La caduta dell’impero romano

I periodi storici che più mi affascinano sono quelli di confine tra due epoche. Più il confine è labile e indefinito, più la storia diventa faccenda complicata e interessante.

Ho sempre avuto una curiosità non soddisfatta riguardo la fine dell’impero romano propriamente detto, cioè la caduta della sua parte occidentale e la continuazione di quella orientale. Tutti gli anni di scuola e mai nessun professore che mi abbia spiegato bene questo periodo storico; alle elementari pensavo che dopo il 476 la gente avesse riposto le tuniche romane e indossato le corazze medievali, tutto d’un colpo.

Infatti, se è vero che con la deposizione dell’ultimo imperatore della parte occidentale dell’impero nel 476 d.C. finisce ufficialmente la dominazione nell’Europa occidentale di quella struttura che partendo da Roma aveva conquistato un mondo, è anche vero che il disfacimento dell’impero ha avuto cause lontane.

La caduta dell’impero romano. Una nuova storia di Peter Heather ha soddisfatto quasi tutte le mie curiosità. In 550 e passa pagine, Heather ripercorre gli ultimi secoli dell’impero con fare disinvolto e pure divertito a volte. Una narrazione che comprende di tutto: ovviamente i barbari (unni, goti, vandali, alani, etc etc), i persiani, le province romane, l’Italia, scrittori, letterati, senatori romani e proprietari terrieri, gli imperatori e i generali che hanno fatto la storia e il caso che l’ha fatta pure lui.

Un libro scritto bene e privo di pesantezze. Un libro di storia che spiega bene le vicende finali di un impero grazie al quale quattro buzziconi ancora oggi si fanno belli per i meriti altrui.

L’impero romano gettò i semi della propria distruzione non per le debolezze intrinseche che nel corso dei secoli si erano sviluppate al suo interno e nemmeno per altre nuove debolezze sorte nella fase conclusiva della sua storia, bensì in conseguenza dei rapporti che aveva costruito e intrecciato con il mondo germanico. I sasanidi erano riusciti a riorganizzare la società mediorientale in modo da liberarsi della dominazione romana; altrettanto fece il mondo germanico, solo che la collisione con la potenza unna fece precipitare il processo molto più in fretta di quanto altrimenti sarebbe stato possibile. L’impero romano d’occidente non crollò per lo stesso peso del suo "magnifico edificio", ma perchè i vicini germanici reagirono al suo strapotere in modi che i romani stessi non avrebbero mai potuto prevedere. Da ciò possiamo forse trarre una morale positiva: l’impero romano, per via della sua illimitata aggressività, fu in ultima analisi la causa della propria distruzione.

tratto da la caduta dell’impero romano di peter heather