanto vincere tre volte di fila la lotteria.

Quindi, facciamo prima una bella scrematura e poi sono d’accordissimo nell’aumentare gli stipendi.

Per carità, niente di personale contro i  nostri insegnanti…il fatto è che su dieci, ne salvo tre.

P.S. un motivo ulteriore per il quale, se mai avrò un figlio, tenterò di non mandarlo mai in una scuola pubblica (e dato che quelle religiose sono altrettanto escluse, il cerchio è strettino) è il seguente pezzo tratto dal solito blog de sinistra:
“Tu dai voti migliori agli stranieri”.
Li incoraggio. Ne hanno bisogno.
“Anche mio figlio ne ha bisogno”.
Tuo figlio ha bisogno di ceffoni.

Tengono famiglia

Il mestiere della politica può essere proprio un lavoro vergognoso. Il politico deve giustificare se stesso e il proprio lavoro, quindi non farà mai niente che vada nella direzione di una diminuzione del suo potere ma anzi tenderà sempre più a proporre regole, istituti, controlli, commissioni, etc etc e tenderà a ripetere fino alla nausea che X non è capace di regolarsi da sè e che senza dubbio c’è bisogno, per il bene della collettività, che Y supervisioni e diriga il tutto; Y ovviamente è il politico. Clientelismo, sprechi, corruzione e inefficienze sono figli della voglia del politico di esserci. Una categoria che volontariamente si toglie potere o una categoria molto potente e influente che se ne sta zitta mentre le viene tolto il potere è cosa assai rara. L’hanseki hokan non è roba da tutti i giorni.

I politici che fanno politica come loro unico mestiere, oltre al giustificare loro stessi e la loro posizione, hanno anche il problema non secondario di non farsi scalzare dal potere e dalla rendita dai loro simili. Purtroppo per il politico ci sono ancora quelle cose periodiche che non cambiamo molto la situazione in generale ma che rischiano di creare drammi particolari per alcuni politici, cioè le elezioni. Il politico quindi deve arrabattarsi per non finire con il culo a terra, tiene famiglia anche lui, molto spesso tiene più famiglie. Ecco, arrabattarsi è il verbo che più mi viene in mente quando penso a Daniele Capezzone, ossia, la più grande sola che ho preso nella mia vita. E’ impressionante come Capezzone si stia rivelando un politico il cui unico scopo sia quello della sopravvivenza a tutti costi e con qualunque mezzo, anche quello di fare una figura barbina dietro l’altra portavociando il leader e il partito che fino all’altroieri sbertucciava allegramente. Impressionante, è un caso esemplare dell’istinto di conservazione al parassitismo del politico.

Questo post vi sembra dettato da un certo fastidio verso i politici puri e condito con un po’ di antipolitica? Avete ragione, avete proprio ragione.

Già mi sto antipatico

Tragedia.

Mi sa che devo proprio impararmelo ‘sto cazzo di francese.