Purtroppo lo Yoshi d’oro non è ancora disponibile e ci dobbiamo accontentare delle valute nazionali

Io e FdC per questo Natale abbiamo scelto di fare una vacanza in una delle classiche mete natalizie, una di quelle che si contende il primato con il Tirolo per lo spirito natalizio, ossia Tokyo.

Purtroppo però c’è qualcosa che sta turbando i nostri sogni di shopping tokyota sfrenato: quel bastardo di yen si rinforza ogni giorno di più, mortacci sua! Qualche mese fa, in un momento di forte debolezza dello yen, eravamo lì lì per cambiare la valuta ma poi ci siamo detti "ma dai, c’è ancora tanto tempo, aspettiamo un pochino…", ecco, appunto.

FdC mi era una ragazza tanto timorata di Amaterasu ōmikami, ora invece mi sta facendo un’ossessione con i cambi e perde le sue giornate a seguire l’andamento delle monete e a bestemmiare; manca poco che inizi a fumare il sigaro davanti al monitor e a masticare tabacco mentre parla al cellulare con il suo broker di fiducia alla NYSE. Capite anche voi che tutti noi abbiamo il dovere morale di aiutare questa povera vittima della speculazione internazionale degli squali ultraliberisti (‘spettate che arriva Tremonti e poi rideremo noi, ah ah ah). Perciò, la semplice domanda che faccio ai soloni dell’alta e della bassa finanza che leggono questo blog è: cambiamo o aspettiamo?

Che Kannon la misericordiosa ci protegga tutti.

 
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