Archive: October, 2008

Wall-E

Sabato io ed una stanca FdC siamo andati a vedere Wall•E, il nuovo film della Pixar. FdC si è addormentata, con suo sommo rammarico. Io ho avuto gli occhioni spalancati durante tutta la proiezione.

Fino ad adesso, è il più bel film di quest’anno che ho visto.

Aiutare i poveri io lo sento come un dovere. E’ sul come che ho qualche dubbio.

Vi racconto una storia.

Nella famiglia di mio padre avevano seri problemi nel mettere insieme un pranzo ed una cena. E non parlo per metafore: erano veramente così poveri che qualche pasto lo saltavano; per fortuna abitando in campagna, potevano contare sui frutti della terra, ma poca roba. Era miseria nera, tanto che c’era stato persino un progetto avviato di emigrare in Argentina ma poi non se ne fece niente. Mio nonno lavorava come operaio in una officina metalmeccanica. Quando il padrone andò in pensione, permise ai sette operai che aveva di rilevare l’azienda per mandare avanti l’attività. Peccato però che il ragioniere che ‘sti operai avevano per tenere i conti, piano piano si rubò tutto il rubabile (per costruirsi una villa al lago) ed alla fine quindi i soci della ditta, che nel frattempo da sette si erano ridotti a tre, si trovarono mezzi falliti con una montagna di debiti da pagare. Mio nonno a quasi cinquanta anni fece quello che aveva sempre fatto, cioè lavorare a testa bassa come uno schiavo per ripagare tutti i debiti. Alla fine ripagarono tutti e nessuno ebbe niente da ridere. La loro etica del "voglio poter camminare per strada senza vergognarmi" era a posto. Ma di soldi in tasca sempre pochini, cioè, niente. Quando mio padre ricorda quei tempi dice sempre: "na vida de merda". Finito il biennio di perito chimico nel suo paese, mio padre fece il triennio a Rovigo e se non avesse lavorato nei weekend alla pompa di benzina, difficilmente sarebbe sopravvissuto a Rovigo. Finito di studiare, lui e suo fratello avviarono un’attività artigianale che grazie al prodotto innovativo, grazie al laorar come musi, grazie al boom dei tempi e grazie al dinamismo dell’epoca, fece arrivare un po’ di benessere a lui, suo fratello e anche suo padre. Mio padre dice sempre che la sua più grande soddisfazione è stata quella di permettere a mio nonno di vivere gli ultimi anni della sua vita senza problemi; mio nonno con la propria macchinina e il suo biancheto con gli amici al bar ha avuto una pensione serena.

La famiglia di mio padre non l’ha mai aiutata nessuno. Quello che ha permesso loro di uscire dalla miseria (ripeto: miseria vera, non miseria da "quest’anno non mi posso permettere le vacanze") non sono state un toco de formajo ogni tanto regalato per gentile grazia, ma la voglia disperata di uscire dall’indigenza unita ad un’economia frizzante. Per carità, io non mi scandalizzo troppo per il fatto che per aiutare un settore in crisi (perchè poi è in crisi?) si regali formaggio ai poveri, fosse solo questo lo statalismo. Il fatto, a mio avviso, è che si specula sulla gente povera per continuare a sovvenzionare amici, amici di amici, persone che possono diventare amici e per aumentare il proprio potere grazie al famoso panem di romana memoria (di circenses ce n’è già abbastanza). Se invece di fare la carità si agisse permettendo anche agli outsider di elevare il proprio grado economico allora le cose sarebbero molto diverse. Al politico conviene di più rimuovere gli ostacoli che impediscono la crescita (tasse alte, burocrazia invalidante, monopoli statali, etc etc) o avocare a sè il potere di redistribuire la ricchezza, ossia usare i soldi dei pagatasse per farsi bello? Ricchezza , poi, che in un paese cadaverico e asfittico come l’Italia è sempre meno presente. Il politico ha più convenienza nel tenere tutti sotto il proprio ombrello assistenzialista ed elargire di tanto in tanto qualche briciola o lasciare che la libertà economica crei ricchezza per tutti?

Per uscire dalla miseria bisogna prima di tutto volerlo e (attenzione, sto per usare una locuzione sgradevole ma giusta) rimboccarsi le maniche; poi ci devono essere le condizioni esterne favorevoli. La famiglia di mio padre aveva entrambe ed io per questo ogni mattina che mi sveglio devo ringraziare il libero mercato per essere vissuto finora senza le preoccupazioni e le pancia vuota di mio nonno e di mio padre da giovane. Conoscendo la storia della mia famiglia, non posso che sentire un moto di affetto e fratellanza verso tutti quei stranieri che si fanno un culo quadro ogni giorno qui lavorando come dei musi; i musi non hanno razze, i musi sono musi qui come lo sono in Romania, in Senegal o nelle Filippine.

Lasciate che il formajo se lo vendano loro, cazzi loro se il settore è in crisi. A noi interessa guadagnare per vivere, sì, anche per vivere bene. Ci basta che non ci mettiate, come sempre, il bastone tra le ruote. Lasciateci fare, lasciateci passare.

Lessico familiare

Stamattina mi stavo abbottonando la camicia e guardandomi allo specchio non ho potuto non pensare:

Ma guarda ‘sta camicia! Con le punte del colletto così schiacciate sembro Manero…e anche i polsini delle maniche sono schiacciati! E poi l’è tuta rapolà! Devo dirglielo ancora all’Elisa che deve stirare meglio!

Poi mi sono riguardato allo specchio ed ho pensato che, anche se abbiamo una sommaria divisione dei compiti casalinghi, forse non è il caso di turbare l’armonia della coppia… Certo che ai tempi dei nostri genitori era tutto più facile! Due cinghiate e via!

Ah, ovviamente il fatto che io l’abbia scritto qui non conta. Ciao FdC :)

Effetti positivi di continue notizie disastrose

E’ solo una mia impressione o negli ultimi tempi il papa non se lo fila più nessuno?

O meglio, ha ancora una sovraesposizione mediatica, ma minore rispetto al passato.

E’ solo una mia impressione?

Senza dubbio, meglio di adesso

Un anno fa scrivevo:

Io infatti vorrei sapere perché Verona non può essere come le altre città normali che in prossimità delle loro fiere hanno i parcheggi lungo le strade riservati ai residenti. Perchè ogni volta che c’è una fiera devo vedere la mia via capillarmente invasa e ingolfata da automobili di gente che va in fiera? Perchè devo sopportare anche la cafonaggine di alcuni di loro che si esibiscono in parcheggi da codice penale?
 
Caro sindaco Tosi, è un problema non vitale, lo so, ma se fosse risolto migliorerebbe la qualità della vita di questa zona e mi farebbe esclamare bravo Tosi, grazie!

Qualcosa si è mosso. Infatti proprio questa mattina ho approfittato del fatto di essere libero e sono andato nella sede della mia circoscrizione a presentare la domanda (scadeva il 20 ottobre) per il permesso di parcheggio, in quanto residente, in zona fiera durante le fiere. In pratica, dall’anno prossimo verranno installati dei parchimetri attivi durante le fiere con un limite orario di parcheggio di massimo un’ora; io in quanto residente potrò parcheggiare senza pagare e senza limite di orario.

Personalmente ritengo che questa soluzione si avvicini alla mia soluzione pratica, ossia parcheggi riservati ai soli residenti, e sinceramente non capisco perchè non si sia scelto questa opzione. Certo, il parcheggio con limite di un’ora durante le fiere è un escamotage per non far parcheggiare i visitatori (chi visita una fiera in un’ora?) e per fare qualche soldo con chi parcheggia occasionalmente in zona fiera. Ovviamente, se non ci saranno controlli capillari durante le fiere, tutto ‘sto ambaradan non servirà a niente. Quindi, un "bravo Tosi, grazie!" non posso dirlo pienamente, ci si accontenti di un "grazie Tosi!" (sempre che questo provvedimento venga fatto rispettare…).

Certo, per chi come me vorrebbe nel suo mondo ideale la privatizzazione anche di tutte le strade, questa soluzione è quel che è. Il mio sogno si avvererà quando da proprietario per la mia parte della mia strada, voterò nell’assemblea dei proprietari per l’installazione di sbarre alle entrate della via, l’assunzione di un guardiano con carabina annessa, il divieto assoluto di entrare ai non residenti; specialmente quelli di Santa Lucia.

Emettere moneta

Io sono l’ultimo degli stronzi, ma vi invito ugualmente a guardare questo video (via Sgembo e Fabri) di dieci minuti esatti che in modo semplice, chiaro e sintetico vi spiega perchè lo Stato e le banche centrali non sono amiche del vostro portafoglio.

Guarda la mia mano che ti fa ciao ciao

Sono in procinto di partire per quello che è già stato ironicamente definito "il viaggio della speranza". Due veneti ed un bergamasco allo sbaraglio. Destinazione: i dintorni della ridente cittadina di Friedrichshafen nella Germania meridionale.

Ci si risente giovedì, cià!

La soluzione a portata di mano

Convivo con una bull market prophet e non me ne sono mai accorto.

American-style

Of course, if this crisis leads us to question “American-style capitalism” — the kind in which a central monetary authority manipulates money and credit, the central government taxes and redistributes $3 trillion a year, huge government-sponsored enterprises create a taxpayer-backed duopoly in the mortgage business, tax laws encourage excessive use of debt financing, and government pressures banks to make bad loans — well, it might be a good thing to reconsider that “American-style capitalism”.

Paragrafo finale di un articolo di David Boaz

Ok. Panic

Un consiglio spassionato per il futuro: