Il matrimonio, così come lo conosciamo oggi in gran parte delle società occidentali, è un prodotto culturale ed è il risultato di un determinato contesto storico. Non ha nulla di intrinseco che gli imponga di essere così e non in altro modo. Se le circostanze storiche cambiano, può dunque cambiare anche la forma del matrimonio. E se oggi sempre più persone dello stesso sesso progettano una vita di coppia duratura, la cosa più ragionevole è consentire loro l’accesso allo stesso istituto giuridico a cui accedono gli eterosessuali. Inutile dire che non c’è discriminazione perché gli omosessuali, in teoria, potrebbero sposare… una persona dell’altro sesso, quando l’investimento affettivo è rivolto a una persona dello stesso sesso: sarebbe come chiedere a un eterosessuale di avere relazioni omosessuali quando questo non ne ha nessuna intenzione. Se il matrimonio c’è, una coppia deve potervi accedere in base alle proprie caratteristiche personali e non perché soddisfa un requisito astratto di eterosessualità. Che diritto è un diritto che ti viene garantito se… diventi un altro? Una forma di oppressione della maggioranza su una minoranza, anche quando indossa le vesti della democrazia formale, come è avvenuto con il referendum californiano sulla Prop 8.






No Responses to “La non piena proprietà di sè”
Lineare e chiaro; ma vallo a raccontatre alla Sig.ra Binetti oppure al Sig. Volonté, tanto per citarne uno per lato.
Io sono per i PACS. Sono gay, ma verso il matrimonio tra omosessuali sono vagamente scettico. Non contrario, solo che mantengo delle perplessità. Il tuo discorso è logico e ineccepibile. Mi fa riflettere e mi rendo conto che per me il problema sono le adozioni. Perché ho sempre pensato che nell’adozione ci sia una potenziale violenza nei confronti di un bimbo che non potrà scegliere che famiglia avrà. E siccome non darei un figlio a dei Testimoni di Geova, a musulmani, a seguaci di Scientology o a neocatecumenali, mi domando, ma due uomini gay sarebbero tanto meglio?
Ammetto umilmente i miei limiti. Ma non riesco ad accettare totalmente questa cosa.
ci sono una caterva di figli cresciuti da coppie gay e non è mai stato rilevato nessun problema di sorta.
qui avevo trascritto un pezzo di un libro riguardo l’omoparentalità
Oh, guarda, sono omosessuale anche io; e sono 10 anni che convivo. 5 con un compagno, che ho dovuto abbandonare per “forza maggiore” e 5 con l’attuale. Bene, tutti e tre siamo contrari alla adozione.
Neurobi, guarda che matrimonio NON sottintende automaticamente la adozione, anzi!
Potrete non crederci, ma sono (anche) stato sposato per circa 17 anni e questo mi ha dato due figlie.
Dove voglio andare a parare? un momento e vedrete.
Una delle due figlie, regolarmente sposata (in chiesa e comune), aveva (o lui aveva) problemi procreativi, quindi hanno deciso di adottare.
Mal gle ne incolse! visite psichiatriche e non, in coppia e non, indagini e ripetute visite impreviste di assistenti sociali, indagini dei CC, anche indagini del parroco!
Come lo sappiamo? vivevano in un paesino e “lui” era molto ben conosciuto e con ottime relazioni; sia parrocchia che CC. Quindi, gli amici, lo avvertivano.
Poi, si sono rotti i coglioni, hanno abbandonato, hanno litigato e si sono detti ciao!
Conclusione: adottare (legalmente) non é per nulla facile, le liste di famiglie sono lunghette ecc.
Applicando le leggi attuali, si potrebbe benissimo permettere ad una famiglia omosessuale di mettersi in fila; probabilmente partirá da -50 rispetto ad una famiglia classica.
D’altro canto, dato per scontato che un pargolo, pobabilmente, avrebbe bisogno di una (buona) famiglia classica, mi chiedo:
- É meglio lasciare i pargolo in orfanotrofio o darlo ad una famiglia omosessuale? che come abbiamo visto sará stata previamente rivoltata stile calzino ed analizzata fondo?
augusto, il tuo discorso però mi sembra un po’ del tipo “lasciamo stare che è meglio chè è troppo difficile”.
forse sono io che vivo su un pero, ma sinceramente non vedo perchè un bambino “pobabilmente, avrebbe bisogno di una (buona) famiglia classica” e non omosessuale.
qualcuno mi sa dare delle motivazioni reali e non provenienti dall’iperuranio?
cresce male? la casistica ci dice di no
viene preso in giro? può essere, ma allora questo vorrebbe dire darla vinta alla violenza. vogliamo forse dare ragione al ragionamento “non sono io che sono razzista, è lui che è nero”?
Yoshi, no non mi frega assolutamente nulla che venga peso in giro, lo sarebbe comunque; o perché é grasso o perché é magro…i bambini sono dei piccoli figli di puttana razzisti e, o sei assolutamente allineato al gruppo dominante o sei fuori e schifato. Del resto sono i nostri cuccioli, non ancora condizionati ad un comportamento di tipo sociale.
Per me rimane valido il fatto che la casistica NON É ancora statisticamente valida, ergo possono sorgere problemi sulla distanza.
In tutto il mondo animale, un cucciolo o ha un padre ed una madre, o ha una madre, di sesso femminile; mai due padri.
Questa é la natura, o, se vuoi, la legge evolutiva animale.
Comunque, ripeto e non per convenienza e nemmeno per lasciar fare, ma, per puro calcolo:
tra due situazioni negative, orfanotrofio o famiglia omosessuale scelgo la minore, ovvero la seconda.
Ma solo dopo aver scartato tutte le ipotesi, VALIDE e naturali.
Ovviamente anche tra una famiglia etero sfasciata ed una omosessuale funzionante, é meglio quella omosessuale.
Ma questo non é il caso; ti assicuro che prima di affidarti un bambino di fracellano il cazzo in modi strani, diversi e ripetuti nel tempo.
Usare la storia pseudoscientifica della “natura” è proprio da retorica binettiana. Per la cronaca esistono decine di specie animali in cui oltre all’omosessualità esistono casi statisticamente rilevanti di omogenitorialità. Questo non lo dico io, ma un’interessantissima mostra sull’omosessualità nel mondo animale che ha avuto luogo nel festival della scienza a Genova, importata da Oslo dove è presente in pianta stabile. A me questo non serve più di tanto per giustificare la mia esistenza e il mio ruolo nelle interazioni sociali, ma a quanto pare ad altri sì: ce n’è di omofobia interiorizzata, è proprio vero che spesso siamo noi i nostri peggiori nemici.
“potenziale violenza nei confronti di un bimbo che non potrà scegliere che famiglia avrà”
Eh , per fortuna ciò non succede per i figli “naturali”.
Ad ogni modo l’ adozione è già un altro discorso.
Riguardo al post : premesso che son d’ accordo nella sostanza, in effetti il termine “matrimonio” mi farebbe un po’ ridere . Ma è solo un superficiale constatazione formale, nei fatti basta che concedano tali legittimi diritti ,poi che lo chiamino pure “cinciripella”.
Sono contrario al matrimonio in generale come riconoscimento da parte dello stato. A mio avviso il matrimonio dovrebbe essere solo un contratto di tipo privatistico senza oneri e privilegi di welfare.
Cio non vuol dire che io non voglia sposarmi, perchè per me l’unico matrimonio che ha senso è quello religioso depurato da tutte le conseguenze civili.
@statominimo: concordo pienamente. a me infatti, che non sono religioso, piacerebbe tanto andare da un avvocato con fdc e stilare il nostro “matrimonio”. ma questo non si può fare per due motivi:
- lo stato non me lo permette
- e soprattutto, fdc, anche sposandoci in comune, vuole il suo vestito
per intanto quindi è più fattibile estendere il matrimonio anche alle persone omosessuali.
@Jadran, se ci conoscessimo personalmente e mi accusassi di retorica binettiana, ti darei un pugno sul naso.
Io non sono estremista né come la Binetti e neppure all’opposto, mi intendi?
In varie specie di mammiferi (solo ad essi mi riferico a causa della nostra somiglianza biologica e genetica)é presente l’omosessualitá; bella scoperta, chi é cresiuto in una fattoria lo ha sempre saputo.
Poi citi casi di omogenitorialitá.
Bene, non ne ho ,MAI sentito parlare, potresti indicare qualche fonte? potresti indicarne le percentuali? Comunque temo che le riterrei insufficenti.
Sí, peché credo che vorrai ammettere che il valore statistico é un dato e non un ragionamento binettiano, quindi se nel regno animale, spece mammiferi, esistono 10 casi di omogenitorialitá contro 1 mlione; bene il valore é irrilevante e continuo ad affermare che il disegno riproduttivo (PRECISAZIONE, non parlo di nessun dio, semplice evoluzione e selezione biologico/naturale della spece) continuo ad affermare, dicevo, che il disegno biologico principale é la famigia eterosessuale, mentre la omosessuale, eventualmente, é un test di percorso; di quelli che spesso l’evoluzione inizia riservandosi di, eventualmente, abbandonarli in seguito.
@Yoshi&statominimo, effettivamente un matrimonio é un contratto e potrebbe essere prevedibile la possibilitá di redigerlo presso un avvocato e pubblicizzarlo presso un notaio.
Rimangono gli effetti “pubblici” di detto contratto: ereditá diritto di possesso ed, anche, nazionalitá.
Continuando a prendermi ad esempio: nei commenti precedenti non avevo detto che attualmente vivo/convivo in s.america, bene, se oggi volessi tornare in Italia, ovviamente assieme al mio compagno, avrei delle difficoltá decise; difficoltá che due eterosessuali NON hanno. Ecco una buona ragione per dare valore pubblico e legale ad un matrimonio, etero od omosessuale che sia.
Sono contrario al matrimonio in generale come riconoscimento da parte dello stato. A mio avviso il matrimonio dovrebbe essere solo un contratto di tipo privatistico senza oneri e privilegi di welfare.
Cio non vuol dire che io non voglia sposarmi, perchè per me l’unico matrimonio che ha senso è quello religioso depurato da tutte le conseguenze civili.
Questa parte la sottoscrivo totalmente.
Per il resto, ho ammesso “a priori” di avere dei limiti in tal senso.
Quando chiedi: – É meglio lasciare i pargolo in orfanotrofio o darlo ad una famiglia omosessuale?
Sinceramente ho timore a rispondere.
Se faccio un esame di coscienza e penso alla mia storia con la mia famiglia, padre ateo socialista e liberal, madre non praticante, sessantottina, di vedute molto ampie, e la confronto con amici e conoscienti mi chiedo:
avrei vissuto meglio in un orfanotrofio o in una famiglia molto religiosa. E propendo per la prima. Il piatto di minestra dell’orfanotrofio non è avvelenato.
Siccome sono così severo con le mie “antitesi”, per necessità sono severo e scettico anche coi miei analoghi. Magari sbaglio tutto.
@neurobi, scrivi:
-”A mio avviso il matrimonio dovrebbe essere solo un contratto di tipo privatistico senza oneri e privilegi di welfare ”
Ci sono situazioni che necessitano di regolamentazione come:
contratto di affitto intestato al morto, scade o si rinnova?;
diritti ereditari, il/la sopravvissuto/a eredita o no? se sí, in assenza di testamento,in quale modo?;
il coniuge extraeropeo ha il diritto di convivere in Italia con il compagno/a? se sí, in base a quale regolamentazione?
- “Quando chiedi: – É meglio lasciare i pargolo in orfanotrofio o darlo ad una famiglia omosessuale? Sinceramente ho timore a rispondere.”
In generale, anche io.
Peró ti posso assicurare che, secondo la regolamentazione attuale, una coppia (eterosessuale) é analizzata lungamente e profondamente a livello psicologico, sociale ed economico, prima di scriverla in lista di attesa. Invece, qualunque coppia eterosessuale, anche la piú disastrata, puó avere un figlio per vie biologice; e nessuno trova a ridire.
Per questo tra adozione, etreo o omosessuale ed orfanotrofio, alle condizioni vigenti, scelgo la adozione.
eredità, affitto, ecc sono tutte cose regolabili con un contratto di dir privato … non vedo il problema.
No, la cittadinanza del compagno e/o compagna nó.
Non si risolve con la trattativa privata
In oltre, anche se é vero che parte delle questioni sono risolvibili a mezzo di contratti privati, non tutti sono cosí prepatati per sapere come usufruirne e/opagare i professionosti necessari alla compilazione/registrazione.
In questo modo si crea una classe di favoriti, gli eteroseaauali, che godono di una organizzazione prevista per legge;
ed un classe di sfavoriti, gli omosessuali, che possono, sí, risolvere (in parte) i loro problemi, ma solo attraverso una difficile e (forse) costosa trattativa privata.
Vedo che siete più informati, competenti e sicuri di me. Questo mi conforta e mi fa FELICEMENTE pensare di essere io in pregiudizievole errore.
Meglio così