Archive: December, 2008

Qui l’anno nuovo arriva prima, gnè gnè gnè

Ora manca un quarto d’ora alle 19.00. Tra mezzoretta usciamo e andiamo ad attendere il 2009 a Asakusa.

Statemi bene.

Difendersi non è reato

Se io fossi un cittadino israeliano e soprattutto di Sderot e dintorni, sarei incazzato a morte con i vari governi che si sono succeduti in Israele per aver usato il guanto di velluto contro il territorio ostile e terrorista che risponde al nome di Striscia di Gaza.

Dover subire quotidianamente attacchi missilistici, vivere nel terrore e vedere che il mio governo non esegue quello che a rigor di logica dovrebbe essere il suo compito principale, cioè difendermi, non farebbe di me una persona molto accomodante e disponibile al dialogo. Anzi, se qualche individuo con molta aria in bocca venisse da me e mi spiegasse con fare gentile che il futuro deve essere di pace, che devo stringere la mano al mio vicino, che dobbiamo vivere tutti assieme in amicizia, lo guarderei un po’ strano, prenderei la mia carabina e gli fodererei di piombo il culo.

A chi parla a vanvera senza sapere veramente l’argomento della discussione e blatera di stato terrorista etc etc non interessano i fatti. Ossia che Hamas vuole prima di tutto la distruzione di Israele, che non ha mai rispettato “la tregua“, che usa i civili palestinesi come scudi umani, che è finanziato da veri stati terroristi come l’Iran.

Se si smette di parlare a vuoto per slogan e si analizzano i fatti, cioè che gli attacchi dei terroristi sono slegati dalle iniziative di Israele essendo degli invasati religiosi il cui unico scopo è uccidere gli ebrei, io penso che l’unica conclusione alla quale si possa arrivare sia il sostegno a Israele. Se poi  si è titubanti nel dare il proprio appoggio ad Israele per via delle terre rubate etc etc, allora forse è il caso di studiare finalmente un po’ di storia e leggere libri ben fatti come questo (che non è né un panegirico né un’agiografia di Israele).

Dicevo, fossi un abitante di Sderot, avrei come minimo le palle fumanti per il fatto che il mio governo si sia mosso solo ora. Già perché a differenza di quello che dice la vulgata, l’esercito israeliano è troppo attento e quando commette degli errori ci sono delle indagini e dei processi; ma questo a quelli de “stato terrorista” non interessa. Quando ti trovi dall’altra parte gente che si nasconde dietro donne e bambini per lanciare i suoi razzi, cosa fai? L’esercito isrealiano il più delle volte non fa niente, e a me cittadino di Sderot questo non andrebbe bene.

Quando tutti noi inizieremo a trattare i palestinesi come persone adulte che devono rispondere delle proprie azioni (come l’aver votato Hamas) e non come un popolo di bambini ritardati, allora forse si riuscirà a cavare dal buco una soluzione. Fino ad allora, il cittadino di Sderot ha tutto il diritto di pretendere i bombardamenti su Gaza; perché quotidianamente fare il bersaglio mobile non è il massimo.

To do list

  • Imperatore dal vivo
  • Karaoke
  • Farsi l’okonomiyaki
  • Love hotel

Ad azione, reazione

Kamakura

A Kamakura il mio fratello stronzo Yoritomo (quello che ha ordinato la mia morte) nel 1192 ha stabilito la propria sede dello shogunato e governato il Paese per conto dell’Imperatore (nella storia del Giappone hanno tutti quasi sempre governato nel nome dell’Imperatore…tranne l’Imperatore). Kamakura oggi è una cittadina graziosa visitata per lo spropositato numero di templi importanti, tra i quali  cinque importanti templi zen (Kamakura Gozan).

A Kamakura abbiamo camminato in modo spropositato e salito scalini su scalini, ma ne è valsa la pena perché finalmente abbiamo ammirato dei signori templi, non come i templi stitici che ci sono qui a Tokyo. A Kamakura poi abbiamo mangiato un katsudon da urlo in un posto molto…ruspante.

Ghibli

Il Museo Ghibli è piccolino. Bello il cortometraggio inedito che ti fanno vedere, bello il Neko Basu (ma non sono bambino e non mi hanno fatto salire), bello il robottone grandezza “naturale” di Laputa, belle le stanze con i disegni a mano dei vari film.

Però secondo me avrebbero potuto rendere più ghiblosa l’atmosfera e mettere un po’ più di roba. Ah, e il fatto che all’interno sia vietato fotografare non è né bello né giapponese.

In definitiva, da visitare se si è un fan dello Studio Ghibli.

Da possessore a posseduto

Ringraziamo Barocco “la mia vita condizionata da una lampada” Giapponese per la gran serata divertente di ieri sera e per il bulbo oculare del pesce che ho mangiato :) Che bella sensazione girare per le vie senza perdersi!

E ora scusate ma il parco di Hello Kitty ci aspetta…

Ci siamo

Sono le 21.45, siamo arrivati alle otto e mezza e siamo subito usciti a mangiare un hamburger giappo. Ora siamo in camera e ci faremo immediatamente una doccia…anche se il bagno è strutturato alla giapponese, cioè prima ti siedi sullo  sgabellino ignudo e ti insaponi e lavi con un doccino, POI entri in vasca già pulito e ti rilassi.

Preferivo una doccia normale…

Casomai potete venire a trovarci a Kabukichō

Stiamo per partire alla volta della FdC Mansion a Milano, dalla quale il caro FdC Dad ci accompagnerà a Malpensa ché stasera abbiamo l’aereo. Ci portiamo dietro l’asusino, quindi, se l’hotel non ci ha ingannato dicendo che c’è l’internet gratis in ogni stanza, di sicuro ci faremo sentire; ma anche se si paga, via, bando al piocismo.

さようなら

Tutte le balle

tutte le balle sul capitalismoLa prefazione di Guglielmo Piombini a Tutte le balle sul capitalismo di Robert Murphy non mi è piaciuta perché ritengo c’entri veramente poco con il libro. A parte molto affermazioni tagliate con l’accetta sulle quali nutro molti dubbi, penso che la sua tirata ultraconservatrice posso indisporre alla lettura proprio una parte di quelle persone che avrebbero più bisogno di leggere questo libro.

Questo di Murphy è un fenomenale libro divulgativo. Io vi imploro di leggere questo libro. Saltate pure la prefazione, ma leggete questo libro. Dovreste assolutamente leggerlo per una serie di motivi. Intanto è un libro scritto molto bene, infatti spiega in maniera semplice e discorsiva un argomento come l’economia che può risultare ostico a molti. E’ un libro che insegna una miriade di cose e che fa capire meccanismi con i quali abbiamo quotidianamente a che fare ma che in fin dei conti ignoriamo. Inoltre, è un libro che confuta molte affermazioni “di buon senso” che sentiamo spesso e che sembrano ad un’analisi superficiale delle verità incrollabili. Tutto questo scritto sempre, lo ripeto, in modo comprensibilissimo e spesso divertente, alla portata delle persone normali.

In definitiva, questo libro è un compendio (206 pagine) divulgativo su cosa realmente sia il libero mercato e su cosa effettivamente provochi la libertà di scambio tra persone. Questo libro è una difesa del capitalismo contro il protezionismo, la regolamentazione statale, l’anti-globalismo*, etc etc. Dato che questo blog è notoriamente un covo di sinistrorsi incalliti, io mi rivolgo direttamente a voi esortandovi a leggere questo libro. Ripeto, saltate pure la prefazione che c’entra poco ma leggetelo. Sicuramente vi farà pensare e se proprio non abbraccerete il laissez-faire, di sicuro conoscerete meglio il “liberismo” ed i suoi meccanismi ed eviterete di parlare a vanvera.

* tutto questo oggi in Italia ha come massimo esponente un ministro del governo di destra, Tremonti.