- Yoshi: Senti…io avrei una domanda da farti…
- FdC: Dimmi.
- Yoshi: Ecco, ho un dubbio…ma un po’ mi vergogno a chiedertelo…
- FdC: Ma dai! Ormai non mi stupisco più di niente…
- Yoshi: Ok, allora, senti, ma in italiano al posto di, per esempio, "lui sta mangiando" non si può dire "lui è dietro mangiare" vero?
- FdC: …
- Yoshi: No eh? Ah ecco, lo sapevo che era una costruzione veneta ("lu l’è drio magnar")…ma…ci stava così bene anche in italiano…
- FdC: …
- Yoshi: E poi è da quando sono nato che sento gente intorno a me italianizzare il veneto…insomma…qualche qui pro quo può capitare eh!
- FdC: …






20 Responses to “Anche se la tua prima lingua è l’italiano, qualche dubbio rimane sempre…”
il problema è l’italiano. dovremmo, anzi dovrebbero tutti parlare in veneto
hehe. anche in romagnolo si dice “è dietro a mangiare” (l’è drì magnè) per dire che sta mangiando. e anche io mi tolgo i miei dubbi dialetto-italiano chiedendo a fmike
dialetto veneto-italiano (realmente ascoltati, anche da gente qualificata)?
“sei buono a”
“fai ora a”
“oggi otto”
e altri che non ricordo, ma “oggi otto” secondo me è qualsi imbattibile.
ma cosa vuol dire “oggi otto”??
@eu tra una settimana
il fatto è che io di default parlo in italiano, ma il mio subconscio no
pure i miei dicono “da oggi e otto” per intendere tra una settimana. a quanto pare il dialetto romagnolo e quello veneto hanno dei modi di dire molto simili.
mio padre era solito lanciarmi questo perentorio appello
ma va in mona…
Si dice anche in Trentino…
Si dice anche in dialetto francese: je suis en train de manger.
-Da dire il primo di marzo: Oncò oto xè la festa dea dona.
-Comunque la peggiore è la costruzione “ho da” nel senso di dovere, mi viene sempre spontanea.
come scusa? vuoi dirmi che “ho da” non è italiano?:)
Mi ha sempre incuriosito il fatto che la costruzione “go da” in veneto è molto simile a “to have (got) to” in inglese.
“Ho da” lo uso anche io. “Ho da fare” mi sembra espressione diffusa in tutta Italia…
anche in brianzolo si usa la stessa costruzione: “l’è adrè (a) mangià”. a questo punto mi chiedo perchè non si possa traslare in italiano, visto che è presente in molti dialetti…
Qualche qui quo qua…. Direi meglio…
@FdC. Qui bisogna distenguere: l’espressione “ho (qualcosa) da fare” è italiano standard, perché la preposizione “da” indica l’oggetto e il fine dell’azione. E’ la stessa costruzione che si usa per frasi come “ho sette libri da leggere questa estate” solo che in quel caso l’oggetto è sottointeso.
Se, invece, proviamo a tradurre letteralmente la frase “mi go da ‘ndar casa deso parché xe masa tardi” (non so se i termini sono corretti ma quello che mi interessa ora è la struttura) con “ho da andare a casa adesso perché è troppo tardi” abbiamo una frase non accettabile in italiano, perché “gaver da” è una perifrasi modale inesistente in italiano che supplisce al verbo “dovere”. Spero di essere stato chiaro!
in toscana si dice eccome, il mese scorso il babbo era dietro a rifare il bagno!!!!!!!
allora diciamolo che l’italiano ufficiale ci ha tolto una costruzione linguistica che va da aosta a pantelleria!!
ohi, ma in veneto esiste l’uso del “far su” e “far giù” intesi il primo generalmente come l’italiano preparare ed il secondo più versatile e complesso passa dal percorrere al realizzare tipo “l’a facc zò ol mür del bianc” => ha dipinto il muro di bianco piuttosto che “l’a facc zò ol sentér de corsa” => ha disceso il sentiero di corsa
“L’è ‘dre a mangià”
ovunque si dice credo
“allora diciamolo che l’italiano ufficiale ci ha tolto una costruzione linguistica che va da aosta a pantelleria!!”
Sono le lingue regionali (non tutte) che si sono rese colpevoli di gerundicidio, ma l’affermazione dell’italiano l’ha resuscitato.