A parte la temibile lobby gay che spadroneggia impavida nella blogroll qui a fianco, di gay in carne ed ossa dichiarati io ne ho conosciuto solo due, mentre con un gay represso (lo sapevamo tutti tranne lui) ho condiviso la stanza per qualche anno. Un po’ pochino no? Certo, io non sono propriamente un animale sociale, però resta sempre un po’ pochino.
Partendo da questa considerazione, sono arrivato alla conclusione che le persone gay italiane purtroppo sono…italiane, con tutto quello che ne consegue. Ho come l’impressione, da esterno, che non ci sia ‘sta gran mobilitazione e ‘sto gran sbattimento e che in fondo mantenere "l’onorabilità" sia la cosa più importante. Di certo, da persona non coinvolta in prima persona, non mi permetto di dare giudizi, però forse un maggiore pride quotidiano e individuale aiuterebbe di più il raggiungimento di determinati obiettivi, sempre che questi obiettivi interessino. Le associazioni politiche di persone gay, poi, mi sembra che abbiano imparato davvero bene dai partiti italiani e che alla fine si riduca tutto al mantenimento e alla suddivisione fine a se stessa di quote di potere.
Ognuno vive la sua vita come vuole, però poi non venite a lamentarvi da me se vi trattano ancora come dei malati. La libertà va conquistata in prima persona, mica per delega.




3 Responses to “Il tuo migliore amico sei tu”
Ma oggi è la giornata delle belle speranze e me lo sono perso?
Sono completamente d’accordo. La lobby gay tende però a concentrarsi nelle grandi città, dove è più visibile e attiva (e ha vita più facile), mentre si nasconde nelle provincie, da cui appena può scappa. Le associazioni politiche gay fanno abbastanza pena: ma siamo in Italia, no?
Quando sento parlare di “quartieri gay” penso che alla fine sono loro che si autoghettizzano