Vince ma non convince

In qualità di beckologo, è richiesto il mio parere su Modern Guilt, il nuovo album del nostro Beck.

Ebbene, vado subito al sodo. Sperando di non avere tra le mani un fake (esce oggi in Europa ma io lo sto ascoltando già da un po’, dopo il Pomagate nulla è più lo stesso), devo dire che questo album è bello.

Sì, è bello per vari motivi che elencherò brevemente: ha ritmo, ha sex appeal, ha le canzoni giuste, ha gli ospiti giusti, ha il produttore giusto. Ha dieci canzoni e dura poco più di mezzora. A molti questa brevità non piacerà, a me invece, che non ho tutto il vostro bontempo, fa piacere essere sicuro di iniziare e finire un album; e poi suvvia, mica stiamo guardando un dramma !

Tutto bene allora? Non proprio.

Questo è sì un album bello, ma io sono una persona esigente che si aspetta tanto da chi può dare tanto. Da Beck mi aspetterei ogni volta delle genialate furibonde, che qui purtroppo non trovo. Va bene che il nostro alla fin fine non deve essere ‘sto gran genio (infatti è uno scientologysta), però dai, non è ancora cotto: poteva mettersi giù e fare qualcosa di più sbalorditivo.

Sì, sono un beckologo esigente.