Ora che ci penso, trovo molti punti di contatto tra la Lega Nord e i Radicali. A parte il Leader Carismastico da una parte e il Guru dall’altra (anche se la Lega penso che ormai potrebbe vivere senza Bossi, i Radicali senza Pannella no), entrambi i movimenti incarnano nel centrodestra e nel centrosinistra le due forze della differenziazione omologata.
Ossia, entrambi i soggetti politici nel corso degli anni si sono resi conto che le loro istanze primarie, per incapacità loro o per impossibilità oggettiva, non erano raggiungibili e quindi si sono comodamente seduti sulla poltroncina. Il vero federalismo o la secessione della "Padania" non interessa più ai leghisti (sono curiosissimo di vedere l’aborto che uscirà fuori tra poco). Di volta in volta fanno i crociati vandeani o fanno le ronde con i maiali a guinzaglio o chiamano l’esercito (italiano!) per difenderli; devono fare i cattivi per distrarre il loro elettorato che non ha ancora capito che sta votando i Mastella Nord. I Radicali hanno il loro Caso Italia (ossia la sostanziale non-democraticità e illiberalità dello stato italiano) ben presente ma hanno capito da tempo che fare i don chisciotte non porta la pagnotta. Quindi vanno avanti a campagne tematiche (la maggior parte delle quali, a mio avviso, molto lodevoli) che però mi danno tutte quella sensazione di non arrivare mai alla fine (o non iniziare mai veramente, tipo il pomposo "Grande Satyagraha Mondiale Per La Pace" che sta iniziando da due anni ormai) dato che il Guru si sveglia la mattina con una nuova priorità.
Così entrambi i movimenti fanno la pantomima della opposizione all’interno del loro rispettivo schieramento tanto per far vedere che loro sono comunque diversi, migliori, puri. Entrambi si guarderanno bene dal provocare una vera rottura dato che si sono abituati alla poltroncina di cui sopra ed entrambi cercheranno sempre e comunque di farsi ritrarre come altro rispetto ai due partiti principali del loro schieramento. Ossia, loro fanno i fighetti alternativi e ribelli chè tanto il papi sgancia sempre la mancia.




14 Responses to “Lega Pannella”
Beh una differenza c’è ed è sostanziale. La Lega ha superato la soglia del 10% mentre i Radicali sono sostanzialmente estinti.
sì, questo è vero.
i radicali però sopperiscono molto bene al loro zero virgola con un marketing sopraffino
“Marketing sopraffino”
cioè vendono fumo!?
Mi sono reso conto solo ora che il commento di sopra potrebbe portare a doppi sensi ed equivoci. Non intendevo “fumo” come marijuana…
sììììì certo certo…
intendo dire che come “si vendono”, cioè come si presentano, loro non ce n’è:)
tipo aver fatto credere a veltroni di essere indispensabili alle scorse elezioni
Appunto tanto fumo…e niente arrosto.
p.s.
mi cheido se al prossimo giro di boa (le elezioni fra 5 anni) continueranno ad inventarsi alleanze improbabili.
direi piuttosto che i radicali sono sopravvissuti fin’ora NONOSTANTE il loro pessimo marketing politico. infatti, credo che una forza politica che cambia nome e simbolo ad ogni elezione da trent’anni, di marketing non capisce una mazza.
Dimenticavo Yoshi, non ti sembra di esagerare nel dire che i radicali si sono “abituati” alla poltroncina? No, dico, ti sei scordato che per aver rotto con il berlusca sono stati fuori dal parlamento dieci anni, prima di decidere di scegliere l’altra parte?
1) Veramente il problema della leadership attaccata alla poltrona ce l’hanno anche altri, tipo i verdi e i comunisti (vorrei dire l’avevano ma questi sono come i dispositivi di Wile Coyote, non si spengono mai).
2) Fra 5 anni sarà interessante, perché non è detto che Pannella sia ancora vivo (sebbene siano 2 lustri che qualcuno lo dice).
3) Io davvero ancora non l’ho capita quella dei radicali nel PD (voglio dire: non ho capito come hanno fatto, e cosa hanno dato in cambio)
4) OT: se firmo per il Veneto Indipendente, avrò ancora la cittadinanza onoraria?
@nicpic: guarda che il berlusca li ha riempiti di schei:) quando sono finiti hanno “scelto” il pd.
@weissbach:
1) è vero, ma io ho preso in considerazione quelli che sono in parlamento. anche l’idv di di pietro è simile, però non ce la faccio a scrivere di di pietro:
2) pannella ci seppellirà tutti
3) ecco perchè sono dei geni del marketing!:)
4) veneto è chi lo veneto fa:)
“OT: se firmo per il Veneto Indipendente, avrò ancora la cittadinanza onoraria?”
C’è scritto che essere cittadino veneto è un requisito per poter firmare.
d’accordo, hanno preso soldi dal berlusca, e ne hanno chiesti e presi anche facendo l’accordo con il PD a queste ultime elezioni, ma mi sembra un discorso un po’ da sognatori ed utopisti quello di pretendere che una forza politica non debba fare i conti e piuttosto che fare accordi, scompaia. Quel che conta è la trasparenza nella gestione di quei danari, che per i radicali non è seconda a nessuno. Ma la mia critica al tuo commento non era tanto su questo, ma sul tema delle “poltrone”…mi pare davvero sia l’unico addebito che non possa essere fatto ai radicali, che nella storia della politica ne hanno viste davvero poche. E quelle poche, se guardiamo al passato più recente della bonino commissario europeo e ministro, hanno prodotto per il paese molto di più in prestigio internazionale e risultati concreti di quello che i radicali hanno guadagnato in “schei”, come dici tu. Solo una poltrona è andata a finire male, ed è quella dell’ex presidente della commissione attività produttive, ora giovane portavoce di Forza Italia…ma quello è di un’altra stoffa.
mi sono espresso male. io dico solamente che la strategia politica dei radicali e della lega è quella di fare i diversi all’interno dei loro schieramenti ma senza sognarsi minimamente di uscirne. pannella ripete ogni tre per due che l’itaia non è una democrazia e a livello di insulti a veltroni e a tutto il gruppo dirigente del pd non è secondo nemmeno a berlusconi…però si fa eleggere un gruppetto di parlamentari all’interno del pd…che non entrano nel gruppo parlamentare. insomma, fanno i fighetti alternativi per dimostrare che loro sono diversi. strategia politica della sopravvivenza artificiale.
io ero per un’entrata VERA dei radicali del pd, da persone serie. e invece no, c’è da mandare avanti l’azienda in falllimento di pannella.
la baracca radicale, e la leadership carismatica (o da guru) di pannella hanno i loro bei difetti, sono il primo a riconoscerlo, però non bisognerebbe perdere di vista due cose:
1) se l’accordo “vero” con il PD non è stato fatto non lo si deve ai radicali ma a Veltroni, che ha usato due pesi e due misure tra radicali e dipietro. In assenza di una volontà da parte del PD, i radicali hanno portato a casa il massimo che potevano, e secondo me hanno fatto bene a mantenere la propria indipendenza. Non esiste vincolo di mandato del singolo parlamentare, figuriamoci se deve valere il vincolo di mandato od obblighi per un’intera lista. Mi pare quasi tu rimproveri ai radicali di non essere “duri e puri” ad ogni costo, dimenticando che un atteggiamento del genere significherebbe azzerare totalmente la loro capacità di influire – anche in misura ridotta – sull’agenda politica del paese.
2) quelli che pannella rivolge a veltroni (come prima a prodi e prima ancora a berlusconi) non sono mai stati insulti, ma critiche politiche argomentate e motivate. Il caso Italia esiste, eccome, e i radicali lo deninciano da quarant’anni. Questo non significa ceh non si debba / possa tentare di fare politica ugualmente, facendosi eleggere quando e dove possibile.