Mi sono accorto che più passa il tempo più divento religiofobico. La mia repulsione per le conseguenze pratiche del pensiero religioso cresce ogni giorno e non tollero nel modo più assoluto qualsiasi intromissione anche minima che qualsivoglia esponente religioso si senta in dovere di attuare nei miei confronti. Ossia, detto con un’immagine poetica, esci subito dalla mia proprietà ché sono in procinto di mettere i pallini di piombo nella mia carabina.
Tuttavia è un dato di fatto, per me inconcepibile, che per moltissime persone nel mondo il pensiero religioso sia molto importante e che moltissime persone seguano più o meno scrupolosamente i dettami delle loro associazioni religiose. Ci troviamo quindi inevitabilmente ad uno scontro all’interno dell’istituzione statuale dato che diverse lobby combattono tra loro per far primeggiare la loro visione etica. Prendendo ad esempio l’Italia, abbiamo da una parte gli attivisti cattolici, integralisti o meno, che vogliono imporre la loro visione (alquanto malata, imho) a tutto il resto della popolazione e dall’altra parte gli attivisti laici che si oppongono all’imposizione clericale ma che a loro volta ogni tanto sinceramente mi sembrano sbarellare un po’; e successivamente spiegherò perché.
Jinzo è, rothbardianamente parlando, un conservatore culturale; ossia uno con una determinata scala di valori e dei determinati principi. Per Jinzo il termine libertino è un insulto, a Jinzo fanno schifo le droghe, per Jinzo la famiglia è mamma, papà e bocia, etc etc. La differenza tra Jinzo e un conservatore politico però è netta: Jinzo non vuole imporre la sua visione con la coercizione a nessuno. Io, a mia volta non mi ritengo per niente un conservatore. Per me libertino è quello che avrei voluto essere prima di aver incontrato FdC, ritengo che le droghe se prese cum grano salis possano essere un piacevole passatempo, sono favorevolissimo all’adozione gay, etc etc. Quello che accomuna me e Jinzo è il fatto che siamo categoricamente contrari alla coercizione statuale, qualunque essa sia.
Ecco perché sono completamente d’accordo con il suo post. Io penso che ogni tanto qualche attivista laico sbarelli un po’ perché mi sembra che voglia veramente imporre la sua visione a tutti, così come gli attivisti clericali. La soluzione tuttavia non è una ipocrita e democristiana via di mezzo come si sente spesso dire, la soluzione senza la quale resteremo invischiati per sempre, è la destatalizzazione dell’etica. Così come non ha senso che una parte delle mie tasse vada indirettamente, contro la mia volontà, alla chiesa cattolica (associazione dalla quale sono uscito dopo esserne entrato a pochi mesi di vita senza la mia autorizzazione), capisco perfettamente che per uno che considera l’aborto un omicidio, il suo finanziare l’aborto di stato sia una bestemmia.
Io sono pro-choice su tutto, nel senso che mi piacerebbe scegliere senza imposizione. Prendo atto del fatto che gli esseri umani hanno differenti visioni, perchè costringerli forzatamente di volta in volta in un modo o nell’altro? Se per esempio l’aborto (o la ricerca sulle staminali) fosse destatalizzato ed effettuato in cliniche private, non sarebbe meglio per tutti? Io, lo dico molto serenamente, sarei ben lieto di sovvenzionare nel mio piccolissimo quelle associazioni che aiuterebbero le donne indigenti ad abortire perché ritengo l’aborto una possibilità che la donna può utilizzare. Il cattolico si sentirebbe più sollevato nel sapere che il suo denaro non alimenta gli aborti e la donna che vuole abortire sarebbe effettivamente libera di abortire (non come adesso). Continuando con l’esempio dell’aborto, di sicuro bisognerebbe vigilare sul fatto che i cosiddetti pro-life non si facciano prendere la mano (cosa alla quale sono molto abituati) e pretendano l’abolizione tout court dell’aborto, così come attualmente è vietato usare certe sostanze.
Penso veramente che la destatalizzazione dell’etica sia l’unica via possibile ed ho paura anch’io che le vittorie di volta in volta parziali dei clericali o dei laici non servano a niente.






12 Responses to “Pro-choice on everything (ma “su tutto” veramente)”
E’ proprio come dici tu. Quello che non capiscono è la differenza tra l’etica personale, che è pensiero e scelta dell’individuo e l’etica di Stato che è pura e semplice coercizione, e come tale, oltre ad essere una violenza è anche senza valore, perché l’uomo “buono” per forza, non è per nulla buono.
Pertanto ritengo che tale etica di Stato dovrebbe essere limitata alla mera funzionalità della civile convivenza. Ossia, cose ovvie come, l’omocidio è vietato, il furto è vietato e così via.
Non vedo imposizioni: nessuno è obbligato ad abortire. Questa equiparazione tra laici e clericali non regge.
Che l’aborto possa essere effettuato ANCHE nelle cliniche private è più che ragionevole, ma che si possa fare SOLTANTO nelle cliniche private è una scelta tutt’altro che neutra.
I clericali non vogliono finanziare una sanità che include la possibilità di ricorrere all’aborto? E io non voglio finanziare una sanità che dice “vada da un’altra parte” a una donna indigente che vuole abortire.
Se si comincia con l’aborto si dovrebbe continuare con pillola del giorno dopo, eutanasia, fecondazione assistita. Niente metadone per i tossicodipendenti, tantomeno la somministrazione controllata di eroina come in Svizzera.
E poi ci sono anche le trasfusioni di sangue. Dovremmo levare dal “pubblico” anche quelle, perché i testimoni di Geova non vogliono certamente finanziare tale immonda pratica.
Mi pare inoltre che non sia un discorso molto individualista: io potrei fondare una religione personale che considera peccato mortale prolungare la vita con metodi artificiali: perché non si dovrebbe dare retta anche a questa mia religione? Perché quella cattolica è una religione organizzata? Perché i cattolici sono tanti?
proprio per tutte le ragioni che dici tu mi sembra giusto auspicare una destatalizzazione dell’etica e la fine del “pubblico”
Non mi sembra che i laici vogliano imporre un’etica di Stato.
Capisco che un anarcocapitalista cerchi di trovare sempre nuove ragioni per abolire il “pubblico”, però questa mi pare possa convincere solo chi ha idee conservatrici in campo etico.
Finché il pubblico c’è, mi pare ragionevole che certi servizi li garantisca, e ciascuno è libero di avvalersene o no.
@Mildareveno:
L’unica cosa che non regge qui sono le tue obiezioni, che mi sembrano a tratti realmente insostenibili.
Se non ho capito male, correggimi se sbaglio, si fondano sui seguenti punti:
1) Se uno si inventa una religione in cui il suo dio obbliga il rifiuto delle trasfusioni, allora può pretendere di modificare la legge per assecondare la sua religione (nel caso particolare rifiutarsi di finanziare questa o quella pratica medica).
2) Siccome i clericali si rifiutano di pagare per una pratica che ritengono oscena, allora tu hai il diritto di rifiutarti di finanziare una sanità pubblica che non obblighi gli altri a pagare per quella pratica.
Il problema di fondo di questo genere di argomentazioni è uno soltanto: tu ignori l’esistenza di un problema bioetico oggettivo legato a pratiche come l’aborto o la distruzione di embrioni, tirando in ballo cose che, con rispetto parlando, non c’entrano veramente un tubo.
A differenza del rifiuto delle trasfusioni, giustificabile soltanto mediante rivelazione divina e quindi non razionale, non sostenibile, ecc… che l’aborto possa essere omicidio nessuno può escluderlo, così come può escludere con certezza che l’embrione possa essere vita umana. Chiunque abbia una dimostrazione esaustiva di ciò per me è equiparabile a Dio, tant’è che nessuno è mai riuscito a trarre un discorso di natura oggettiva su queste due tematiche in particolare.
Ecco che da qui sorge la vera e propria questione di coscienza.
La pillola del giorno dopo, invece, non c’entra nulla: i clericali vogliono alzare la zuffa dicendo il falso e devono essere semplicemente spernacchiati. Non è un abortivo, infatti, ma un anticoncezionale. Che poi la debba passare la mutua questo è un altro discorso.
Inutile dunque tirarla in ballo in questo discorso.
Stessa cosa per la terapia del dolore e l’eutanasia: le polemiche dei clericali sono assolutamente insostenibili, tant’è che sull’eutanasia noi libertari siamo per la rimozione del sostegno medico pubblico a chi è clinicamente morto, mentre i clerico lì si attaccano alla gonna statale (ma guarda un po’).
Insomma, fra pro-life e pro-choice siamo evidentemente di fronte a due parrocchie a confronto, ciascuna con la sua ciurma di chierichetti accaldati pronti a violentare le libertà altrui in base a ciò che è scritto sui propri breviari.
Che poi tu esiga il diritto di imporre agli altri la tua visione etica su una cosa che non puoi determinare con certezza è dimostrazione del fatto che non sei così diverso dai clerico che critichi tanto. Sempre mille scuse, pur di averla vinta.
Diciamocelo chiaramente: chi impone agli altri la propria etica con la forza non è propriamente un pacifista. Le argomentazioni dei libertari non possono che fare presa su chi non è soggetto al fondamentalismo della propria curva politica.
Alla fine, in tutti i casi, ti dò ragione, per certi versi, nel senso che in effetti essere obbligato a finanziare una sanità che redistribuisce soldi verso il basso, girandoli nelle mani di chissà quale parassita mi urta e non poco. Concordo sul fatto che l’abolizione radicale del settore pubblico sarebbe la soluzione migliore per tutti.
on November 30th, 2008 at 11:01 pm #
[...] Yoshi vengo citato con un post ad hoc, sulla dicotomia “pro-life vs pro-choice” e sulla necessità di estinguere [...]
Bel post … però io la penso alla jinzo e sinceramente la tua è più cattofobia che religiofobia. Per carità ognuno fa le sue scelte però non pensare che tutti i cattolici siano piegati al volere del papa e siano tutti una massa di creduloni non pensanti.
non lo penso assolutamente.
io sono religiofobico perchè sono in primis islamofobo e cattofobico, nel senso che gli integralisti e i sacerdoti di queste due religioni, con le quali sono a contatto giornalmente, mi fanno molta paura
io seppur deluso da certi ambienti clericali non rinuncio al mio “diritto” alla spiritualità (o alla divinità).Leggo Harry Potter, Il Codice da Vinci e faccio addirittura Yoga … me ne prendo la responsabilità, anche nel caso nell’aldilà qualcuno mi giudicasse per le mie letture piuttosto che per il mio comportamento.
Un potere nasce la dove noi perdiamo la nostra indipendendenza.
Per jinzo: non ignoro che l’aborto ponga problemi etici, ma non capisco perché dovrebbe essere considerata libertaria la volontà di escluderlo dalla sanità pubblica e oppressiva la volontà di lasciarcelo. Chi vuole che si possa scegliere non può essere equiparato a chi, come i clericali, vuole vietare.
Dici che gli esempi che ho portato non sono pertinenti perché l’aborto porrebbe un probleme etico “oggettivo” e le altre cose no. Non tutti la pensano così, comunque accolgo l’obiezione e cito come esempio l’analisi pre-impianto e la fecondazione assistita: secondo la tua visione “libertarian” i talassemici nella sanità pubblica non potrebbero ricorrervi.
Non è meglio dire, più semplicemente: “io sono anarcocapitalista anche perché non voglio che i miei soldi finanzino l’aborto”?
Giacché la venuta dell’anarcocapitalismo non sembra imminente penso sia meglio che nella sanità pubblica si possa scegliere, facendo ovviamente di tutto perché gli aborti si riducano il più possibile.
In Svizzera il 68% degli elettori ha approvato la somministrazione controllata di eroina, dunque si continuerà a usare soldi pubblici a tale scopo, con buona pace di chi è contrario. In democrazia funziona così.
@mildaraveno: non mi pare che quando si tratta di prelevare i soldi lascino molta scelta, paradassolamente l’unica possibilità di scelta che si ha sul versante prelievo è l’8×1000.
il fatto che quella che i filosofi chiamano “libertà di” ma che sarebbe più opportuno chiamare “potere” è un gioco a somma zero, se hai il diritto ad un pasto caldo, vuol dire che qualcuno da qualche parte è stato preso, obbligato ad arare, trattare il cibo e cucinartelo. quindi tecnicamente se dai il diritto ad abortire (cioè, che gli venga garantita la possibilità non solo la libertà di farlo) a qualcuno, stai prendendo qualcun altro e lo stai obbligando ad uccidere il feto contro la sua volontà.
adesso, la cosa in realtà non sembra che avvenga proprio così, ma perchè in una società specializzata ci sta gente che fa ste robe di professione, quindi si estorcono i soldi a un tizio, e li si danno all’addetto all’uccisione di feti, ma non è che se mi obbligano a finanziare al quaeda allora tutto ok, tanto mica so io che faccio gli attentati.
per raggiungere un po’ di libertà su questo versante non è neanche necessario eliminare la pratica abortiva dal pubblico basta mettere su un meccanismo tipo 8×1000 con i le issues controverse da finanziare.
tipo, dove vuoi che venga allocato l’1×1000 alla medicina?
1)pratice abortive
2)ricerca staminali embrionali
3)trasfusioni di sangue
4)ricerca sul cancro
5)cure per la malaria
6)chiesa cattolica
“Non mi sembra che i laici vogliano imporre un’etica di Stato.”
ti sembra male evidentemente, lo stato è il monopolio della coercizione, amministratore di giustizia, ecc ecc, le norme che produce lo stato sono basate o su criteri etici o in base all’arbitrio del sovrano, (e in tal caso neanche avrebbe un sistema di giustizia, cioè, la giustizia o segue un ethos o non è, è praticamente parte della definizione stessa di giustizia il fatto che venga comminata secondo principi etici) quindi se i laici vogliono leggi che loro ritengono giuste voglio imporre un etica di stato.
“In Svizzera il 68% degli elettori ha approvato la somministrazione controllata di eroina, dunque si continuerà a usare soldi pubblici a tale scopo, con buona pace di chi è contrario. In democrazia funziona così.”
con questo di cosa vorresti convincerci? che la democrazia fa schifo?
Sì è vero.