Il DDR Museum di Berlino è senza dubbio un posto “da turisti”. Tuttavia svolge egregiamente il suo compito, ossia, quello di mostrare, anche con molta leggerezza, cosa volesse veramente dire vivere in un Paese comunista: annulamento dell’individuo, menzogne, privazione totale della minima libertà, miserie, etc etc
Al DDR Museum ho comprato un simpatico mazzo di carte che contiene 162 domande e relative risposte che aiutano a capire bene la realtà e la vita quotidiana della Repubblica Democratica Tedesca. Ogni settimana a partire da oggi tradurrò una domanda a risposta multipla con la relativa risposta esatta nei commenti, cosicchè anche voi possiate dire insieme a me: socialism is not so cool!

Cosa Ulbricht definì “cultura scimmiesca dell’imperialismo occidentale“?
- I sandali
- Il caffè
- Il jazz
- Le banane






9 Responses to “Life in DDR (001)”
Risposta:
3) I leader di partito pensavano che le musiche di provenienza americana come il jazz, il rock’n'roll o lo swing avessero una cattiva influenza sulla cultura della DDR.
la risposta la puoi inserirla il giorno seguente, così i lettori del tuo blog avrebbero il modo di rispondere e commentare.:)
la risposta è semplice.
consiglio anche un film:il pappagallo rosso di Dominik Graf
buona idea, la prossima volta farò così
Ma se non posso andare al DDR Museum però mi guardo Goodbye Lenin vale lo stesso ?
Quiz interessante comunque. Io avrei risposto i sandali, così, a caso.
uhm…sì dai. però potresti leggerti anche un bellissimo libro
http://tinyurl.com/6g625j
il film da me citato è inerente alla domanda. mi sono scritto il titolo del libro, grazie yoshi.
Sembra un buon consiglio, vedrò di tenerlo a mente.
Però vado più forte con i film, me n’è venuto in mente un’altro ossia Le vite degli altri, forse pure meglio di Goodbye Lenin in questo senso.
Ammetto che per una 10ina di secondi ho pensato che il DDR museum fosse un posto dedicato a dance dance revolution (e, visto l’autore del blog, poteva starci
)