La prefazione di Guglielmo Piombini a Tutte le balle sul capitalismo di Robert Murphy non mi è piaciuta perché ritengo c’entri veramente poco con il libro. A parte molto affermazioni tagliate con l’accetta sulle quali nutro molti dubbi, penso che la sua tirata ultraconservatrice posso indisporre alla lettura proprio una parte di quelle persone che avrebbero più bisogno di leggere questo libro.
Questo di Murphy è un fenomenale libro divulgativo. Io vi imploro di leggere questo libro. Saltate pure la prefazione, ma leggete questo libro. Dovreste assolutamente leggerlo per una serie di motivi. Intanto è un libro scritto molto bene, infatti spiega in maniera semplice e discorsiva un argomento come l’economia che può risultare ostico a molti. E’ un libro che insegna una miriade di cose e che fa capire meccanismi con i quali abbiamo quotidianamente a che fare ma che in fin dei conti ignoriamo. Inoltre, è un libro che confuta molte affermazioni “di buon senso” che sentiamo spesso e che sembrano ad un’analisi superficiale delle verità incrollabili. Tutto questo scritto sempre, lo ripeto, in modo comprensibilissimo e spesso divertente, alla portata delle persone normali.
In definitiva, questo libro è un compendio (206 pagine) divulgativo su cosa realmente sia il libero mercato e su cosa effettivamente provochi la libertà di scambio tra persone. Questo libro è una difesa del capitalismo contro il protezionismo, la regolamentazione statale, l’anti-globalismo*, etc etc. Dato che questo blog è notoriamente un covo di sinistrorsi incalliti, io mi rivolgo direttamente a voi esortandovi a leggere questo libro. Ripeto, saltate pure la prefazione che c’entra poco ma leggetelo. Sicuramente vi farà pensare e se proprio non abbraccerete il laissez-faire, di sicuro conoscerete meglio il “liberismo” ed i suoi meccanismi ed eviterete di parlare a vanvera.




14 Responses to “Tutte le balle”
Ok, fammi le fotocopie che vengo a prenderle …
Concordo, davvero un bel libro. Comunque non è l’unico caso in cui la prefazione di Piombini c’entra come i cavoli a merenda, di solito non perde mai occasione per propagandare le sue menate clericali.
@statominimo: piocioso…
@enrico: ah, allora è un vizio:)
Te’, l’ho messo nella lista dei desiderî di anobii…
Certo, se mi dovessi basare sulla prefazione non lo leggerei neanche a pagamento.
Guglielmo Piombini credo sia un cavallo di Troia dei vari Quagliarello nella cultura liberale. Non perde occasione per tirare in ballo questioni clericali associandole al capitalismo, quando il papa continua strenuamente ad opporvisi.
piombini= pombi…
delle volte ha detto cose davvero importante, ma è come un orologio rotto che giustamente due volte al giorno segna l’orario giusto…
la tu apresentazione premessa anticonservatrice, e il titolo del libro mi han convinto, se lo trovo lo compro.
Grazie al tuo blog ed altri (tipo snow crash) ho acquistato ‘the machinery of freedom’, ma lo leggo pian piano visto che è complicato, più che da capire da accettare.
magari leggo anche questo che forse è più ‘divulgativo’
V
Non dovrebbe esser altro che la traduzione italiana di “The politically incorrect guide to capitalism” .
Per chi fosse interessato, in lingua originale esiste anche nella versione audio ( durata totale 6 ore nette) . Ovviamente quest’ ultima sul web si trova ; sia nella maniera classica ( ad es. attualmente su amazon per 10$), sia tramite altri canali.
Io me lo son ascoltato in macchina . Comunico che la voce non è certo delle più radiofoniche , però per il resto tutto ok.
Anch’io ritengo che sia estremamente chiaro e comprensibile anche a chi di economia è totalmente analfabeta . Anzi , per gli altri, specie se di sponda austriaca (o almeno monetarista) , son cose già ben risapute.
Ad ogni modo plaudo alla segnalazione di Yoshi , e per chi fosse interessato a sapere l’ ABC , non si può che invitare ad accoppiarlo alla lettura dello storico
“Economics in one lesson” http://jim.com/econ/contents.html , accompagnata con la visione delle 12 interviste a pagina 2 di http://www.youtube.com/profile?user=misesmedia&view=videos
Senza contare tutto il materiale (di cui moltissimo free) sul noto e benemerito mises.org .
guarda, raccolgo pure io il tuo invito (so già che mi straccerò i maroni ma non demorderò!)
Ma veramente qualcuno rinuncerebbe al piacere di leggere, per ASCOLTARE uno che parla – in inglese – per sei ore di fila.
Ci sono anche i sottotitoli in cecoslovacco?
secondo me anche ascoltare ha un suo perché
@ceci dai che finalmente impari qualcosa
@Neurobi : Prob. no , ma comunque hanno pregi e difetti diversi . Dato che il titolare mi pareva ventilare il fatto che il suo non fosse un pubblico di entusiasti del genere , la ritenevo , una valida alternativa. Tale target, stimavo, potesse non far salti di gioia , magari dopo una stancante giornata, focalizzarsi su certe letture , invece , chessò, di rilassarsi/dilettarsi con tv/internet/partner etc.
La versione audio ad es. la ascolti nel tragitto al/dal ufficio , e al max quello che ti puoi perdere son “platinette o la pina” .
Perdona la disgrazia .
P.s. : non è che si sia obbligati ad ascoltarlo tutto di fila .
Comunque prendete pure il libro , di certo non lo scoraggio , anzi.
Le balle sul libero mercato le diffonde e promuove soprattutto chi vuol prendere molto senza dar nulla in cambio…o dar quel che quasi nessuno vuol comprare…: chi vuol gestire comunque il “potere pubblico”, che ciò sia utile o meno per coloro dai quali si pretende qualcosa senza contraccambio (denaro o ubbidienza)…