Quando vieni bocciato tutti ti dicono che tra venti anni neanche te lo ricorderai, che paragonata ad altri drammi la bocciatura è una cazzata, che via cosa sarà mai?
A me l’hanno detto e probabilmente è anche vero. Però, sapete, l’uomo vive giorno per giorno e conosce i propri dolori rapportati a quell’istante. L’amarezza, la vergogna, la tristezza, la paura sono sentimenti che una persona può provare anche per fatti ritenuti secondari nella stessa misura in cui li prova una persona colpita da grandi tragedie.
Quando un ragazzo si suicida perchè bocciato e lasciato dalla ragazza, per favore non dite cose del genere "ma dai! solo per una bocciatura!" perchè non è vero. Per alcuni la vita può non andare avanti e possono non avere la spinta di arrivare a quaranta anni e riderci su pensando a quella bocciatura e a quella ragazza. E’ molto triste che un ragazzo così giovane si tolga la vita. Si dovrebbe riuscire a capire quando la depressione prende il sopravvento sul resto e aiutare queste giovani anime in pena non liquidando il tutto come incidente di percorso, ma a volte non è così semplice, per niente.






2 Responses to “La vita può non andare avanti”
E’ legato molto secondo me alla sensibilità della persona: quando capitò al sottoscritto all’età di 15 anni per qualche giorno tutto diventò veramente brutto. Però in quei giorni furono decisivi ricordo i miei genitori. L’impegno che vidi da parte loro nel volermi rimettere in carreggiata fu così grande da motivarmi al punto da mettere in secondo piano l’amarezza per la bocciatura (che sapeva tanto di sconfitta morale in quei giorni – se penso che ho ridato psicologia sociale all’università 4 (QUATTRO) volte mi viene da ridere ora..) ed il senso di solitudine che già avvertivo pensando ai mesi successivi alle vacanze, quando mi sarei ritrovato in classe con volti nuovi.
Credo pure io che ridurre la cosa a “incidente di percorso” sia pericolosissimo e, ribadisco, sono convinto che l’apporto della famiglia sia fondamentale.
quoto tutto, e anche di più.