Archive: November, 2008

Prendere le proprie decisioni

Uno degli argomenti che sento più spesso tirare fuori contro il cosiddetto testamento biologico è il seguente: come ci si può fidare delle volontà di una persona magari scritte molti anni prima? E se nel frattempo avesse cambiato idea? Se volesse "restare attaccato alle macchine" sempre e comunque?

Secondo me questo è l’ultimo tentativo di argomentare di chi si rende conto di non avere più argomenti se non quello che non si può confessare per non venire smascherati: perchè lo dice il mio Dio e quindi è giusto e quindi devi seguire anche tu quello che dice il mio Dio.

Nei testamenti normali conta l’ultima versione, o almeno così è quello che mi hanno insegnato i film. Una persona nel corso della vita può scrivere e cambiare più testamenti, sta alla sua volontà. Se poi un secondo prima di morire vuole cambiare il testamento per escludere sua moglie a vantaggio dell’amante ventenne e non ce la fa, beh, peccato, la perfezione non è di questo mondo (comunque non penso si possa fare una cosa del genere, peccato).

Lo stesso discorso deve essere essere fatto per il testamento biologico. Dovrebbe stare alla responsabilità dell’individuo aggiornare il proprio testamento biologico a seconda di eventuali mutati pareri. Ognuno si prende le proprie decisioni con le rispettive conseguenze. E’ un ragionamento tanto strano?

Twinkle Twinkle Little Star (con un errore)

Alzate il volume che è meglio (devo imparare a direzionare il getto d’aria).

Software fornito da Smule

Dove sono i manganelli quando servono veramente?

Bruno Leoni argomentava non privo di fondamenta che lo sciopero è una rottura unilaterale del contratto. Se si è giustamente contrari alla serrata (cioè la sospensione dell’attività dell’azienda da parte dell’imprenditore come misura di intimidazione o ritorsione verso i lavoratori), non si dovrebbe avallare lo sciopero essendo entrambi, appunto, rotture unilaterali di un contratto stipulato; in un caso rottura da parte dei lavoratori, nell’altro da parte dell’imprenditore.

Senza arrivare a questo, che qualcuno potrebbe definire "bieco sfruttamento della classe operaia", di sicuro lo sciopero è un’attività da maneggiare estremamente con cura. Ossia, io non capisco veramente quelli, specialmente nel pubblico impiego, che scioperano per ogni sbruxior de culo. Ci sono poi aziende che andrebbero studiate come esempi di vette di surrealismo che nessuna opera ha finora raggiunto. Pietro Ichino, per esempio, nel suo fondamentale A cosa serve il sindacato?, ci racconta di quello che in prima persona ha osservato nelle relazioni sindacali Alitalia di qualche anno fa: scioperi illegali, scioperi continui, una miriade di sigle e siglette, scioperi indetti per lanciare messaggi ad altre sigle sindacali, etc etc, in una escalation di assurdità nelle quali il significato stesso dello sciopero si è perso per strada molto tempo fa.

Le cose sembra non siano cambiate neanche ora che l’Alitalia è (purtroppo) sulla via del salvataggio.

L’assemblea dei dipendenti Alitalia, circa 3-400 persone, ha approvato una mozione del comitato di lotta che propone uno sciopero di 24 ore a partire dalle 18 di oggi.

[...] Nello scalo romano, dopo l’assemblea di questa mattina, un folto gruppo di assistenti di volo, piloti e lavoratori di terra ha bloccato fino al tardo pomeriggio, sedendosi a terra, l’ingresso del centro equipaggi Alitalia. Una situazione che ha avuto come conseguenza la crescita dei ritardi e 40 cancellazioni di voli. E ripercussioni che si sono registrati anche negli sugli scali milanesi. A Linate cancellati tutti i voli per Roma.

Ora, se io fossi uno di quei pazzi che ancora volano con Alitalia e che ha visto il propro volo cancellato per questo ennesimo sciopero improvviso, vorrei avere i miei soldi indietro più i danni morali direttamente dalle persone che hanno scioperato. Se io fossi uno di quelli che ha visto cancellato il proprio volo, riterrei che su di me sia stata effettuata un’aggressione (e una frode) e non vedrei niente di scandaloso se, per ristabilire una situazione di diritto (o per rappresaglia da parte dei truffati), qualche solerte poliziotto avesse elargito copiosi colpi di manganello tra gli scioperati.

A fine dicembre dovrò andare a Malpensa a prendere un aereo non Alitalia. Se per caso i parassiti volessero instaurare un qualche picchetto o robe simili (cioè impedire la mia libertà di movimento), sappiate che se sarò in macchina non mi fermerò. E’ una promessa baby.

Bender’s Game

Stasera abbiamo guardato il nuovo DVD film di Futurama, cioè Bender’s Game.

La domanda è sempre quella: ma perchè hanno smesso di fare le stagioni?

La non piena proprietà di sè

Il matrimonio, così come lo conosciamo oggi in gran parte delle società occidentali, è un prodotto culturale ed è il risultato di un determinato contesto storico. Non ha nulla di intrinseco che gli imponga di essere così e non in altro modo. Se le circostanze storiche cambiano, può dunque cambiare anche la forma del matrimonio. E se oggi sempre più persone dello stesso sesso progettano una vita di coppia duratura, la cosa più ragionevole è consentire loro l’accesso allo stesso istituto giuridico a cui accedono gli eterosessuali. Inutile dire che non c’è discriminazione perché gli omosessuali, in teoria, potrebbero sposare… una persona dell’altro sesso, quando l’investimento affettivo è rivolto a una persona dello stesso sesso: sarebbe come chiedere a un eterosessuale di avere relazioni omosessuali quando questo non ne ha nessuna intenzione. Se il matrimonio c’è, una coppia deve potervi accedere in base alle proprie caratteristiche personali e non perché soddisfa un requisito astratto di eterosessualità. Che diritto è un diritto che ti viene garantito se… diventi un altro? Una forma di oppressione della maggioranza su una minoranza, anche quando indossa le vesti della democrazia formale, come è avvenuto con il referendum californiano sulla Prop 8.

Stefano

Trombi?

Da Dietnam, che fa parte dell’Italia che non vuole bene,  ho preso una cazzatiella divertente.

Si chiama Trombi (è francese, e vabbeh…) e serve ai lettori per farsi una foto da lasciare su questo blog.

Cliccando su "Scattati una foto oscena" potete lasciami un ricordino e cliccando su "See the ‘trombi’" potete ammirare la, si spera, enorme galleria di foto fatte.

Questo imperdibile gadget si trova in fondo alla colonna qua a destra; proprio l’ultima cosa che trovate, sotto la sezione inutility.

C’mon, show me some boobs!

Il rimandato

Ho ascoltato l’album de Il Genio e devo dire che non ne sono rimasto impressionato. Me lo sono procurato perchè Pop Porno è senza dubbio una canzone carina, di quelle che canti anche se non vuoi, un tormentone nel senso buono del termine.

L’album omonimo ha qualche spunto interessante ma nel complesso non mi ha preso. La canzone migliore dopo Pop Porno secondo me è Non è possibile. Mi è piaciuta perchè pensavo avesse la stessa ironia del tormentone di cui sopra. "Ah ah, che simpatici che sono, prendono in giro i complottisti" pensavo. Poi li ho sentiti ieri ospiti di Dj chiama Italia su Radio Deejay.

A parte che sono il cliché puro dell’artista studente universitario fuorisede a Bologna e a parte che la cantante ha una voce arrapante anche quando parla, ho scoperto che la cantante in quel pezzo non era affatto ironica.

Lei crede davvero che l’uomo non sia mai stato sulla Luna.

Join the Venetian side!

Mi sembra che amici blogger e lettori siano un po’ confusi dalla mia "svolta indipendentista". Cerchiamo di fare chiarezza allora!

Innanzitutto è bene non confondere certe cose, ossia, io non sono diventato leghista. Vorrei essere molto chiaro a riguardo. Della Lega Nord non condivido niente: xenofobia, protezionismo, bigottismo, politica dell’acchiappa-carega, assistenzialismo, populismo, venti anni di dentro e fuori dal potere romano e risultati zero. Non è che se uno è indipendentista è automaticamente leghista e non è che se un partito persegue l’indipendenza scimmiotta la Lega, sono stato chiaro?

Bene.

Il PNV ha un unico e chiaro obiettivo: l’indipendenza della Venetia (territorio un po’ più vasto della attuale Regione Veneto dai confini non ben definiti, ma ora come ora ci si focalizza soprattutto sul Veneto, il resto verrà da sè) attraverso metodi nonviolenti e democratici. Nella pratica, un passo decisivo dovrà essere l’indizione da parte della Regione Veneto di un referendum nel quale chiedere ai cittadini se sono d’accordo o meno sull’indipendenza.

All’interno del PNV ci sono molte anime ma è indubbio che lo scheletro del PNV è liberale (con un innesto libertarian non indifferente). Ciononostante, essendo l’obiettivo l’indipendenza, qualsiasi persona che desideri la formazione di uno stato veneto indipendente può supportare il PNV, sia essa di destra, di centro o di sinistra, statalista o meno, religiosa, laica o atea, conservatrice o progressista, nata in Veneto o arrivata dopo. In altri termini: pensiamo prima a raggiungere l’indipendenza, avremo tempo dopo di scannarci per bene tra noi.

Non c’è dubbio che molti indipendentisti siano dei passatisti, cioè sognino i bei tempi andati della Serenissima. Non è il mio caso e non è il caso del PNV. Per quanto mi riguarda, io cerco un futuro; il passato è utle da studiare ma non deve essere un moloch. Della retorica del Leon de San Marco non mi interessa niente. Io voglio uno stato leggero, minimo, confederato, con il governo al servizio del "popolo" e non il contrario, che non intralcia la libera scelta individuale e che mi permette di ricercare la mia personale felicità. Tutto questo nello stato erede diretto del regno allargato dei Savoia non è possibile e mai sarà possibile. Attualmente al termine Italia a me viene spontaneo associare il sexpistoliano no future; perchè è così, non c’è scampo. Guardate solo al cosiddetto "federalismo fiscale": non lo potranno mai realmente concedere, pena la bancarotta immediata d’Italia. Sono convinto che in uno stato veneto indipendente ci siano risorse e spazi di manovra molto più ampli degli attuali per una politica libertaria. Il concetto di popolo mi lascia freddo e perplesso. Quando sento parlare di sangue o di razze, vado subito in modalità scetticismo. Io sono un individualista. A popolo preferisco il concetto aperto di cultura e ambiente umano e penso che quello veneto possa definirsi un ambiente e una cultura omogenea distinguibile dalle altre presenti nello stato di cui fa attualmente parte. Un motivo in più per non vedere come mostruosa la separazione della Venetia.

Voglio ripetermi: non c’è assolutamente niente di mostruoso o impossibile in un territorio che diventa autonomo. La vita va avanti, amici come prima. Potrete ancora andare in gita a Venezia e non si alzerà nessuna cortina di ferro. Gli spostamenti e i commerci saranno uguali a prima (probabilmente maggiori) e non dovrete esibire nessun passaporto per attraversare il Po; anche perchè è praticamente ovvio che in caso di indipendenza il futuro stato veneto entrerà a far parte della UE (essendoci già). E’ bene sottolineare questi aspetti, perchè spesso si drammatizzano (in malafede anche) scenari che drammatici non sono. Sarà un terremoto politico di proporzioni epocali, quello sì. Ma probabilmente servirà anche a quello che rimarrà dell’Italia per farle cambiare rotta.

Bene.

Ora mi rivolgo a te, residente in Veneto: che ne dici di farci un pensierino? Dimmi la verità, ora tutta la faccenda non inizia a sembrarti un po’ meno naive? Dai, fai un passo ulteriore: join the Venetian side of the Force! Perdita di tempo? Partitino dello zero virgola? Sogno di una notte da ubriachi? Forse, ma con il tuo aiuto ci avvicineremo na s-ciantina di più alla meta. Guarda, è meno impossibile di quello che pensi. Più queste idee verranno trasmesse e più il PNV sarà conosciuto dalla grande massa, più l’obiettivo sarà fattibile. Ma affinchè sia fattibile, è necessario, appunto, che il PNV diventi un attore importante della scena politica veneta. Pensaci a mente fredda e libera da slogan patriottardi ottocenteschi: Yes, we can! Che in veneto si traduce in Sì, dio can!

E allora forza, ti esorto di nuovo: join the Venetian side of the Force!

Costi / Benefici

Mi sembra che in questo momento il Partito Democratico, per una lunga serie di motivi, non sia esattamente con il vento in poppa, disciamo.

Prendiamo per esempio la questione Binetti. Ora, io sono l’ultimo dei pirla e mi rendo benissimo conto che probabilmente c’è qualche opera dietro… però, i dirigenti del PD avranno fatto un semplice calcolo costi/benefici sulla presenza della Binetti in parlamento nelle fila del PD?

In soldoni, quello che una valanga di persone continua a chiedersi: ma nel PD si rendono conto che certamente la presenza della Binetti fa perdere voti al PD? Metti anche che quei due o tre gatti di cattolicisti indecisi abbiano scelto il PD per l’integerrima presenza dell’integerrima Binetti, e quello stadio pieno di gatti che invece non ha votato PD per la presenza della signora B?

Orsù amici del PD, non mi sembra che abbiate la forza per fare i fighetti; fateve du conti alle prossime elezioni, eh?

Freeze!

Voi non avete idea di che fiacca ci sia in giro. Oggi due clienti mi hanno detto esattamente la stessa cosa: sembra che il mondo si sia fermato, mai vista una roba del genere. Ecco, capite che la situazione è veramente anomala. Un mio collega ad ottobre ha venduto esattamente la metà, non il dieci o il venti per cento, no, il 50% in meno. Io che sono sul campo vi assicuro che in giro c’è una fiacca incredibile, allucinante, è tutto fermo e tutti si guardano negli occhi increduli.

Che dite, Obama avrà una buona parola anche per me?