Archive: September, 2008

Va tutto bene

Ma ‘sta cosa che uno che vorrebbe anche comprarsi l’iPhone non lo fa per via della truffa sul traffico dati proprio non mi va giù. Free market & free iPhone, cribbio.

Lo Stato Etico avanza sempre più

Siamo tutti d’accordo che alcuni lavori sono più degradanti nel corpo e nello spirito di altri. La scala di valutazione può essere molto soggettiva, ma tendenzialmente penso che una donna preferirebbe fare la direttrice di banca che la prostituta. Siamo tutti d’accordo anche che ridurre in schiavitù un individuo e costringerlo a prostituirsi è un reato gravissimo e tremendo.

Ora però se una donna di sua spontanea iniziativa vuole prostituirsi, perchè ha bisogno di soldi o perchè vuole molti soldi esentasse o per altri svariati motivi, non può più farlo per strada. A Verona il nostro beneamato sindaco sta già pensando di estendere il divieto alla prostituzione all’interno delle case, siamo sempre avanti noi.

Ai conservatori ed ai progressisti che partendo da considerazioni diverse arrivano alla stessa conclusione, ossia che la prostituzione va eliminata, chiedo: vi rendete conto che così facendo negate all’individuo la proprietà del suo corpo e di disporne come meglio crede? Mi rendo conto tuttavia che per voi queste sono parole vuote perchè siete abituati a simile pratiche; i conservatori e molti progressisti, per esempio, negano la possibilità che un individuo possa mettere fine alle proprie sofferenze cianciando di sacralità della vita. Volete abolire la prostituzione perchè degrada la donna? Se siete coerenti allora dovreste abolire per legge anche tutti quei lavori palesemente degradanti e salvare i lavoratori dal loro lavoro.

L’antico vizietto dei nostri governanti di vigilare sulla nostra condotta morale non muore mai. Lo Stato Etico è sempre presente nei loro pensieri e fanno di tutto per entrare nella tua vita.

Un ultimo consiglio agli uomini: fate bene attenzione che tra un regalo alla vostra ragazza/amante/moglie e un rapporto sessuale passi un lasso di tempo consistente, sia mai che incriminino voi e lei.

I bambini fighi

Il primo amore musicale non si scorda mai. Per quanto mi riguarda, porto sempre nel mio cuore il bum-cha bum-cha e sono sempre alla ricerca di artisti hip hop che mi facciano scaldare il cuore di cui sopra.

I Cool Kids sono un esempio di artisti che ci sono riusciti. Il loro The Bake Sale è meraviglioso. Basi scarne con bassi che pompano ed un flusso di parole calde, cosa volete di più dalla vita? Dieci canzoni in poco più di trentadue minuti sono la lunghezza giusta per gustarsi questo capolavoro, esempio di come il rap sia un linguaggio musicale sempre attuale.

Ah, questo album si apprezza meglio con le cuffie o gli auricolari. Soprattutto se lo ascoltate dopo pranzo girovagando per un centro commerciale vestito in giacca e cravatta e muovendo la testa a tempo come se foste vestiti così.

Rendiamo omaggio alle Waffen SS

tratto da Stampa e Regime di Massimo Bordin del 9 settembre 2008

Taxpayer incazzato

Pregando tutte le divinità, conosciute e non, che il referendum per la creazione di uno stato veneto indipendente arrivi il prima possibile, sono mio malgrado ancora un cittadino italiano; e devo dire che l’Italia è proprio strana!

Sì, che l’Italia sia strana lo sanno tutti, però io mi stupisco ancora. Per esempio, come ho già scritto, i cittadini italiani fino ad adesso non hanno effettivamente beneficiato dell’alternanza al governo della sinistra e della destra come è accaduto in Spagna o in Gran Bretagna. Da un governo di sinistra mi sarei aspettato tante cose, dal mio punto di vista belle e brutte; tra le belle sicuramente l’ampliamento dei diritti civili. Ma non è successo niente. Da un governo di destra invece mi aspetto altre cose, tipo una sostanziale diminuzione delle tasse. Tutto però tace da quel punto di vista, anzi. Veramente strana l’Italia. Qui da noi non esiste una figura di politico taxpayers’ best friend, ossia qui non c’è nessun politico che ci pensa venticinque volte prima di mettere mano al nostro portafogli e che piuttosto di creare una nuova tassa si butta dalla finestra. Destra e sinistra sono schiacciate su posizioni stataliste e dirigiste e sono accumunate da questa disinvolta abitudine nel considerare i cittadini dei polli da spennare. Ultimo caso recente: il fantastico "salvataggio" di Alitalia, una vicenda così tragicamente farsesca che non ho nemmeno la forza morale di scriverne.

Da quando sono diventato un contribuente, ho aperto gli occhi. Ora presto molta attenzione ai discorsi dei politici quando parlano di soldi ed ho notato che dieci volte su dieci danno per scontato di avere il diritto di usare a cazzo i miei soldi. Ripeto: qui non c’è nessun taxpayers’ best friend. La parola contribuente secondo me non rende molto bene l’idea, il termine inglese taxpayer è più chiaro: "pagatore di tasse" rende molto di più. Ecco, se devo trovare un aggettivo per questo contesto, mi definirei un taxpayer incazzato. Per vari motivi, oltre al fatto che provenendo da una precisa zona di questo immondo stato, per alcuni benpensanti sono un ladro evasore a prescindere (cornuto e mazziato, insomma), eccone alcuni:

  • - Sono incazzato con tutti gli elettori della Mastella Nord (conosciuta anche come Lega Nord) che non si sono ancora accorti che stanno dando il voto a dei veri e propri parassiti romani che hanno sputtanato definitivamente il termine federalismo.
  • - Sono incazzato con i lavoratori di Alitalia perchè sembrano avere una sorta di diritto divino superiore nel rubare i miei soldi.
  • - Sono incazzato con la mafia vaticana perchè, nonostante io non faccia parte di quell’associazione privata, anno dopo anno si sostenta anche con i miei soldi.
  • - Sono incazzato con tutti i giornali italiani perchè nonostante io non abbia nessun abbonamento, attraverso i generosi aiuti statali fanno gli splendidi con i miei soldi.
  • - Sono incazzato con la Rai che mi obbliga a pagare un canone senza che io abbia richiesto i suoi servizi. Non è ne una pay-tv nè una comune televisione privata in chiaro che vive della pubblicità, e mi obbliga a pagarla.
  • - Sono incazzato con tutti quei politici che parlano di solidarietà o ridistribuzione, parole vuote che servono a nascondere quello che realmente fanno: un furto ai miei danni.
  • - Sono incazzato con i partiti politici, i cui "rimborsi" gridano vendetta al cospetto di Cthulhu.
  • - Sono incazzato con te che ancora pensi che l’imperio violento (e fautore di diseguaglianza sostanziale) di questo stato sia necessario a salvarci dalla giungla.

Life in DDR (004)

Quanto bisognava attendere per poter ottenere una Trabant?

  • A) 6 mesi
  • B) 2,5 anni
  • C) 15 anni
  • D) 20 anni

Domani la risposta esatta.

Hanno provato a prenderla…e ci sono riusciti!

Ascolto Radio Deejay quasi quotidianamente. Soprattutto spezzoni di Deejay chiama Italia, il programma dalle dieci a mezzogiorno di Linus e Nicola Savino.

Così, da ascoltare abituale mi sono sentito in dovere anch’io di dare un consiglio a Linus che nel suo blog ha postato un pezzo strappalacrime sul fatto che Radio Deejay non è più la prima radio per numero di ascolti, bensì la terza; marcata stretta da Radio Due. In pratica avevo commentato in modo scherzoso al nostro splendido cinquantenne che forse sentire ripetere ogni due minuti la locuzione "tu mi insegni" in contesti che non c’entrano proprio poteva alla lunga nauseare, tanto quanto l’usare a cazzo il famoso "piuttosto che". E’ fisiologico che ad un certo punto uno sia così pagontato dallo stupro soft ai danni della lingua italiana da cambiare stazione radio; o almeno, a me capita così.

Tuttavia si vede che qualcosa deve essere andato male nel meccanismo della moderazione dei commenti perchè il mio commento non è mai stato pubblicato, vatti a fidare della tecnologia! Vabbeh, ora che l’ho scritto qui, sono sicuro che Linus lo leggerà. Già che ci siamo, sono generoso, elargisco un altro consiglio un po’ più radicale: trasformare Radio Deejay in Radio Medusa, ossia ventiquattrore su ventiquattro e sette giorni su sette di Trio Medusa, e basta. Io personalmente non spegnerei più la radio, so’ tropppo forti quei romanazzi!

Ah, Linus mi scuserà, ma un aspetto positivo della faccenda c’è: ora probabilmente non trasmetteranno più quella orrida autopubblicità nella quale il nostro splendido cinquantenne, dopo aver detto che Radio Deejay è la più ascoltata dal diciannove dopo Cristo, terminava con uno sboronissimo prova a prenderci! Ecco, io in futuro lascerei stare eh…

Appassionato e spassionato

Il De Mauro dice:

  • ap|pas|sio||to: agg. CO che manifesta una viva partecipazione emotiva
  • spas|sio||to: agg. CO di qcn., libero da passioni, pregiudizi, condizionamenti e sim.

Ecco, un blogger quando scrive di argomenti che lo interessano, dovrebbe essere allo stesso tempo appassionato per quello che scrive e spassionato per le conclusioni che trae.

A volte quando leggo certi post di certi blogger mi viene da pensare che è impossibile che credano veramente a quello che scrivono. La differenza tra noi blogger perecottari ed i blogger wannabe giornalisti  e/o politici è che noi scriviamo senza secondi fini ed a posteriori possiamo dire tranquillamente ho scritto una cazzata; i wannabe invece devono rendere conto a qualcuno e per loro il blog è una sorta di vetrina.

In pratica, sono delle persone molto tristi verso le quali provo molta pietà.

Celo

Preso.

Si vede che nella Bassa si usa ancora il piccione viaggiatore…

Da qualche giorno sono entrato nel magico mondo di Facebook. No, non vi metto il link al mio account perchè, anche se il mio nome e il mio cognome non sono un segreto così inviolabile, preferisco che facciate un minuto di indicibili sforzi per trovarmi.

Vedendo FdC che si divertiva come una matta a trovare vecchi compagni delle elementari/medie/superiori, mi sono detto: "massì dai, facciamoci del male!". E’ universalmente noto infatti che la funzione principale di Facebook sia quella di farti ritrovare i vecchi compagni di scuola e farti vedere quanto loro siano diventati fighi e miliardari. Così, dopo aver impostato un po’ il mio account ed aver fatto richieste di amicizia alla varia comunità virtuale di blogger etc etc che frequento, ieri sera mi sono detto: "bene, ora facciamo un bel tuffo nel passato!".

A parte la sorpresa nello scoprire che un tipo che conoscevo al liceo è un blogger che leggo, per il resto il vuoto. Oh! Non sono riuscito a trovare una che sia una delle persone che conoscevo ai tempi. Qualcosa non torna. Vabbeh, c’è da dire, per esempio, che ho amato così tanto i miei sei anni di liceo che non ricordo molti nomi e cognomi dei miei compagni… Tuttavia, estendendo le ricerche il risultato non è cambiato. Non ci sono gli amichetti delle medie, non ci sono le fighette dietro le quali ho inutilmente sbavato, non ci sono i personaggi del paese, non c’è nessuno.

Quindi, dopo estenuanti ricerche che sono arrivate a pescare nei ricordi dell’asilo, risulta palese che siamo di fronte ad un fatto inequivocabile: i quasi trentenni e i poco più che trentenni provenienti dalla Bassa Veronese non hanno cultura internettiana. Che sia vero che siamo tutti boari? E le generazioni più giovani della nostra come saranno messe? Non lo so, ma pensando a mio fratello ventuenne che non ha nemmeno una casella di posta elettronica, non è che qui si sia così fiduciosi.