Fino

In Italia nessuno del giro dei giovani che ascoltano e disquisiscono di musica giovane sembra cagarsi minimamente i Subtle. Poco male, c’è sempre Yoshi che tiene alto lo stendardo del sottil gruppo. Sarà per il fatto che il cantante faceva parte di quel gruppo che fu fondamentale per, oserei dire, la mia vita, cioè i cLOUDDEAD, ma proprio non riesco a lasciar passare inosservati i loro lavori, eccheccazzo.

ExitingARM è appunto il terzo album e secondo me è il più bello. Sembra che dopo tre lavori abbiano decisamente affinato la tecnica e si siano lasciati indietro certi tecnicismi ridondanti che ogni tanto rischiavano di appesantire un po’ troppo il tutto.

Che tipo di album è questo? E’ pop? Sì, è anche pop, in un certo senso. Qualche canzone potrebbe essere benissimo trasmessa in radio senza destare indignazione. E’ rock? Sì, è anche rock. Certe canzoni prese da sole non possono che essere classificate come rock. E’ hip hop? Possiamo dire di sì, se per hip hop comprendiamo anche quella grande area che si può sintetizzare come Anticon. Un hip hop misto a musica elettronica in generale e con una propensione per la ricerca. Roba fatta da bianchi usando l’immenso patrimonio della musica dei neri. Insomma, la storia di tutta la musica moderna.

In Italia nessuno sembra cagarsi i Subtle. Forse un motivo è la classica diffidenza dei giovani che ascoltano e disquisiscono di musica giovane verso l’hip hop e la black music in generale. Diffidenza così forte che prende anche gruppi che con ‘hip hop hanno a che fare solo in senso lato. Certo, ci sono gli Amari in Italia. Chi scrive aveva visto negli Amari degli esordi la risposta italiana ai cLOUDDEAD; purtroppo hanno preferito spingere sul lato leggero della faccenda tralasciando sempre più la loro parte hip hop; così facendo si sono fati amare dai giovani di cui sopra.